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Papa Francesco è ad Assisi: “Pregate per la pace”. E poi twitta: “Non esiste un Dio di guerra”

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Papa Francesco è ad Assisi: “Pregate per la pace”. E poi twitta: “Non esiste un Dio di guerra”

Redazione
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ASSISI – La nebbia si dissolve con il passare dei minuti e Assisi appare a mezza costa, illuminata dal sole e deserta. Lungo le strade solo le pattuglie delle forze dell’ordine, qualche turista o fedele in fila davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli e tanti giornalisti.

Assisi, la città di san Francesco, attende il Pontefice immersa in un’atmosfera stanca (è la terza volta che Bergoglio viene in Umbria da quando è successore di Pietro) e di scarso entusiasmo. È anche vero che il Papa arriverà molto più tardi e di mattina presto pochissime persone percorrono la città, ma l’evento non è di quelli che interessano le folle.

La piazza della basilica, baciata dal sole nascente, è vuota, tranne i tecnici che si affannano a montare il maxi schermo per permettere ai fedeli di seguire l’evento. I preparativi del palco nella piazza inferiore sono giunti ai ritocchi. Gli incontri, disseminati in città, proseguono in un fitto confronto tra fedi sulla pace e la convivenza.

Questa è Assisi, di prima mattina, nel trentennale dello storico incontro voluto da Giovanni Paolo II nell’ottobre del 1986. Da quel giorno tanti piccoli mattoni di pace sono stati allineati, nonostante quanto accade ogni giorno nel mondo.

Intanto, si registrano le prime dichiarazioni sull’evento. Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo emerito di Terni. presidente della Pontificia Accademia della Vita:  “Il mondo ha necessità di pace. La guerra è rimasta nel mondo in varie forme, il Papa parla di terza guerra mondiale, ma lo Spirito di Assisi cerca di ridare forza e riscaldare i cuori affinché sia disarmato il cannone della violenza”. Padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del sacro Convento:  “Assisi è la possibile risposta ad un mondo in lutto e in guerra, Assisi diventa un tassello di una pace a piccoli passi”.

“Un dialogo vero nasce quando a chi ne prende parte sta a cuore ascoltare e  solo consultandosi a vicenda nasce l’amicizia”: è quanto ha affermato il Rabbino Jaron Engelmeyer nel corso del panel sul rapporto tra ebraismo e cristianesimo del convegno “sete di pace” organizzato ad Assisi dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla locale diocesi e dalle famiglie francescane.

I grandi progressi degli ultimi 30 anni, e la svolta del Concilio Vaticano II è stata ricordata dal Rabbino David Rosen, che ha affermato: “se il rapporto così fossilizzato, così avvelenato, così negativo tra cristianesimo ed ebraismo ha subito una trasformazione radicale, allora veramente tutto è possibile, possiamo trasformare il nostro mondo in ciò che le nostre religioni insegnano che dovrebbe essere”.

Augusto D’Angelo, storico e responsabile della Comunità di Sant’Egidio: “Pregare insieme? Si può, ad Assisi si è fatto per gli ultimi 30 anni. C’è la guerra mondiale a pezzi e in passato le religioni erano invocate per difendere quelle guerre, basti pensare al Sudan e all’Irlanda. Nel mondo globalizzato di adesso siamo tutti in pericolo, ma anche in passato la situazione era di grave rischio. Il gesto di Giovanni Paolo II fu profetico”.

Intanto, alle 11 l’elicottero di Papa Francesco è atterrato al campo sportivo Migaghelli. Ora si recherà nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Il Santo Padre è pronto per incontrare i leader delle altre religioni mondiali nel trentennale dell’incontro interreligioso voluto da san Giovanni Paolo II, che si tenne proprio ad Assisi nel 1986.

 “Non esiste un Dio di guerra, quello che la fa è il diavolo. Dio è Dio di Pace” ha twittato il pontefice prima di partire in elicottero il Vaticano per raggiungere  Assisi. A Santa Marta aveva già ricordato che “oggi uomini e donne di tutte le religioni saremo ad Assisi non per uno spettacolo, ma semplicemente a pregare per la pace”. Sempre nell’omelia a Santa Marta papa Bergoglio ha detto che “non possiamo chiudere l’orecchio al grido di dolore di questi fratelli e sorelle nostri che soffrono per la guerra. Noi la guerra non la vediamo. Ci spaventiamo per qualche atto di terrorismo, ma questo non ha niente a che fare con quello che succede in quei Paesi, in quelle terre dove giorno e notte le bombe cadono e cadono e uccidono bambini, anziani, uomini, donne… La guerra è lontana? No. È vicinissima, la guerra tocca tutti, la guerra incomincia nel cuore”.

La cronaca della cerimonia inaugurale di “Sete di Pace”

IL PROGRAMMA –  Alle 11.30 il Santo Padre giungerà al Sacro Convento di Assisi. Ad accoglierlo il custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti; il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I; l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby; il patriarca siro-ortodosso di Antiochia Efrem II; un rappresentante dell’Islam; un rappresentante dell’ebraismo; e il capo supremo del Tendai. Tutti insieme raggiungeranno il chiostro di Sisto IV, dove ad attenderli ci saranno altri capi di chiese e religioni e i vescovi dell’Umbria. Alle 12 il Papa incontrerà singolarmente i capi religiosi, mentre alle 13 si terrà il pranzo comune nel refettorio del Sacro Convento. Al pasto parteciperanno persone fuggite dagli scenari più drammatici del pianeta, e il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, ricorderà il 25esimo anniversario di patriarcato di Bartolomeo. Alle 15 Francesco avrà colloqui privati col patriarca di Costantinopoli, con l’arcivescovo di Canterbury, col patriarca di Antiochia e coi rappresentanti delle religioni musulmana ed ebraica. Alle 16 nella Basilica Inferiore di San Francesco avverrà la preghiera ecumenica dei cristiani e una volta terminata, alle 17, il Papa e gli altri capi del cristianesimo, usciranno dalla Basilica per ‘abbracciare’ i rappresentanti degli altri credi e saliranno insieme sul palco della piazza. Poco dopo, dopo i saluti del vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, prenderanno la parola un sopravvisuto alla guerra; il patriarca di Costantinopoli; un rappresentante musulmano; un rappresentante dell’ebraismo; il capo del buddhismo giapponese; e Andrea Riccardi, fondatore della Comunita di Sant’Egidio. Al termine degli interventi, sarà la volta del discorso di Papa Francesco, durante il quale sarà letto un appello per la pace nel mondo che poi sarà consegnato ai bambini di vari Paesi. Momenti simbolo della giornata saranno la firma dell’appello di pace e l’accensione di due candelabri. La visita del Papa terminerà alle 18.30, quando in auto si recherà allo stadio di Santa Maria degli Angeli, dove ripartirà in elicoterro alla volta della Città del Vaticano.

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