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Pd ternano a congresso, nuovo rinvio a novembre e occhio al sistema di voto

Terni Politica

Pd ternano a congresso, nuovo rinvio a novembre e occhio al sistema di voto

Andrea Giuli
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Un banchetto del Pd di Terni

A.G. 

TERNI – Et voilà. È nato un nuovo gioco di società. Con l’ennesima piroetta a base di commi e regole, la direzione regionale del Pd, riunitasi lo scorso 4 settembre nella capitale etrusca – pardon, umbra – ha nuovamente spostato in avanti la celebrazione del congresso comunale del partito ternano (più correttamente, assemblea comunale) che, dunque, ormai pare pattinare allegramente su una lastra di ghiaccio.

Congresso novembrino Perciò, l’assise democratica della città dell’acciaieria si terrà in un giorno tra il 30 ottobre e il 12 novembre prossimi. Così, almeno, recita il regolamento varato a Perugia una settimana fa. Articolo 8, comma 11. Dunque, dall’ipotetico congresso di settembre e poi di ottobre si è finiti alla metà di novembre. O giù di lì. Mentre il congresso provinciale si dovrà tenere in una data tra il 12 e il 22 ottobre, con le candidature da presentarsi al massimo per il 2 di quello stesso mese.

Candidature in extremis Ma, almeno da quanto trapela e si intuisce in questa fase, è proprio l’assise cittadina a presentarsi più delicata e scivolosa. Basta scorrere ancora il regolamento in questione per accorgersi di due regolette potenzialmente ‘illuminanti’ (per non dire altro) in vista – almeno ad annusare il clima di questi giorni – di una battaglia per la segreteria comunale che si annuncia pepata e complessa. Per esempio, il comma 13 del suddetto articolo 8: “Le candidature a Segretario Cittadino si presentano alla commissione provinciale del congresso entro le ore 20 del giorno antecedente il congresso, con il sostegno di almeno il 20% più uno dei membri eletti nell’assemblea stessa”. Tradotto: ipotizziamo che il congresso ternano del Pd si tenga il 10 novembre, la candidatura a segretario potranno essere ‘coperte’ fino alle 20 della sera prima. Con tutto quel che ne consegue. Auguri.

Soglie, turni e ballottaggi Ma non solo. I commi 11 e 12 dell’articolo 8 del regolamento, spiegano come si elegge il segretario comunale. Eccoli: “…In caso di necessità di una seconda votazione, questa si terrà a distanza di tre giorni. 12. Il Segretario dell’Unione comunale è eletto nella prima votazione, se ottiene il 50 % più uno dei voti degli aventi diritto. Nel caso in cui, nella prima votazione, il candidato vincente non riceva il numero minimo di voti richiesti…entro tre giorni, viene riconvocata l’Assemblea comunale per una seconda votazione: a) Nel caso in cui i candidati sono più di due si effettua il ballottaggio tra i due che hanno ottenuto il maggior numero di voti e risulta eletto segretario il candidato più votato; b) Nel caso di candidatura unica che non raggiunga da subito almeno il 50% più uno degli aventi diritto, si ripete il procedimento di elezione sopra descritto attraverso la presentazione di nuove candidature a cui possono concorrere anche i candidati precedenti”. In soldoni, occhio ad eventuali candidati-specchietto, magari destinati alla giubilazione alla prima votazione, e occhio a possibili, altri candidati nel successivo ballottaggio. Per carità, ipotesi, malignità, congetture, giochi e trappole della politica. Si vedrà.

Bolgia di nomi Quanto allo stato dell’arte – e parliamo ancora del congresso comunale – il toto-nomi ovviamente impazza. Tra illazioni, scampoli di realtà, voci incontrollate e nomi artatamente squadernati, magari a fine di siluramento nella culla. Pardini, Lombardini, Fiorucci, Paparelli, altri cosiddetti big del partito. E altri – veri o presunti, possibili o lunari – ne verranno probabilmente fuori a breve. Ma, è altrettanto verosimile che quelli veri saranno coperti fino in ultimo. O quasi.

 

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Andrea Giuli
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