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Panicale, il 9 dicembre si apre la stagione del teatro Caporali

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Panicale, il 9 dicembre si apre la stagione del teatro Caporali

Redazione cultura
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SIPARIO UMBRIA – “Si rinnova anche per questa stagione la preziosa collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, che garantirà al nostro teatro Caporali un alto livello artistico e culturale. Quest’anno con la presenza di artisti di fama conclamata ci auspichiamo di proseguire il percorso dell’ultimo biennio, che ha visto un incremento di interesse e di partecipazione della nostra comunità al teatro. Attenzione a tematiche sociali attuali, una contemporanea rilettura dei classici, il suggestivo racconto di un’avventura sportiva (e di vita) del campione del mondo di pallavolo Andrea Zorzi – in una curiosa e inedita, per Panicale, “interferenza” tra sport e teatro – ci aspettano insieme a tanto altro al Caporali”. Con queste parole Giulio Cherubini, il sindaco di Panicale, ha introdotto la presentazione della stagione di prosa 2017/2018 del teatro Cesare Caporali, curata dal Teatro Stabile dell’Umbria. Sei gli spettacoli in scena nel comune lacustre.

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Si inizia il 9 dicembre con Todi is a small town in the center of Italy, produzione TSU, scritto e diretto da Liv Ferracchiati. Come si vive nella provincia italiana? Michele, Stella, Elisa e Caroline sono quattro tuderti, una piccola tribù di trentenni con proprie regole e ritmi: gli appuntamenti preceduti da note vocali su whatsapp, gli incontri fatti di routine e noia, le chiacchiere a vuoto e i passatempi inventati. Un quinto personaggio, un documentarista, connette finzione e realtà: studia e annota le caratteristiche della città e dei suoi abitanti. Come si vive in un piccolo centro in cui tutti conoscono tutti? Cos’è che a Todi è “meglio non fare”? Queste sono alcune delle domande che sono state poste per davvero ad oltre centodieci tuderti e che il lavoro mira a restituire in parte attraverso un collage che spezza e sostiene la storia dei quattro protagonisti. Uno spettacolo teatrale e, insieme, un’inchiesta sui tabù e la morale.

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Ad aprire l’anno nuovo il 18 gennaio sarà La leggenda del pallavolista volante spettacolo di Nicola Zavagli e Andrea Zorzi in cui lo sport incontra il teatro e si fa metafora della vita: Andrea Zorzi detto “Zorro” – il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile Nazionale di Julio Velasco – sale per la prima volta sul palcoscenico. Attorno a lui, la verve esplosiva. Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, per rivivere le azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, le vittorie leggendarie e le sconfitte ancora brucianti, con un crescendo di momenti a tratti ironici ed esilaranti, a tratti malinconici o persino drammatici. Attraverso la biografia di un campione che ha segnato la nostra storia sportiva, riscopriamo con leggerezza la filosofia e il potenziale umano dello sport, con l’idea che nella vita, come nella pallavolo, senza una squadra non si può arrivare da nessuna parte.

foto di Matteo Gilli

foto di Matteo Gilli

Venerdì 2 febbraio sarà la volta di Vania, finalista del premio In-box 2017, che racconta le paure, le frustrazioni e il senso di vuoto dei nostri tempi attraverso una drammaturgia originale costruita a partire dai temi e dai personaggi del capolavoro di Anton Cechov, “Zio Vanja”. Si prosegue il 25 febbraio con Da questa parte del mare, tratto dal libro di Gianmaria Testa. In scena il racconto dei  pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita a ognuna delle canzoni dell’album omonimo. E’ il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, ma è anche il racconto delle radici e della loro importanza. È un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza. Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Gianmaria. Una lingua poetica, affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata. Bellissima. Adesso questo libro diventa uno spettacolo teatrale vero e proprio e a portarlo in scena sarà Giuseppe Cederna che più volte ha condiviso il palcoscenico con Gianmaria e che con lui condivide ancora, soprattutto, una commossa visione del mondo. Giorgio Gallione cura la regia, traducendo in linguaggio, immagini e forma teatrali, parole pensate per la pagina scritta, ma dense di sonorità e musica. Ancora, il 17 marzo arriva a Panicale Santa libertà di e con Fabio Mangolini e Roberto Manuzzi. Il 21 gennaio 1961, il gruppo Directorio Revolucionario Ibérico de Liberación sequestrò il transatlantico portoghese Santa Maria che faceva rotta tra Caracas e Lisbona. Durante il suo periplo la nave fu ribattezzata Santa Liberdade. L’equipaggio era composto da marinai e da ufficiali galiziani e portoghesi. In Spagna, a quell’epoca, c’era ancora Franco e in Portogallo Salazar. I passeggeri si unirono ai sequestratori così come fece l’equipaggio. Ci sono immagini di questa storia che ci mostrano un’atmosfera tranquilla, quasi di festa. Chi sono i passeggeri del Santa Maria nell’avventura teatrale? Il pubblico stesso. Nasce la necessità di unire i due mondi: quello di dentro (la nave, il teatro) e quello di fuori (la realtà). Una finestra aperta da cui passano immagini di repertorio: noi stiamo vivendo un’avventura, un’utopia, loro, fuori, la Storia che tenta disperatamente di comprenderci. E finita l’avventura usciremo tutti dalla nave o dal teatro?

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A chiudere la stagione il 15 aprile è Forza, il meglio è passato… con Giorgio Pasotti e la ballerina Claudia Mariangeli. La pièce attraversa la storia di alcuni personaggi del teatro e della letteratura e le varie epoche in cui hanno preso forma, cogliendo gli aspetti della vita dell’uomo quali l’essere, l’apparire, l’amore, il futuro. Le innumerevoli contraddizioni dell’individuo, di come dover vivere le ingiustizie, i dolori e il destino, sono messi in scena con ironia e anche con una profonda analisi dell’umano sentire in rapporto alle problematicità della vita quotidiana. Il messaggio di difesa della vita, che va assaporata nella sua beatitudine e ammirata nella sua bellezza, è il tema della seconda parte dello spettacolo intriso di tragico e di umorismo, ma anche di momenti di danza che proiettano gli spettatori nei vari quadri che compongono lo spettacolo grazie ai virtuosismi della danzatrice in scena.

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