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Ospedale Terni, i sindacati medici: “Dal Maso mistifica: soluzioni inefficaci”. Il dg ribatte

Cronaca e Attualità Terni

Ospedale Terni, i sindacati medici: “Dal Maso mistifica: soluzioni inefficaci”. Il dg ribatte

Emanuele Lombardini
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TERNI – Non si placa la polemica sulla riorganizzazione ed il riassetto del personale e delle strutture dell’ospedale di Terni. Dopo la conferenza stampa di ieri indetta dal dg Maurizio Dal Maso, anche in risposta ai sindacati di settore e a quelli della dirigenza medica, le sigle di quest’ultima (Anaao, Aaroi, Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Medici, Cimo, Fassid-Snr) parlano di “mistificazioni” da parte del dg: “La direzione generale dell’azienda ospedaliera ternana – dicono – ha adottato iniziative unilaterali, anche significative, come nel caso della modifica dell’organizzazione del lavoro, tenendo sempre fuori dal confronto le organizzazioni sindacali. Nel caso specifico, i sindacati, nella riunione dello scorso 26 gennaio,  sono stati convocati per discutere l’ordine del giorno relativo all’apertura dell’area interdivisionale medica (la struttura creata per parcheggiarvi pazienti provenienti da vari reparti). Peccato che l’apertura di tale reparto era però già stata fatta tre giorni prima, senza informare le organizzazioni sindacali. Non ci siamo presentati all’incontro perchè non intendevamo svolgere un ruolo di mera ratifica passiva di decisioni già prese in altri contesti e mai condivise”.

“Nessuna collaborazione”. Le organizzazioni sindacali vanno però ancora più a fondo: “Non è vero quanto dice il direttore generale, non corrisponde allo spirito collaborativo più volte da noi auspicato e mai messo in atto dall’attuale dg.A conferma della scarsissima considerazione aziendale nei confronti dei sindacati, valga il fatto che che siamo stati riconvocati solo il 27/02/2017, quindi a distanza di un mese (27/02/2017) dalla dichiarazione dello stato di agitazione sindacale”.

 

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“Ci preme ribadire – proseguono – che la vita e l’attività professionale dei medici è esclusivamente finalizzata all’interesse della salute dei cittadini. Un obiettivo primario per noi, decisamente superiore a quello di quanti governano la sanità, che devono rispondere non solo ai bisogni della cittadinanza ma anche e soprattutto ad esigenze politiche e di budget”.

Disagi nel lavoro. Poi i sindacati parlano dell’incontro con la stampa indetto ieri dal dg Dal Maso: “Apprendiamo che  fra le prossime nomine dei primari è prevista quella di una terza figura apicale in ambito urologico ad integrazione dei due reparti di Urologia già esistenti. Un caso anomalo, visto che, di contro, stiamo assistendo ad un progressivo indebolimento di reparti che sono fondamentali per il mantenimento dell’ospedale di Terni all’interno delle strutture ospedaliere di 2° livello. Al pari di tutti i professionisti sanitari dell’Azienda Ospedaliera (come dimostrano le vertenze attualmente in corso), non solo siamo costretti a lavorare in maniera disagiata, con un numero di ore ben superiore a quelle previste dal contratto, senza alcun riconoscimento, visitando pazienti in corridoi o in reparti diversi da quelli ai quali apparteniamo ed in quantità maggiori rispetto agli standard e soprattutto in condizioni al limite della sicurezza delle cure e della dignità umana, ma siamo anche etichettati come opportunisti. Sembra quasi che dietro all’esigenza di condividere scelte organizzative vitali per la collettività, ci siano delle motivazioni personali che riteniamo offensive e tendenziose”.

Misure inefficaci. “Questa ferma mobilitazione generale da parte dei sindacati dei medici e del comparto non si era mai verificata prima- dicono-  Evidentemente esiste e persiste un problema reale di personale. Il voler banalizzare, mistificare e personalizzare la situazione, ci sembra un atteggiamento scorretto e fuorviante, soprattutto a danno dei cittadini utenti del servizio sanitario. Siamo comunque tranquilli e sereni perché sappiamo che, nonostante le pesantissime accuse sferrateci, i pazienti sono dalla nostra parte conoscendo bene l’opera e la dedizione con la quale tutto il personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Terni lavora quotidianamente al loro fianco. I provvedimenti presi dalla direzione e attuati fino ad oggi non sembrano così efficaci, visto il perdurare e talvolta il peggiorare di criticità già note; In primis i tempi di attesa per accedere alle prestazioni sanitarie dell’ospedale di Terni e la creazione di reparti (come la Discharge Room) che non hanno avuto alcun riscontro funzionale nelle esigenze dei cittadini. Il numero esiguo dei ricoveri nella struttura ne è un fulgido esempio”.

La replica di Dal Maso. Nel pomeriggio è arrivata una nota di replica a firma della direzione generale. “La Direzione della Azienda Ospedaliera di Terni – si legge -si è mossa e continuerà a muoversi nel  rispetto formale e sostanziale delle corrette relazioni sindacali del comparto e della dirigenza medica e non medica. Nello specifico, le azioni di riorganizzazione urgenti collegate al periodo di criticità – che si stima si concluderà a marzo prossimo in cui si registra un iperafflusso di pazienti al e dal Pronto Soccorso – dovevano essere semplicemente comunicate, come informazione, ai Sindacati, non rientrando in nessuna variazione organizzativa, che invece richiederebbe  concertazione o contrattazione.

L’invito alla riunione del 26 gennaio scorso, quindi, era una ulteriore dimostrazione di correttezza e considerazione nei confronti delle sigle sindacali mediche.  Ovviamente è interesse della Direzione discutere e confrontarsi nel merito delle scelte che stabilmente interesseranno questo Ospedale  e quindi proposte migliorative fornite dai Sindacati medici saranno apprezzate,  discusse e valorizzate nel corso dei prossimi mesi.

Spiace constatare che, per una comprensibile ma non giustificabile volontà polemica, la citazione circa lo scarso uso della “Discharge room”  non è un flop del Direttore generale (questa soluzione è in uso in moltissimi ospedali italiani)  ma dipende dal fatto che non vengono preparate, il pomeriggio precedente,  le dimissioni dei pazienti al fine di utilizzare la Discharge room la mattina, liberare prima i posti letto in reparto e agevolare il turn-over dei pazienti. Tutto ciò dipende da un uso non appropriato di risorse che l’Azienda mette a disposizione dei medici e non per demeriti  del Direttore generale, come è facile capire.

Ricordo, infine,  che  per la Direzione generale la prima data utile per incontrare i Sindacati era il 27 febbraio prossimo  non per “scorrettezza istituzionale”, come peraltro comunicato a voce ad alcuni  rappresentanti sindacali – ma anche per fornire le documentazioni richieste e i dati di attività di queste azioni urgenti attuate tra gennaio e marzo”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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