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Terni, per il Pd un vero e proprio ingolfamento di riunioni in via Mazzini: un puzzle micidiale

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Terni, per il Pd un vero e proprio ingolfamento di riunioni in via Mazzini: un puzzle micidiale

Andrea Giuli
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Una riunione del Pd di Terni

TERNI – In questi giorni e, presumibilmente ancora di più in quelli a venire, se ci fosse un portiere (magari con la spilla dell’Urss sul bavero della giacca) diventerebbe matto.

Riunioni separate Il portone d’ingresso della ormai storica sede del Pd ternano, in via Mazzini, e le sue stanze interne (alcune delle quali da tempo in vendita) hanno raramente visto un movimento, un apri e chiudi, come quelli che si stanno verificando, appunto, in questo periodo. Anzi, in queste ore. Le primarie del partito con le plurime candidature, le imminenti amministrative, le vicine elezioni politiche, la situazione piuttosto liquida nei democratici, giustifica tutto ciò. Quando non sono cene o pranzi altrove, è un tourbillon di incontri e riunioni in via Mazzini. Correnti, gruppi, capibastone, mozioni congressuali nascenti, supporters di questo o quel candidato alla segreteria. Un caleidoscopio di tatticismi, giravolte e riposizionamenti.

Giovani turchi con Renzi Nella sola giornata di giovedì – per dire – gli ‘eventi’ sono almeno due. Nel pomeriggio è andata in scena la riunione dei cosiddetti ‘giovani turchi’ renziani; un po’ come dire la riunione dei liberali per l’eutanasia con l’effige dell’Azione Cattolica. Gran maestri della riunione, il giovane assessore, ex giovane turco ora convertito al renzianesimo, Stefano Bucari, e l’ex ‘enfant terrible’ del gruppo consiliare comunale deomocrat, Valdimiro Orsini che da cattolico democratico d’antan e renziano della prima (o seconda ora) con i giovani turchi poco c’entra. Tant’è. Bucari e Orsini sembra abbiano riunito un numero non trascurabile di militanti. Pronti ad immolarsi per l’ex premier.

Orlandiani si organizzano L’altro appuntamento, è, invece, nella serata di giovedì. Si attende una importante riunione del ‘gruppone’ che sosterrà la corsa alla segreteria del ministro della Giustizia, Orlando, lui sì con un passato da giovane turco doc. Gruppone che conta il senatore ternano Gianluca Rossi (per lui una specie di ritorno a casa), il sindaco Di Girolamo, il segretario provinciale Trappolino e la metà del gruppo consiliare a palazzo Spada (Piccinini, Monti – che è pure segretario comunale -, De Santis, Masiello, Zingarelli, Burgo, il travagliatissimo Piermatti). Giovedi sera, probabilmente, gli orlandiani si struttureranno.

Renziani doc in agriturismo Si vedono, invece, spesso, in un ameno agriturismo sulla Marattana quelli che si auto-definiscono i renziani ‘veri’, della prima ora e che oggi fanno riferimento all’attuale premier Gentiloni e al parlamentare Morando. Chi sono? Beh, anche alcune vecchie conoscenze: Valerio Tabarrini e Riccardo Giubilei (ex consiglieri comunali e non solo), Carlo Ottone (oggi presidente Asm), Manuela Guanciale (leopoldina dal 2008), l’ex assessore comunale Marco Malatesta, l’attuale consigliere Fabio Narciso, Leonardo Patalocco, Antonello Fiorucci, l’ex assessore Alberto Pileri. Ed altri. Pare di capire che codesti renziani col ‘pedegree’ guardino in cagnesco i renziani-giovani turchi, come impuri.

Altribig’ E gli altri, più o meno big? La ternana Marina Sereni (ex veltroniana, area dem), nonché vicepresidente della Camera, sta con Renzi. Così come, il numero due della Marini in Regione, Paparelli. Il sottosegretario agli Interni, Giampiero Bocci, pare che in questi giorni stia spesso a Terni. Contatti, incontri. Ma Bocci vola più alto. E dovrebbe istituzionalmente supportare la corsa dell’ex premier. In ogni caso, la ‘polka’ è appena cominciata. Ahivoglia a quadriglie nelle prossime settimane. Per ora, è abbastanza.

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Andrea Giuli
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