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Ospedale di Terni, scatta la mobilitazione sindacale: reparti al collasso, personale spremuto

Cronaca e Attualità Terni

Ospedale di Terni, scatta la mobilitazione sindacale: reparti al collasso, personale spremuto

Andrea Giuli
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L'ingresso dell'ospedale di Terni

TERNI – Aria di tempesta a Colle Obito, sede dell’ospedale ternano. Martedì 31 gennaio si è tenuta l’assemblea del personale dell’azienda ospedaliera Santa Maria, organizzata da Cgil, Cisl, Uil e dalle rsu.

Sfilza di criticità “Al centro della discussione – si legge in una nota unitaria – l’illustrazione della vertenza che le stesse organizzazioni sindacali vogliono portare avanti su 3 temi fondamentali: Rivisitazione delle dotazioni organiche in base al fabbisogno reale e non alle disponibilità economiche; integrazione tra territorio (Usl Umbria 2) e azienda ospedaliera per la cura e il ricovero dei malati cronici; riconferma del livello di alta specializzazione dell’ospedale di Terni. Le condizioni di lavoro del personale, medici, infermieri, oss, sono progressivamente peggiorate, i tagli alla spesa sanitaria perpetrati dagli ultimi governi stanno inesorabilmente depauperando il grande patrimonio di professionalità e competenze. Ferie non garantite, doppi turni e mancati riposi sono ormai lo standard, il ridondante uso di straordinari costringe il personale a turni massacranti, ponendo a rischio l’incolumità dei pazienti. Le file interminabili al Pronto Soccorso, i letti nei corridoi, e le lunghe liste di attesa creano disaffezione verso il sistema pubblico, costringendo gli utenti a rivolgersi alle strutture private che non possono garantire l’ universalità dell’assistenza sanitaria. Il Pronto Soccorso, i reparti di cura intensiva, le degenze e i servizi rischiano il collasso ed anche la struttura necessita di ambienti più idonei e sale di attesa dignitose per i malati oncologici”.

Mobilitazione L’assemblea ha dunque conferito pieno mandato alle organizzazioni sindacali per portare alla conoscenza della comunità ternana, delle istituzioni locali e regionali, tali criticità, mediante atti e iniziative idonee. Contestualmente, l’assemblea ha dato pieno mandato a Cgil, Cisl e Uil di esperire tutte le formalità necessarie per dichiarare lo stato di agitazione del personale.

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