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Coronavirus, ospedali umbri (quasi) ‘chiusi’: stop all’attività programmata, restano le urgenze

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Coronavirus, ospedali umbri (quasi) ‘chiusi’: stop all’attività programmata, restano le urgenze

Redazione
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La preparazione della sala operatoria del pronto soccorso
La preparazione della sala operatoria del pronto soccorso

PERUGIA – Non solo l’ospedale di Perugia, ma anche quello di Terni e tutti gli ospedali dell’Umbria si ‘fermano’ per Covid fino al 21 febbraio. Lo comunica in una nota il commissario regionale per l’emergenza Covid Massimo D’Angelo, nota che è stata recepita da tutti i nosocomi della Regione.

Tutto chiuso, o quasi. “Con la presente – si legge – si rappresenta che l’attuale scenario epidemico pone la Regione in una situazione di grande criticità. Tale contesto, come peraltro emerso nelle recenti sedute della Cabina di Monitoraggio, è caratterizzato dall’attuale rapida progressione dell’incidenza dei contagi, anche per la presenza di varianti (inglese e brasiliana) e di numerosi cluster ospedalieri e delle strutture extraospedaliere residenziali territoriali, che richiedono interventi tempestivi finalizzati alla limitazione della diffusione della circolazione virale, a ridurre la pressione sugli ospedali e ad aumentare la resilienza del Sistema sanitario. A tal fine si dispone di procedere con urgenza, a partire da oggi e fino al 21.2.2021, alla sospensione delle attività chirurgiche di ricovero programmate procrastinabili, comprese le prestazioni Alpi, dell’attività di specialistica ambulatoriale procrastinabili e con classe di priorità D e P, comprese le prestazioni Alpi”.

Aperto Cosa resta aperto. In sostanza gli ospedali continueranno a garantire emergenza ed urgenza ma come aveva anticipato già il commissario all’emergenza, sarà rinviato tutto quello che è possibile rinviare. La novità è che il provedimento riguarda tutta l’Umbria, non solo Perugia. La comunicazione spiega anche che sarà necessario chiudere tutti gli accessi all’ospedale “consentendo l’ingresso solo dall’entrata principale con sorveglianza e triage; sospendere le visite ai degenti e limitare l’accesso dei care-giver ai solo testati con tampone molecolare negativo; potenziare le misure di sorveglianza del personale; sottoporre a sorveglianza tutti gli attuali degenti; sottoporre a tampone molecolare tutti i pazienti in ingresso come già avviene, da ripetere nei negativi a distanza di 48 ore mantenendo l’isolamento degli ingressi”. Situazione al limite.

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