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Ospedale di Terni, lectio magistralis di Cucinelli: “Essere medici è una missione”

Cronaca e Attualità Terni

Ospedale di Terni, lectio magistralis di Cucinelli: “Essere medici è una missione”

Redazione
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Brunello Cucinelli

TERNI – “Siamo abituati a pensare alla sanità pubblica come a una grande macchina che si muove con ingranaggi speciali e regole burocratiche rigide e spesso incomprensibili. In realtà, come in una qualsiasi altra impresa, nelle Aziende sanitarie, territoriali od  ospedaliere, è necessario lavorare con una logica di sostenibilità e integrazione, facendo scelte strategiche di priorità e al tempo stesso di lungimiranza, che comportano modelli organizzativi e criteri di efficacia/efficienza e appropriatezza condivisi”. Ha aperto così Maurizio Dal Maso, direttore dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, la lectio magistralis – ospitata questo pomeriggio nella sala conferenze dell’ospedale – tenuta dall’imprenditore Brunello Cucinelli e rivolta ai professionisti dell’ospedale. Focus dell’incontro il valore di strategie, etica e passione come elementi imprescindibili di una visione manageriale che nel privato come nel pubblico, sanità compresa, punti ad unconcetto di qualità globale della vita come del lavoro quotidiano.

“L’obiettivo – ha proseguito Dal Maso – è garantire servizi alla comunità con la massima qualità possibile, in linea con quanto atteso al costo minimo sostenibile  per tutti. Ma da sole, non bastano né le professionalità eccellenti per un ospedale, né le materie prime eccellenti per un’azienda produttiva: è necessario saper lavorare ispirandosi ad una moderna logica di impresa fondata sulla condivisione degli obiettivi e sull’apertura costante e continua all’innovazione e al cambiamento”.

Fare insieme, nel modo migliore. “Questa logica del fare insieme e nel miglior modo tutto quello che serve a quel paziente, nulla di più ma neppure nulla di meno – ha aggiunto Dal Maso – parte dal management come centro di indirizzo per coinvolgere in modo attivo tutti i professionisti che operano all’interno di un’azienda pubblica o privata. Per questi motivi l’incontro con il noto imprenditore umbro, che ha rivoluzionato il modo di fare impresa e di lavorare, può contribuire ad accrescere il senso di appartenenza, la  condivisione e lo spirito di squadra di tutto il personale”.

Ambiente sereno, creatività, valori condivisi nei quali si concretizza una partecipazione reale e costruttiva alla vita dell’azienda. Sono queste le parole chiave di Brunello Cucinelli, noto in tutto il mondo per aver inaugurato un nuovo modo di fare impresa che, in un senso “umanistico”, sappia andare oltre il mero profitto e si orienti verso il bene comune. Un bene comune che per un’azienda pubblica (a maggior ragione se sanitaria) è l’unico esclusivo obiettivo.

“Missione, non lavoro”. Cucinelli, nel pieno spirito che lo contraddistingue, ha raccontato il suo modo di vedere la medicina: “La vostra professione – ha detto l’imprenditore perugino – non è un lavoro ma una missione e non basta la scienza ad alleviare i mali dei vostri pazienti, c’è bisogno di anima: le teorie di Voltaire e Rousseau devono fondersi. C’è una bella espressione di Adriano imperatore quando dice ‘Non conosco nessuno che dopo un complimento non si sia sentito migliore’ : questo messaggio deve guidarvi, a una donna o un uomo in fin di vita non dite che sta per morire, non togliete la speranza e se un giudice vi condanna per questo verrò di persona a difendervi. Sappiate che un sorriso può cambiare la vita. E non offendete nessuno, chi offende qualcuno, nella mia azienda è licenziato e per favore, siate un esempio per i giovani, siate amabili: quello del viagra e dell’abbigliamento da ragazzino non può essere un modelli”.

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