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Passignano, un mito senza tempo nella Salomè di Samuele Chiovoloni

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Passignano, un mito senza tempo nella Salomè di Samuele Chiovoloni

Redazione cultura
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PASSIGNANO SU TRASIMENO – Sarà la terrazza panoramica sul Lago Trasimeno dell’hotel Lidò ad ospitare domani (14 agosto) alle ore 18, nell’ambito di Isola del Libro Trasimeno, Salomè. A un passo dal tramonto, tragedia in quadri da Oscar Wilde con Giordano Agrusta, Sabina Borelli, Jacopo Costantini, Emanuela Faraglia, Chiara Mancini, Maurizio Modesti, Daphne Morelli, Sebastiano Ragni e la partecipazione speciale della soprano Jihee Kim, regia e drammaturgia di Samuele Chiovoloni, produzione Isola del Libro 2017.

Salomè. A un passo dal tramonto – Alla fine del diciannovesimo secolo – si legge nelle note di regia – Oscar Wilde decise di aggiungere un altro scandalo alla propria sconfinata produzione. Il celebre scrittore irlandese decise di esibire una propria versione della vicenda biblica inerente alla morte di Giovanni Battista (comparsa più o meno estesamente nei Vangeli di Marco e Matteo) che voleva responsabili dell’omicidio Erodiade e Salomè, moglie e figliastra del tetrarca Erode. Il testo venne redatto in lingua francese e presentato in anteprima a Parigi, rimanendo senza una legittima rappresentazione in lingua inglese fino agli anni Trenta. Anche a causa di queste reiterate ostilità, l’opera di Wilde è diventata oggetto di culto nel secolo successivo. Richard Strauss e Carmelo Bene, fra tutti, dedicarono alla vicenda di Salomè e Giovanni Battista due versioni (Opera il primo e teatro e cinema il secondo) che diedero al testo originale ulteriore lustro. Su invito di Isola del Libro, il regista Samuele Chiovoloni ha prodotto una versione parzialmente rivisitata della tragedia di Wilde, mettendo in risalto il travolgente ritmo della commedia, le specificità storiche e politiche del primo secolo d.c. e i raffinati itinerari psicologici che Oscar Wilde ha tracciato per i personaggi.

In scena – Il tetrarca Erode Antipa riceve la visita di Tigellino, ambasciatore romano, venuto a sincerarsi dei rapporti di forza in Terra Santa. Alla cena dedicata al visitatore intervengono principi stranieri e uomini di Giudea. Erode è attratto dalla figliastra Salomè e costantemente provocato dalla moglie Erodiade. La donna, infastidita dalle lascive attenzioni di Erode per Salomè, vorrebbe mandare a morte il profeta Iokanaan, imprigionato dallo stesso Erode che però si oppone a tale desiderio per timore di misteriose ripercussioni. Salomè, corrompendo il capitano delle guardie, viene in contatto col profeta, affascinata com’è dalla sua voce e dalle sue sorde profezie, ma viene rifiutata. Sarà questa umiliazione ricevuta che spingerà la principessa a chiedere al patrigno, costretto ad acconsentire da un ingenuo e precipitoso giuramento, la testa del profeta.

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