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Papa Francesco ad Assisi: “Vedere Gesù nei poveri per non vivere poveramente”

Il Sommo Pontefice sarà per la quinta volta nella città serafica, per la giornata mondiale dei poveri: ne incontrerà 500 da tutta Europa

ASSISI – Nuova visita di Papa Francesco ad Assisi., la quinta dall’inizio del suo Pontificato. Venerdì mattina incontrerà 500 poveri da tutta Europa in occasione della Giornata mondiale dei poveri. Santo Padre giungerà ad Assisi alle ore 9.  Ad accoglierlo sul Sagrato della Basilica, oltre alle Autorità, che gli rivolgeranno un saluto, saranno i poveri stessi che formeranno un “abbraccio” ideale a dare il benvenuto al Papa.

Sarà un gesto di fratellanza ma anche di gratitudine per l’attenzione che il pontefice ha voluto accendere con l’istituzione della giornata mondiale per le povertà del 15 novembre, attraverso la quale ha chiesto ascolto al loro grido, alle loro necessità e sofferenze: “Se non vogliamo vivere poveramente, chiediamo la grazia di vedere Gesù nei poveri, di servire Gesù nei poveri”, ha scritto il Pontefice su Twitter.

Mantello e bastone

Verranno consegnati simbolicamente a Papa Francesco da alcuni poveri il mantello e il bastone del Pellegrino, a indicare che tutti sono venuti pellegrini nei luoghi di San Francesco, per ascoltare la sua parola. A seguire ci sarà la testimonianza di sei poveri (due francesi, un polacco, uno spagnolo, due italiani) e la risposta del Santo Padre. Subito dopo, un momento di pausa per offrire un ristoro ai poveri. Al rientro in Basilica ci sarà un momento di preghiera col Santo Padre e poi sarà distribuito il suo dono ai poveri, prima dei saluti. Subito dopo, il Papa rientrerà in elicottero in Vaticano mentre i poveri saranno ospitati per il pranzo dal Vescovo di Assisi, monsignor  Domenico Sorrentino.

Il vescovo di Assisi

“Papa Francesco viene ad Assisi tra i poveri per mostrarci il Vangelo messo pratica”: a dirlo è monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi.  “Un grande e coinvolgente gesto di fraternità”, ha spiegato il presule. “Il Vangelo – ha detto monsignor Sorrentino – è la stella
polare per quanti credono in Gesù ma anche una grande risorsa per l’intera umanità. Ci indica la strada da imboccare, specie in un momento come questo che ci vede tanto provati, con tante cose che devono ripartire e in cui occorre mettere in ordine. Mi riferisco in particolare ad ambiente, equità e giustizia sociale”.

Tante facce

Per il vescovo di Assisi la povertà “ha tante facce”. “Non c’ è solo – ha aggiunto – economica e sociale ma esiste anche quella delle tante fragilità. Non bisogna mai girarsi dall’ altra parte. Il pranzo con i poveri nella giornata loro dedicata rappresenta un gesto simbolico ma è necessaria una scelta di vita quotidiana e diffusa. Oltre la cura alle singole persone, occorre una “carità politica” che ci faccia affrontare i problemi strutturali della povertà. Sono temi che non stanno ai margini della fede, ma al cuore del Vangelo. E’ Gesù stesso che si è in qualche modo ‘ identificato’ con i poveri: ‘ Ero affamato e mi avete dato da mangiare…’ “. “Papa Francesco viene a ricordarcelo”.

Le testimonianze

Ad attendere Francesco sul sagrato della basilica e a dargli il benvenuto ad Assisi c’erano il vescovo, Domenico Sorrentino, il sindaco Stefania Proietti e il presidente della Conferenza episcopale umbra, Renato Boccardo. Diversi i fedeli più o meno giovani che hanno aspettato il pontefice lungo le transenne posizionate davanti alla basilica, accogliendolo con grida di giubilo. È stata invece una rappresentanza dei 500 poveri a consegnargli simbolicamente il mantello e il bastone del pellegrino. Poi la preghiera nella Porziuncola e l’inizio vero e proprio dell’incontro, con le testimonianze degli ‘ultimi’: quella di una famiglia francese, di uno spagnolo, di un altro francese, di un polacco, di due cittadini afgani e di una romena.

Le disuguaglianze

“Assisi non è una città come le altre, porta impresso il volto di San Francesco” ha detto il pontefice prendendo la parola dopo le testimonianze. “Pensare – ha aggiunto – che tra queste strade lui ha vissuto la sua giovinezza inquieta ed è stato chiamato a vivere il Vangelo alla lettera, è una lezione fondamentale”. Poi il pensiero è andato alle persone in difficoltà. “Ai poveri – ha detto Francesco – sia restituita la parola, perché per troppo tempo le loro richieste sono rimaste inascoltate. È tempo che si aprano gli occhi per vedere lo stato di disuguaglianza in cui tante famiglie vivono. È tempo di rimboccarsi le maniche per restituire dignità creando posti di lavoro. È tempo che si torni a scandalizzarsi davanti alla realtà di bambini affamati, ridotti in schiavitù, sballottati dalle acque in preda al naufragio, vittime innocenti di ogni sorta di violenza. È tempo che cessino le violenze sulle donne – ha continuato – e queste siano rispettate e non trattate come merce di scambio. È tempo che si spezzi il cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo. È tempo dell’incontro: se non torniamo ad incontrarci andremo incontro ad una fine molto triste”.

Pranzo con le Clarisse

Fuori programma per il Papa: dopo avere incontrato i poveri nella Basilica di Santa Maria degli Angeli si è infatti recato a pranzo nel monastero delle clarisse di Vallegloria, a Spello. Il monastero di Vallegloria è praticamente una tappa fissa per Papa Francesco in occasione delle sue visite in Umbria. Subito dopo il pranzo Francesco è ripartito alla volta di Roma.

 

 

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