CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Terni, il sistema sanitario prova a ripensarsi tra Università e territorio

Cronaca e Attualità Terni

Terni, il sistema sanitario prova a ripensarsi tra Università e territorio

Emanuele Lombardini
Condividi

TERNI- “Sistema sanitario, Università e territorio: quale futuro”. Un tema sempre attuale a Terni, sia per la presenza della facoltà di medicina sia per il difficile rapporto in essere con la realtà perugina che sovrintende ai corsi. L’Associazione per Terni Città Universitaria ne ha parlato in un convegno questa mattina presso la sala conferenze dell’ospedale Santa Maria: “Il convegno – ha spiegato l’associazione- è stato organizzato per analizzare concretamente le questioni sanità, Università e investimenti nel territorio ternano”. Temi caldi, sui quali l’associazione da tempo spinge sul gas: “Di fronte a sollecitazioni in merito al calo degli iscritti, al mancato incentivo dei corsi ternani, e alla paventata creazione di nuovi indirizzi di laurea– ancora in standby – l’Università a Terni rischia l’asfissia. Ecco dunque, volevamo focalizzare l’attenzione su tutte le possibili linee guida da seguire per evitare questo gravissimo pericolo”.

Doppio punto di vista. Due gli aspetti focali, uno più tecnico, con la presenza anche del professor Adolfo Puxeddu, professore emerito dell’Università di Perugia  e con il direttore generale dell’ospedale Maurizio Dal Maso e uno più politico istituzionale, che dopo gli interventi di alcuni consiglieri regionali ternani di diversa estrazione (Brega, Fiorini, Liberati, Nevi, in rigoroso ordine alfabetico) ha visto il tema sviscerato in una tavola rotonda sul rapporto territorio-ospedale-università coordinata dal caporedattore Umbria de Il Messaggero Marco Brunacci.

Sono intervenuti anche, il direttore generale Azienda Usl Umbria 2 Imolo Fiaschini, il presidente del Consorzio per la ricerca applicata in sanità e docente dell’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma, Federico Spandonaro, il presidente della Camera di Commercio di Terni, Giuseppe Flamini, il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, il presidente della Fondazione Carit, Luigi Carlini oltre a Ciano Ricci Feliziani, segretario dell’Associazione culturale e già Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera “S. Maria” di Terni.

Alla tavola rotonda ha preso parte – fra gli altri-  anche l’assessore regionale alla sanità Luca Barberini: “La prospettiva futura per la sanità- dice- è quella di ridisegnare un modello sanitario che parta dalle esigenze del territorio, mettendo al centro i bisogni del cittadino, valorizzando le risorse umane ma anche stringendo il rapporto con l’università, sia a Perugia che a Terni. Dal ruolo dell’università non si può prescindere quando si parla di specializzazione e ricerca”. Barberini parla però anche di una rete sanitaria nei singoli territori. Inevitabile spostare il discorso sulla vicenda dell’ospedale di Narni, al centro delle cronache in questi giorni per lo sciopero della fame del vicesindaco Mercuri proprio per il salvataggio della struttura: “Terni deve essere sempre più orientata ad una attività di specializzazione- dice Barberini- ma occorre anche una collaborazione con le strutture ospedaliere satelliti, che facciano fronte alle piccole e medie difficoltà. Certamente non si può pensare che tutti gli ospedali facciano tutto, ma occorre in questo senso creare una rete”.

L’INTERVISTA A BARBERINI

Così invece il dg Dal Maso: “A Terni eccellenze da valorizzare”. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni Maurizio Dal Maso sottolinea l’ottimo rapporto a Terni fra sistema sanitario e università: “Qui è migliore che da altre parti che ho conosciuto – dice – e credo che ci sia terreno fertile per costruire tante cose. Per quanto riguarda il rapporto con Perugia, c’è un tavolo di confronto aperto ed è già stato definito un primo atto del protocollo operativo che regolerà i  rapporti fra i dipartimenti interaziendali e tutta una serie di regole per coordinare le performance complessive”. Di una cosa però è certo: “Le eccellenze che ci sono a Terni, alla facoltà di Medicina sono straordinarie ed è un peccato che non siano sufficientemente conosciute in giro per l’Italia. Mi sto fortemente impegnando per questo”.

Gli interventi politici. Di Diverso tenore, ovviamente, gli interventi dei quattro consiglieri regionali. Eros Brega (PD). “Investire su università e ricerca è fondamentale per un servizio sanitario importante. Terni fa parte delle eccellenze della regione, ma per mantenere ciò bisogna che chi ha responsabilità manageriali faccia emergere qualità e merito, pur razionalizzando le spese”. Emanuele Fiorini (LN) rilancia la vicenda dei tempi d’attesa per gli esami e detta quella che ritiene la priprità “Staccare la politica dalla sanità per avvicinare la sanità al cittadino”.

Andrea Liberati (M5S): “La comunità ternana è messa all’angolo, c’è un degrado delle strutture ospedaliere locali, Terni come Narni ed Amelia ha strutture nel degrado perchè rappresenta quella parte dell’Umbria che non si vuole valorizzare e serviranno trent’anni per risanare la situazione. Sotto il profilo dell’università, pensiamo a quanti soldi sono stati spesi che non hanno fruttato investimenti sul futuro, basti pensare alla fuga degli iscritti”.

Raffaele Nevi è anch’esso critico: “Stiamo ancora qui a parlare dell’argomento perchè non si fanno le cose nei tempi previsti e invece sarebbe il caso di passare dalle parole ai fatti. Abbiamo un buon sistema sanitario regionale, ma possiamo migliorare ancora. Per esempio integrando ancora di più gli ospedali periferici e facendo crescere la collaborazione con l’Università”.

LE INTERVISTE AI CONSIGLIERI REGIONALI

Tags:
Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere