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Terni, ospedale, le Rsu a Dal Maso: “No trionfalismi, i problemi restano”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, ospedale, le Rsu a Dal Maso: “No trionfalismi, i problemi restano”

Redazione
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L'ospedale di Terni

TERNI – Rsu dell’ospedale all’attacco del direttore generale Dal Maso. Ieri la direzione ha presentato il bilancio dei tre anni di mandato, oggi il sindacato risponde con una nota.

“Non è certo obiettivo di questa RSU confutare le performance di questa Azienda in termini di statistiche, ricavi, accessi e prestazioni, ma come spesso accade non sempre i numeri e la matematica possono descrivere con obiettività le reali condizioni di lavoro e il servizio reso agli utenti”, spiega la nota.

Personale, problematiche irrisolte. Le Rsu puntano l’indice sulla vicenda del personale: “La situazione in termini di dotazioni organiche del personale continua ad essere estremamente problematica – proseguono -Il primo accordo sottoscritto a Marzo 2017 per una copertura dei posti vacanti ed un aumento delle dotazioni organiche pari a 123 unità di personale, ha consentito l’indizione di alcuni bandi di concorso le cui date di espletamento ancora non sono state rese note nonostante si era concordato l’avvio entro il mese di Marzo 2019. Il secondo accordo finalizzato a coprire il fabbisogno di personale per il triennio 2018/2020 (altre 120 unità tra personale medico ed infermieristico) solo da poco tempo è stato autorizzato dalla Regione, quindi per l’indizione dei bandi si prevedono tempi lunghi. Di fatto le condizioni di lavoro del personale rimangono estremamente complicate e disagiate, tutti i reparti di fatto espletano le proprie funzioni con aliquote di personale ridotto al minimo, costretto molto spesso ad effettuare anche raddoppi di turno per sopperire alle assenze dei colleghi per ferie, malattie… ”

Le Rsu usano poi l’ironia per commentare, proponendo “di commissionare alla stessa Ditta che ha realizzato un sondaggio sulla soddisfazione degli utenti un sondaggio tra il personale per capire in quali condizioni di lavoro espletano giornalmente le proprie funzioni”.

Sondaggio. Proprio sul sondaggio,le Rsu fanno alcuni appunti: ” Il sondaggio conferma- scrivono –  che gli utenti rilevano criticità sui tempi di attesa per ricoveri prestazioni e tempi di attesa, in particolare va evidenziato come i tempi di attesa per esami diagnostici (mammografia, TAC, RM…) siano spaventosamente lunghi favorendo l’utilizzo da parte degli utenti di strutture sanitarie  private  la cui preparazione e affidabilità e sicuramente inferiore alle strutture pubbliche, caricando ulteriori costi sulle famiglie e impoverendo anche in termini economici il SSN. Altra criticità viene evidenziata nel Pronto Soccorso dove nonostante l’impegno di tutto il personale a cui va il nostro ringraziamento, i tempi di attesa sono ancora lunghi, fenomeno come evidenziato correttamente nella conferenza stampa dovuto all’alto numero di accessi impropri, cioè di cittadini che per le patologie accusate dovrebbero essere presi in carico da altre strutture afferenti al territorio (USL Umbria 2), tema anche questo sollevato dalle organizzazioni sindacali a cui però la Regione continua a non dare risposte nemmeno sul nuovo Piano Sanitario Regionale. Inoltre tra le specializzazioni ritenute insufficienti viene evidenziata la struttura complessa. Ostetricia/Ginecologia, dove dopo circa otto mesi di chiusura dell’unità operativa di Ginecologia, un reparto così importante per le problematiche femminili, la riapertura sembra più una base per appoggi di altri pazienti che una vera specialità”.

No trionfalismi. “Siamo tutti concordi – concludono – nel ritenere che l’Azienda è stata e continui ad essere un punto di riferimento essenziale per i cittadini ternani e per le zone limitrofe, crediamo però che i contenuti e l’approccio mediatico della conferenza stampa sia esageratamente trionfalistico, come crediamo che quando si ottengono buoni risultati debbono annoverarsi a tutto il personale, avremmo  gradito che il Direttore Dal Maso evidenziasse con più enfasi l’apporto del personale Medico e del Comparto e un pochino meno quello della Direzione, se non per una questione  riconoscenza almeno per una questione di stile.

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