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Ospedale di Terni, protesta del personale: “Senza assunzioni sarà sciopero”

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Ospedale di Terni, protesta del personale: “Senza assunzioni sarà sciopero”

Emanuele Lombardini
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TERNI – “L’assessore Barberini dice che i termini dell’accordo li ha conosciuti solo ieri. Il problema è che non si parlano, fra loro e c’è uno scarico di responsabilità. Ma noi non molliamo, glielo abbiamo detto ieri, quando ci ha ricevuti”. Fuori dall’ospedale di Terni, fa caldo, in tutti i sensi. Perchè la mobilitazione, ripresa dopo la mancata applicazione dell’accordo firmato con l’Azienda Ospedaliera per le 123 assunzioni, è ormai arrivata all’apice. Dal primo luglio, scatterà il blocco degli straordinari e già stamattina è stata annunciato il possibile sciopero, se la situazione non dovesse sbloccarsi”.

Politici e sindacati. A sfidare il caldo (anche se la prima parte della protesta si svolge dentro un’aula universitaria), oltre 150 fra dipendenti del settore sanitario dell’ospedale, pochi politici (i consiglieri Piccinini e De Luca, il senatore Lucidi, ma la protesta è appoggiata ufficialmente da Movimento 5Stelle, Sinistra Italiana, Partito Comunista Italiano, Mdp e Pd), molta gente decisa a sostenere la protesta alla quale è stato distribuito un volantino illustrativo della situazione. Ieri si è fatto sentire anche il sindaco Di Girolamo chiedendo alla Regione di attuare il piano assunzioni: “L’Amministrazione comunale di Terni -ha dichiarato – è vicina ai lavoratori che domani manifesteranno per sollecitare l’attuazione dell’accordo sottoscritto a marzo dalle organizzazioni sindacali e l’Azienda Ospedaliera – Universitaria di Terni per un piano di assunzioni che permetta all’Azienda stessa di mantenere ed aumentare gli elevati standard di qualità che la hanno portata negli anni a collocarsi ai primi posti nel panorama nazionale. La qualità dei servizi sanitari, l’adeguamento continuo degli stessi alle nuove sfide imposte dalla innovazione tecnologica,  hanno rappresentato per il nostro territorio un elemento di continuo impegno ed attenzione. a Regione Umbria e l’assessorato regionale alla Sanità devono farsi carico di quanto disposto nell’accordo sottoscritto ben sapendo che l’Azienda Ospedaliera di Terni ha un bacino di riferimento che, per attrattività supera abbondantemente i confini regionali, con servizi di eccellenza nazionale. Ci impegniamo perciò a sostenere questa giusta rivendicazione in tutte le sedi istituzionali”. L’atto di indirizzo è stato poi approvato dal consiglio comunale.

E poi c’erano naturalmente le bandiere dei sindacati confederali e delle Rappresentanze Sindacali Unitarie. Il bersagli sono chiari: il direttore Dal Maso ma anche – e soprattutto – la presidente della regione Marini e l’assessore Luca Barberini: “Dove ci sono macchinari ed efficienza, mentre qui abbiamo sempre più una sanità di serie B”, è stato detto nel corso della protesta.Civile, ma decisa.

Ironia, ma non troppo. Fuori, tutta una serie di cartelli, una ironia amara, come le bandiere annodate a mò di lenzuolo e appese fuori dalla finestra come a voler fuggire da quell’ospedale che non lascia più vita e libertà e un riferimento sempre ironico, ma non troppo, all’acquisto della Ternana da parte di Unicusano: “Tranquilli, il mister sta lavorando per noi”, dice il cartello. Sul palco, Lucci, Ambrosino e Candelori, insieme con Moscetti delle Rsu sono più chiari “Che si stia lavorando per favorire l’ingresso dei privati in ospedale? Se è così noi ci batteremo perchè questo non avvenga: la sanità deve restare pubblica e bisogna assolutamente dare corso alle assunzioni, perchè il personale non ce la fa più”.

Pronto soccorso a rischio riduzioni. L’accorpamento dei reparti, altro tema caldo: “Se non ci sono problemi, come Dal Maso ha dichiarato ai giornali, perchè ha accorpato ostetricia e ginecologia? Perchè continua ad accorpare i reparti?”. E ancora: “Un personale la cui età media supera i 50 anni – spiegano i sindacati – mentre le dotazioni organiche sono ferme al 2004 e nel corso del tempo sono insorte limitazioni funzionali proprio a causa dello stress lavorativo e della durezza dei carichi di lavoro”. Un infermiere ha raccontato di come lavoratori in ferie vengano richiamati per coprire turni scoperti “Per fare le ferie, ho saltato dodici riposi”, spiega. Gianfranco Colasanti dell’Unmil propone: “Spostiamo la protesta a Perugia, occupiamo Palazzo Donini, vediamo se otterremo risposte”.

 “Questa azienda ha sempre dato un’ottima risposta alle esigenze di tutela della salute – hanno spiegato i sindacati – ma se da subito la politica non interviene per favorire il ricambio delle professionalità con l’assunzione di giovani operatori della Sanità, rischiamo di perdere a Terni una ulteriore eccellenza. I servizi che finora vengono offerti, sono a scapito del personale, costretti a superlavoro, col rischio ovviamente di creare problemi all’utenza a causa della stanchezza e dei mancati riposi”. Poi l’annuncio di Giorgio Lucci della Cgil: “Abbiamo saputo che c’è la volontà di ridurre da tre a due gli ambulatori del pronto soccorso, allungando così ulteriormente i già lunghissimi tempi di attesa. Se questo avverrà, chiameremo le forze dell’ordine”.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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