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Ospedale di Terni, De Luca (M5S): “Troppi letti in corsia e nemmeno i cuscini”

Cronaca e Attualità Terni

Ospedale di Terni, De Luca (M5S): “Troppi letti in corsia e nemmeno i cuscini”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Torna di attualità la vicenda dei letti in corsia all’ospedale di Terni. La cosa era già stata denunciata dai sindacati dei dirigenti medici nell’ambito della recente vertenza, ora la questione rischia di arriva a Palazzo Spada. Ad alzare i toni è Thomas De Luca, che prende spunto dalla tenda da campeggio montata giorni fa in consiglio regionale durante l’occupazione dello stesso per la vicenda inceneritori e fatta rimuovere dalla presidente dell’assemblea Donatella Porzi

“In alcun modo però – scrive De Luca – tocca la sensibilità dei signori della sanità umbra vedere decine di barelle nelle corsie dei reparti del Santa Maria di Terni che ormai in maniera permanente occupano i corridoi. Per questa vergogna non arriverà mai una telefonata ad ordinare lo sgombero e la conseguente immediata sistemazione degna di un paese occidentale”. Poi l’affondo: “In molti dicono solo chi ci è passato può saperlo: vero. Nessuna privacy e riservatezza per il malato che spesso proprio a causa del suo stato di vulnerabilità ha necessità, bisogni personali e medici che preferirebbe non condividere con il resto del mondo. In particolar modo persone anziane e con gravi difficoltà di deambulazione se non del tutto non autosufficienti. Il bagno è quello delle persone con disabilità in corsia”.

letti-in-corsia-terni“Per questo spesso – prosegue l’esponente pentastellato – ci si ritrova, quando lo stato di urgenza non lo richiede, di fronte ad una domanda: mi ricovero sapendo che andrò a finire in corsia oppure aspetto e mi “trattengo” fino alla disponibilità di un letto?”.

Senza cuscini. “Due unità lavorative – scrive ancora – a presidiare un intero reparto, dai casi più eterogenei, costretti a correre da un angolo all’altro del reparto a fronte di costanti solleciti. Personale medico ed infermieristico eroico che fa ben più del proprio dovere con grande umanità. Per i letti in corsia non ci sono nemmeno materassi e cuscini. Diverse ore per reperire un materasso e grande imbarazzo di fronte alla richiesta di un cuscino: “mi dispiace purtroppo non ne abbiamo più posso darle solo delle lenzuola da appallottolare e sistemare sotto la testa”. Com’è possibile che a fronte di un appalto dal costo di diverse decine di milioni, in cui è compresa anche la fornitura della biancheria, l’ospedale si trovi a corto di cuscini? Quello di cui siamo certi è che di fronte a questa vergogna le istituzioni non si indigneranno come per la tenda. Un classismo 2.0 tra chi può permettersi la dignità e chi non può, tra nord e sud, tra poveri e ricchi, tra tutelati e non tutelati”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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