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Palazzo Spada, debiti fuori bilancio: chieste le dimissioni di Piacenti. Sindaco e assessore replicano

Conferenza stampa dei consiglieri del M5S e di I love Terni sulla vicenda della delibera mai approvata dalla Giunta e che chiedeva il riconoscimento di legge dei debiti sulla refezione scolastica

TERNI – Monta la vicenda della proposta di delibera di giunta comunale che doveva riconoscere e sanare 1,7 milioni di euro di debiti fuori bilancio (a fronte di fatture 2008-20015 non pagate verso le aziende dell’Ati incaricata) nel settore refezione scolastica e che, per non tanto insondabili motivi, sarebbe rimasta lettera morta. Messa da una parte, insomma, mai approvata. Benché la proposta deliberativa recasse esplicitamente nel titolo “Riconoscimento di legittimità dei  debiti fuori bilancio…”.

Secondo il numero e la data del protocollo questo documento, proveniente dagli uffici comunali competenti e dal dirigente al ramo, si deve collocare al 7 marzo. Dopo due giorni si sarebbe tenuta una seduta dell’esecutivo di palazzo Spada che però non si è tenuta per mancanza del numero legale. Pare che accada spesso, ma non mettere in relazione le due date, in questo caso,  è arduo.

Conferenza stampa di M5S e Melasecche Stamattina, dopo la perigliosa giornata di ieri alla caccia del documento misterioso (poi ottenuto), i consiglieri comunali del M5S, insieme al consigliere Melasecche, hanno tenuto in Comune un’affollata e barricadera conferenza stampa al grido unanime di “Assessore Piacenti d’Ubaldi dimettiti”.

Ha cominciato, proprio il rappresentante di I Love Terni: “Questa delibera – ha detto Melasecche – è la prova provata che la Giunta e gli assessori sapevano di alcuni debiti fuori bilancio, scientemente occultati. Un meccanismo, come si legge nella delibera stessa che parla di fatture dal 2008, che si perpetua da anni. Chiederò quanto prima la convocazione in commissione dei nuovi revisori, che si rendano conto della situazione e che approfondiscano la vicenda. Tale atto degli uffici ci dice che con i soldi stanziati di anno in anno per questi servizi si pagavano fatture di anni prima, configurando un bilancio falso. Ecco allora che l’esposto che stiamo preparando si colora di altri elementi”.

Per la pentastellata Angelica Trenta “La lettera del protocollo fa riferimento ad un acronimo, dfb, per non far capire che si trattava di debiti fuori bilancio. La Giunta dunque sapeva. L’assessore Piacenti più volte ha dichiarato di non sapere nulla di questi debiti,mettendo in forse la loro stessa esistenza. Per questo e per altro noi chiediamo le dimissioni dell’assessore Piacenti che conosceva ed ha negato. È stato votato un bilancio in consiglio comunale che era falsato. Ed hanno aumentato lo stesso del 15% le tariffe mense.

E’ il turno dell’altro esponente dei Cinque Stelle, Thomas De Luca: “Il messaggio politico che deve passare è che questa delibera è la prova che nei mesi scorsi e negli anni scorsi il buco del Comune era in qualche modo noto ed è stato invece nascosto alla cittadinanza e persino agli amministratori, aggravando la situazione finanziaria del Comune. In qualsiasi altro Paese ci si sarebb dimessi per molto meno. Ieri,durante la nostra ricerca per tanti uffici di questo atto, ci sono state pressioni chiarissime sui funzionari per non farci consegnare il documento in questioni. Allora, i soldi delle mense che ogni famiglia ha versato al Comune, se non sono bastati a pagare le fatture dei fornitori, dove sono finiti? La Giunta deve rispondere. Per non parlare di 125 mila euro di mora per ritardato pagamento. Che sia solo la punta dell’iceberg?”.

Dopo l’intervento della grillina Braghiroli, e’ toccato alla collega di gruppo, Valentina Pococacio (che ha scoperto la magagna all’origine) chiudere la carrellata: “Nella proposta di delibera si cita la determina 3638 del dicembre 2013 e che impegna circa 1 milioni per l’Ati. Non è bastato? O questo milione del 2015 è stato utilizzato per altro, oppure il costo dell’appalto 2015 non è stato di 1,5 milioni ma di 2,5, considerando l’ammontare delle fatture non pagate di quell’anno. La direzione competente per più bilanci ha chiesto alla Giunta di provvedere a coprire i costi. Allora quelle può essere, di fronte a questo, l’attendibilità di Piacenti? I consiglieri comunali di maggioranza erano al corrente di tali debiti fuori bilancio? Sarà credibile l’assessore quando ci presenterà altri documenti contabili? Il vecchio collegio dei revisori dei conti sapeva?”.

Intanto, a testimoniare un clima di crescente mobilitazione intorno alle vicende finanziarie del Comune, per sabato mattina e’ attesa una conferenza stampa garibaldina dello stato maggiore umbro e ternano di Forza Italia, mentre nel pomeriggio è prevista una manifestazione di piazza delle opposizioni.

La replica di sindaco e assessore  “La plateale richiesta di atti di ieri – scrivono il sindaco Di Girolamo e l’assessore al Bilancio, Piacenti – messa in atto da una parte dell’opposizione, ha partorito un topolino: la diffusione oggi di una bozza di delibera incompleta che, nei suoi contenuti, era già ampiamente nota, che era stata oggetto in primavera di articoli di stampa. La realtà è che si sta utilizzando di tutto per bloccare il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, l’approvazione della procedura di riequilibrio finanziario, perché si vuole giocare alla sfascio, si vuole impedire di mettere in sicurezza i conti dell’Ente, per dare un futuro al Comune e alla città. L’amministrazione comunale è fermamente convinta di operare nel pieno della legalità e delle precise procedure che regolano il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e il riequilibrio finanziario. Quella di marzo è solo ed esclusivamente un atto istruttorio, una bozza di delibera che, come si evince facilmente dalla sua lettura, è incompleta di parti essenziali e di elementi fondamentali. L’amministrazione comunale ha chiesto al dirigente dei Servizi scolastici, così come a tutti gli altri, un lavoro approfondito di ricognizioni di tutti i debiti fuori bilancio inerenti ai rispettivi settori. Un check up certosino che, per le mense scolastiche, è stato ultimato, come è possibile evincere dal carteggio intercorso e dai numeri di protocollo che non vanno utilizzati solo per forzare il dibattito politico, alla fine del mese di settembre 2016. Una ricognizione, quindi, che non poteva essere recepita nel bilancio di previsione approvato a luglio 2016. E’ chiaro dunque che c’è chi in queste ore sta facendo di tutto per paralizzare l’attività dell’Ente. Un modo di procedere che è totalmente diverso da quello di questa amministrazione comunale che invece delle assunzioni di responsabilità e della massima trasparenza degli atti che assume, nel rigoroso rispetto dei regolamenti, ne fa una bandiera. Siamo stati chiamati a governare il comune e la città di Terni, e questo faremo, assumendoci l’onere di governo, ad iniziare dalla partita dei debiti fuori bilancio che, come dice il Testo unico degli enti locali all’articolo 194, vengono riconosciuti non per i desiderata di alcuni consiglieri di minoranza, ma in base alla sussistenza di precisi presupposti, ad iniziare dall’acquisizione di bene e servizi in casi di dimostrata utilità ed arricchimento per l’Ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”.

 

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Andrea Giuli
Redattore

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