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PASSAGES. Movimenti contemporanei alla sala Cutu di Perugia

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PASSAGES. Movimenti contemporanei alla sala Cutu di Perugia

Redazione cultura
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SIPARIO UMBRIA – Torna a Perugia anche quest’anno, dal 2 al 3 dicembre, alla Sala Cutu di Perugia PASSAGES – Movimenti Contemporanei, progetto organizzato e diretto dalla Compagnia Déjà Donné e dall’associazione milanese Pandanz. Nell’ambito di Indizio, stagione a cura di Teatro di Sacco, il fine settimana prenderà il via con appuntamenti dedicati alla danza contemporanea con spettacoli, brevi performance e spazi dedicati alla formazione. Quest’edizione è dedicata al ventennale della compagnia Déjà Donné (1997-2017) che, attraverso la presentazione di alcune sue produzioni e la promozione di un percorso formativo dedicato ai danzatori, rivela la volontà di offrire a un pubblico di appassionati importanti occasioni per avvicinarsi alle arti performative. Quasi un festival, PASSAGES – Movimenti Contemporanei ambisce ad essere spazio concreto e atteso, capace di promuovere un dialogo aperto tra differenti progettualità e alla ricerca.

Il programma – Sul palco il 2 dicembre a partire dalle ore 19.30 si alterneranno Like a Stray Dog di e con Nicoletta Cabassi, Il canto di Orfeo: armonico di BorderLinedanza, il debutto umbro dello spettacolo 365, novità 2017 di Déjà Donné. Domenica 3 dicembre andrà in scena la presentazione di To Pray della compagnia INC InNprogressCollective, gruppo indipendente associato a Déjà Donné dal 2017.

La formazione sarà un altro tema molto importante della manifestazione, cui verrà dedicata un’apposita sezione collegata al progetto INA – inNprogress Atelier, percorso di studio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione ideato a Perugia nel 2017 da INC InNprogressCollective e Déjà Donné, curato in collaborazione con Centrodanza Spazio Performativo, e condotto dal coreografo Afshin Varjavandi. Dall’1 al 3 dicembre si potrà partecipare alle masterclass, condotte rispettivamente da Virginia Spallarossa e Vittoria De Ferrari Sapetto, rivolte agli allievi e a tutti coloro che sono interessati ad approfondire le molteplici tecniche di ricerca sul movimento. Brevi performance supporteranno le lezioni e l’attività di formazione prevista con il solo “Revolution” della compagnia Adarte e “performance 088” di Déjà Donné.

PASSAGES 2017 sarà anche occasione per un consolidamento della collaborazione tra Déjà Donné e Teatro di Sacco, che sottolinea l’importanza di una presenza culturale viva e attiva sul territorio della città di Perugia e della Regione Umbria, a sostegno di una progettualità concreta di promozione dei nuovi linguaggi e di contaminazioni per una scena contemporanea.

Il canto di Orfeo: armonico concept, coreografia e regia di Claudio Malangone, autori/interpreti Luigi Aruta, Antonio Formisano, videoinstallazioni di Checco Petrone, produzione Borderlinedanza. “La strada lunga di paure ormai compiuta, lui saliva all’aria della terra dietro ai passi di Orfeo… e poi più non vide lui che vaghe ombre toccava, lui che voleva parlare della luce…”. Da questi versi ispirati alla nota e triste vicenda di Orfeo ed Euridice, un amore sfortunato, che nulla può contro il destino e le sue forze, prende il via la coreografia di Claudio Malangone, che vede protagonisti due danzatori della compagnia. Nell’atmosfera impalpabile dell’attesa, e della dolorosa (e masochistica) reminiscenza del passato i due protagonisti rimangono così nello stesso posto, incatenati dalla separazione, dalla distanza, dal perdersi o dal non ritrovarsi. Una creazione che da impalpabile coreografia, ispirata a una storia che arriva dall’antichità, diventa uno studio sulla resistenza, sul dolore, sulla mancanza.

Like a stray dog concept, coreografia e luci di Nicoletta Cabassi, musica OTTOelectro (dai “4 pezzi sacri” di G. Verdi), M. Vainio e I. Vaisanen, produzione Nicoletta Cabassi |Lubbert Das. Cosa significa appartenere? Cosa significa essere “umanamente” randagi ? La pièce nasce come riflessione e indagine sull’essere e/o sentirsi senza appartenenza, interiormente erranti, nell’attuale “società liquida”, senza più memoria e radici e in cui resta soltanto immanenza. Un viaggio nei concetti di smarrimento e sconfinamento come dimora esistenziale.
ore 20,30

365 coreografia Vittoria De Ferrari Sapetto e Andrea Valfrè, anche interpreti, disegno luci Giacomo Gorini, elaborazione musicale Gilles Toutevoix, produzione Déjà Donné. Una ricerca coreografica avviata prendendo spunto da un noto programma televisivo italiano, “Almanacco del giorno dopo”, presentato ogni giorno dal 1976 fino al 1992. Nei 10’ di ciascun episodio, venivano citati avvenimenti tratti dalla vita di un “Santo del giorno”, collegati a eventi storici o a riferimenti astrologici, sempre legati al calendario. Da queste suggestioni prende avvio un percorso saturo di una ritualità densa e sospesa che si manifesta attraverso simbologia gestuale, movimento e figure di intensità crescente. Il lavoro dei danzatori esplora ed evoca immagini suggerite dal trascorrere misurato e cadenzato del tempo, soffermandosi su ricorrenze che scandiscono, in festività e in allegorie, un calendario sempre diviso tra la celebrazione di ritualità
pagane e simboli della celebrazione religiosa, per “365” giorni all’anno.

ToPRAY coreografia Afshin Varjavandi, disegno luci Fabio Galeotti, con Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro, disegno sonoro Angelo Benedetti, produzione INC InNprogressCollective/Déjà Donné, ringraziamenti a Centrodanza Spazio Performativo e a LaMaMa. “Chi conosce il potere della danza abita in Dio”. Rumi. Esiste un momento per ognuno, a partire dal quale si impara a guardare dentro sé stessi: esiste anche una costante che chiamiamo T, per la quale quel momento è intimo e individuale, riferito al singolo, non moltiplicabile e non tramandabile. Sono solo i propri occhi a esercitare quella visione. La costante T è un numero trascendente. toPRAY non parla della costante T, ma racconta il punto di vista dal quale si osserva. toPRAY è un corridoio: a volte per arrivare all’animo umano il percorso è lungo e stretto. Altre volte l’uomo contemporaneo non trova il tempo per scegliere le strade complesse, per attraversarle il tempo che si impiega corrisponde alla costante T. toPRAY è uno spettacolo in cui le danze urbane si mescolano a gesti contemporanei, producendo una danza fuori dagli schemi, dal tempo. La scrittura coreografica attinge da calligrafie multiculturali, risultando un linguaggio universale: come il racconto dell’anima dell’uomo. toPRAY è un percorso umano costruito e vissuto con alti e bassi, analogamente al percorso di crescita di un uomo.

Le masterclass aperte ai danzatori si terranno presso il Centrodanza Spazio Performativo. Il lavoro sarà condotto da Virginia Spallarossa (direttore artistico di Déjà Donné) e da Vittoria De Ferrari Sapetto (danzatrice e coreografa associata a Déjà Donné). Un lavoro specifico centrato sull’esplorazione del movimento e del corpo e di perfezionamento tecnico. Venerdì 1 dicembre sarà aperto uno speciale spazio che permetterà a tutti gli interessati di partecipare a una prova di lezione aperta in vista dell’apertura, da gennaio 2018, dei nuovi corsi di INA Innprogress Atelier. Per informazioni 347.1489727.

Per informazioni e prenotazioni spettacoli: 320.6236109 – info@teatrodisacco.it – 333.8568841 – info@pandanz.it.

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