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Palazzo Spada, taglio di 400 mila euro al salario accessorio: rottura con i sindacati

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Palazzo Spada, taglio di 400 mila euro al salario accessorio: rottura con i sindacati

Andrea Giuli
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TERNI – È rottura tra l’amministrazione comunale e i sindacati del pubblico impiego di Cgil e Cisl.

Incontro Il 7 novembre scorso si è tenuto il secondo incontro tra Comune e sindacati nel quale la delegazione trattante di parte pubblica ha illustrato la seconda proposta, scaturita dai rilievi e dalla documentazione prodotta dai sindacati stessi in occasione del precedente incontro. Tale riformulazione avrebbe dovuto, appunto, recepire le obiezioni sindacali ma, come le organizzazioni dei lavoratori temevano e affermano, la nuova proposta non avrebbe recepito nulla o quasi.

Proposta irricevibile “La nuova stesura – si legge in una nota di Cgil Fp e Cisl Fp – non recepisce affatto quanto avevamo suggerito e si limita alla sola compensazione dell’illegittimo debito di 257.000 euro che comunque rimarrebbe a carico dei dipendenti, utilizzando fondi da prelevare dai resti delle facoltà assunzionali dell’Ente. La riformulazione propostaci è stata perciò assolutamente irricevibile e parziale, visto che non fa che riconfermare l’ingente danno economico al personale, sia a causa del mancato inserimento di una cospicua parte di somme arretrate non percepite, sia a causa del danno irrecuperabile dovuto alle limitazioni legislative al tetto del Fondo”.

Tagli, azione legale I sindacati, perciò, “si sono visti costretti a consegnare una dichiarazione al verbale annunciando che, come da mandato unanime assembleare, si sarebbe proceduto con l‘apertura di un contenzioso legale, volto ad una legittima ricostruzione dei fondi del salario accessorio pregressi e comprensivo del risarcimento del danno per cifre non più inseribili e non più erogabili. Tale situazione, già grave, si è resa drammatica dopo che ci è stato reso noto un quadro di possibili tagli al fondo del salario accessorio per un importo stimato di circa 400.000 euro, in un contesto nel quale invece il Fondo dei dirigenti non solo non ha visto tagli, se non quelli di legge, ma dal 2003 presenta un sistematico incremento annuo di 36.500 euro”.

Predissesto Aggiungono i sindacati: “Come abbiamo già più volte sostenuto non auspichiamo di certo la bocciatura del piano di riequilibrio finanziario presentato dall’amministrazione, ma non per questo siamo disposti ad adottare atteggiamenti che limiterebbero le prerogative proprie del sindacato. Riguardo invece ad eventuali danni economici al personale che deriverebbero dalla bocciatura del piano di riequilibrio, va precisato che i paventati tagli si andrebbero ad aggiungere a quelli già effettuati a vario titolo dall’attuale amministrazione e comporterebbero una drastica riduzione economica nell’ambito di un aumento dei carichi di lavoro causato dal blocco del turn-over. Ci pare oggi perciò opportuno e corretto che ognuno si assuma le proprie responsabilità sia di fronte ai cittadini che ai lavoratori del Comune di Terni”.

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Andrea Giuli
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