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Ospedale di Terni, Liberati: “Persi 170 posti letto in 15 anni, intervenire”

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Ospedale di Terni, Liberati: “Persi 170 posti letto in 15 anni, intervenire”

Emanuele Lombardini
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I consiglieri regionali del M5S, Liberati e Carbonari

TERNI – Degenti in barella e calo dei posti letto. Un tema sempre caldo e l’occasione è buona per il Movimento Cinque Stelle per tornare alla carica su alcune questioni inerenti gli ospedali di Perugia e Terni. In particolare, in una nota, il capogruppo in consiglio regionale del Movimento Cinque Stelle Andrea Liberati torna alla carica su problemi che  a suo dire “riesplodono regolarmente da diversi lustri”

Liberati, prendendo spunto dall’inverno ormai entrato, torna indietro alle prime segnalazioni fatte dal suo Movimento: “Sono trascorsi mesi  ma poco o nulla pare cambiato – dice – siamo dinanzi a una condizione cronico-strutturale permanente, con numerose richieste di intervento. di tanti utenti che quotidianamente ricorrono alle degenze dei nosocomi di Perugia e Terni, ma non di rado finiscono sul corridoio o in reparti impropri.
 Su Terni è poi noto come l’Azienda ospedaliera abbia perso quasi 200 posti letto negli ultimi 15 anni, da 700 a circa 530”.

Problema posti letto: “Nell’ottobre scorso – scrive Liberati – ricordammo come il polo di Terni presentasse un numero di posti letto inferiore sia alle necessità che ai parametri demografici/statistici, con ampie ricadute generali. Posteggiare pazienti lungo i corridoi di degenza, o in reparti diversi rispetto a quello di assegnazione, è da anni la regola in questo Ospedale e
mina chiaramente le qualità assistenziale in termini di tempistiche, modalità, chiarezza comunicativa con pazienti e familiari. Al continuo ricorso di corsie trasformate in luoghi di degenza, bisogna aggiungere l’utilizzo in pianta stabile di posti soprannumerari nei singoli reparti, affollando stanze di degenza e medicherie, mentre altri spazi sono chiusi nei fine settimana e nelle festività. Rinnoviamo aspre critiche per aver investito decine e decine di milioni su un complesso non antisismico -quello di Terni- che ha comunque strutturalmente raggiunto il suo termine di vita utile. Si poteva e doveva pensare a un nuovo polo ospedaliero-universitario integrato Terni-Narni, compensazione minima per comunità da 150000 persone che, da oltre un secolo, tanto hanno dato e tuttora sacrificano in termini di salute umana sull’altare della produzione industriale. Un polo ospedaliero integrato anche con Asl, al fine pure di evitare di gettare milioni di euro in affitti di immobili che, da tempo, potevano essere di pubblica proprietà”

Soluzione rapida. “Il problema dei 170 posti letto perduti in 15 anni nella sola Terni – conclude Liberati – va oggi affrontato con forza e lucidità, in una visione d’insieme, guardando finalmente ai prossimi cinquanta anni, restituendo al nosocomio e all’utenza un accettabile livello di accoglienza e servizio. Quanto ancora si può contare su un personale medico, infermieristico e ausiliario che si fa in quattro per cercare di tamponare tante criticità, se da lunga data mancano politiche programmatorie serie da parte della Regione?”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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