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Pazienti maltrattati e umiliati, ecco perché sono scattati gli arresti domiciliari per cinque operatori della comunità di Assisi

Politica

Pazienti maltrattati e umiliati, ecco perché sono scattati gli arresti domiciliari per cinque operatori della comunità di Assisi

Pierpaolo Burattini
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PERUGIA – Una bruttissima storia di maltrattamenti e lesioni aggravate su alcuni ospiti di una comunità, l’ “Alveare” di Torchiagina di Assisi, che accoglie e dovrebbe proteggere persone deboli come malati psichici, tossicodipendenti e disabili. Sono queste le accuse che hanno portato agli arresti domiciliari cinque operatori, il titolare invece è accusato di non aver adeguatamente vigilato. La comunità, riconosciuta dalla Regione, è stata posta sotto sequestro pur rimanendo attiva con personale e dirigenti diversi. All’inchiesta del Nas è seguita l’ordinanza di custodia cautelare del gip di Perugia dinanzi al quale lunedì inizieranno gli interrogatori di garanzia.

Maltrattamenti Secondo quanto emerso in queste ore i pazienti ospiti della struttura, che si chiama l’ “Alveare”, sarebbero stati picchiati e umiliati. A una paziente sarebbe stato torto un braccio fino a causarle una frattura, a un altro le mani sarebbero state legate con lo scotch e a un altro gli avrebbero tirato un secchio d’acqua. Non solo violenze fisiche ma anche verbali, punizioni corporali, umiliazioni, tanto che le accuse per i sei sono maltrattamenti e lesioni aggravate. A raccontare quello che accadeva lì dentro alcuni di coloro che ne sono usciti e poi le immagini delle telecamere nascoste piazzate dagli investigatori e le intercettazioni audio. Tutto nasce da un esposto anonimo, stilato sembra da una persona vicina a un ragazzo che lì dentro è stato ricoverato. Un esposto insieme al quale vengono allegate anche delle foto.

Uno degli indagati è difeso dall’avvocato Luca Gentili che ha dichiarato all’agenzia Ansa: “C’è massimo rispetto del segreto investigativo, l’indagine è in una fase iniziale. Il mio assistito non ha comunque mai saputo di presunti maltrattamenti che sarebbero tuttavia addebitati a due o tre operatori (sulla trentina presenti complessivamente) mentre agli altri verrebbe addebitato una sorta di concorso morale”. Secondo quanto appreso dall’agenzia l’indagine sarebbe scaturita dalle dichiarazioni di alcuni operatori. I militari hanno eseguito intercettazioni ambientali e riprese video. I presunti maltrattamenti sarebbero consistiti in capelli e braccia tirati. Secondo il Tgr dell’Umbria le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Michele Adragna.