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Pd Terni, c’è il candidato a sindaco e la Masiello dice addio: “Siamo zimbelli”

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Pd Terni, c’è il candidato a sindaco e la Masiello dice addio: “Siamo zimbelli”

Andrea Giuli
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Valeria Masiello

TERNI – “Dopo lunga e tormentata riflessione, mi trovo costretta a rassegnare le mie irrevocabili dimissioni da tutti gli organismi dirigenti e dal Partito Democratico stesso. La decisione è scaturita dall’ennesima prova di totale esautorazione degli organismi dirigenti, poiché, come membro della segreteria provinciale, non sono stata coinvolta nelle decisioni e passaggi inerenti la scelta del candidato sindaco e come membro della direzione, sono stata ascoltata solo nella giornata di sabato. Ma non solo, convocata per la direzione comunale nella giornata di oggi e arrivata puntuale presso la federazione, scopro per caso che era già in corso una riunione precedente, convocata prima della direzione”.

L’addio della Masiello È questo il risentito e netto incipit con cui la dirigente del Pd ternano e consigliere comunale uscente del partito, Valeria Masiello, comunica formalmente il suo addio al partito. Il primo effetto di una gestione della scelta della candidatura a sindaco che è maturata nelle ultime ore.

Zimbelli, metodi e candidature “Dato che non è la prima volta  – scrive la Masiello – che le decisioni vengono prese in luoghi diversi da quelli preposti e che, peggio ancora, vengono calate dall’alto, non sono più disponibile a sostenere un partito che discute per finta e dove i soliti nomi sono chiamati a dirimerne le sorti. Certamente, dopo quanto accaduto con la giunta Di Girolamo e il dissesto, di coraggio ne abbiamo dovuto trovare tanto, ma, avere la faccia di continuare sulla stessa linea, è a dir poco sbalorditivo e imbarazzante. Ma io alla mia dignità ci tengo. Non voglio tornare indietro ricordando cosa è accaduto, cosa è stato detto e scelto, siamo diventati lo zimbello di questa città. Ci riuniamo oggi, senza aver lanciato un messaggio politico credibile e compiuto…ad esempio ieri, a parte qualche singola partecipazione, il Partito è stato assente agli Stati Generali del Lavoro, come se al Pd non importassero le proposte dei sindacati. Quindi, in questi mesi, invece di aprirci alla città come avremmo dovuto fare, ci siamo chiusi in gruppi, riunioni, incontri solo interni al partito, senza lanciare alcun messaggio di vero rinnovamento. Forse non ci siamo accorti che la città ci ha abbandonato, che continua a vederci come il problema. E l’isolamento in cui siamo caduti, data la nostra incapacità di governo, ma anche politica, non si risolverà candidando un civico a caso, ovvero il primo che ci dà la sua disponibilità. Siamo stati in caccia di nomi usciti da un cilindro come conigli, senza un metodo….Nessuno di questi tanti nomi è passato negli organismi. La responsabilità è la nostra, perché dopo un dissesto, avremmo dovuto a testa bassa chiedere scusa alla città, cominciare a ricucire rapporti ma con un’idea chiara, con metodi trasparenti, con un contenuto politico. Il conservatorismo che ci attanaglia non ci rende in grado di vedere quanti in questi mesi ci hanno detto no perché non vogliono avere niente a che fare con noi. E’ questa la verità”.

Guerre intestine Continua, come un fiume in piena, la Masiello: “Questa politica fatta alla rinfusa non fa per me. Io ho bisogno di un sistema valoriale che dia significato alle mie azioni. E non credo che scegliere una persona civica o finta civica possa modificare in alcun modo la nostra posizione. Il Pd sconta una tremenda guerra intestina che ci ha condotti alla peggiore sconfitta della sinistra in Italia….la mia esperienza nel Pd si chiude qua, senza se e senza ma, dopo aver dato tanto ad un partito in cui ormai non mi riconosco più da troppo tempo, da quando abbiamo tradito i lavoratori con una riforma del lavoro sbagliata, tradito i nostri concittadini, procurando il dissesto della nostra città, che merita molto di più di questo”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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