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Otricoli ha accolto i migranti della Diciotti: “Vogliamo imparare presto l’italiano e lavorare”

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Otricoli ha accolto i migranti della Diciotti: “Vogliamo imparare presto l’italiano e lavorare”

Redazione
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I migranti della Diciotti ad Otricoli (foto Elisabetta Lomoro/Diocesi di Terni Narni Amelia)

OTRICOLI – “C’è un pò di preoccupazione, fra gli abitanti. Ma noi cercheremo di capire loro e loro cercheranno di capire noi, così favoriremo l’integrazione”. Il sindaco di Otricoli Antonio Liberati ha spiegato con poche parole cosa intende fare in questo anno in cui i quattro ragazzi sbarcati dalla nave Diciotti saranno ospitati nel comune narnese. Una sfida importante, per un piccolo centro come Otricoli e per una giunta il cui primo cittadino è da poco entrato nella Lega.  “Ho già preso contatti con le autorità sanitarie, affinchè ci siano controlli importanti, per garantire la salute nostra e loro”.

Oltre al sindaco, ad accogliere i quattro ragazzi c’erano l’assessore alle politiche sociali Donatella Leonelli, il parroco e il presidente dell’associazione di volontariato San Martino, Francesco Venturini. Alloggeranno in una casa messa a disposizione dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia.

I quattro ragazzi, ancora spaesati, sono accolti dalla mediatrice culturale, la stessa che si sta occupando dei connazionali eritrei arrivati con i corridoi umanitari e che risiedono a Sambucetole e Capitone: “Per il momento useranno l’inglese per comunicare – dice Liberati – ma poi dovranno imparare l’italiano”. Uno dei ragazzi annuisce: “Vogliamo imparare l’italiano ed iniziare a lavorare per poter aiutare le nostre famiglie”, dice con l’aiuto della mediatrice.

Sfida. Il sindaco Antonio Liberati, da noi contattato spiega: “Sono sicuramente quattro ragazzi provati, lo si vedeva, chiaramente per noi l’impatto è stato complicato perchè ci siamo trovati l’arrivo di quattro persone da un giorno all’altro. Otricoli è un paese accogliente, nel tempo lo ha dimostrato e non si è tirata indietro nemmeno  in questo caso, anche se  c’è stata qualche titubanza da parte della popolazione. Si tratterà di capire soprattutto come procederà il loro inserimento, cosa potremo noi proporre a loro e cosa saranno in grado di offrire loro a noi, la questione è tutta qui perchè in fondo sono quattro persone, il problema quindi non è il numero. L’importante ora è una gestione sociale e sanitaria come si deve. Il resoconto di questa accoglienza lo faremo più avanti”

 Cuore aperto. Agli ospiti eritrei, di età compresa tra i 23 e 32 anni, è stato illustrato sommariamente il paese e la struttura dove vivranno, seguiti da due operatori e un mediatore culturale e dall’equipe di medici e psicologi locali che ha fatto una prima visita di conoscenza dei giovani. “In questo tempo particolare che stiamo vivendo sul versante migrazioni – commenta il vescovo Giuseppe Piemontese – la diocesi e la comunità hanno sempre collaborato ai progetti di accoglienza, con la prefettura e gli altri organi istituzionali. Anche in questa circostanza dell’emergenza dei migranti della nave Diciotti, la cui vicenda ha colpito per vari motivi, non potevamo restare indifferenti e così abbiamo dato la disponibilità all’accoglienza di alcuni migranti. Un segno di solidarietà umana per persone tutelate dal diritto internazionale, e per noi è un dovere cristiano di accoglienza. Aiutiamo uomini e donne in difficoltà, finché possiamo, in comunione con tante altre comunità cristiane. Lasciamo ai politici chiarire e definire le questioni di principio. Oggi diamo il benvenuto a queste cinque persone e le accogliamo come vorremmo essere accolti noi in situazioni simili”.

Per loro è previsto un primo accompagnamento per l’espletamento delle pratiche burocratiche e per l’inserimento nel nuovo contesto abitativo e sociale, e quindi un affiancamento di operatori e mediatori culturali nel successivo percorso di integrazione e autonomia, attraverso la formazione linguistica, culturale e lavorativa, assistenza medica e accesso ai servizi presenti sul territorio.

“La nostra Caritas è stata sempre vicina alle povertà – sottolinea il diacono Ideale Piantoni direttore della Caritas diocesana, accogliendo, in ogni occasione chiunque ne faccia richiesta. Al di fuori della situazione della “Diciotti” e di ogni pensiero politico, ci sentiamo vicini ad ogni prossimità e ci adoperiamo cristianamente nei confronti di chi ha bisogno del nostro aiuto”.