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Ospedale di Terni, Dal Maso: “Cambiare logica per offrire di più”

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Ospedale di Terni, Dal Maso: “Cambiare logica per offrire di più”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Bilancio delle attività assistenziali nel primo semestre 2017 e stato di avanzamento dei lavori e della riorganizzazione. L’Azienda Ospedaliera Santa Maria fa il punto della situazione nel primo semestre del 2017 e inevitabilmente, la questione calda è quella dell’accordo firmato a suo tempo e non ancora attuato. Questione rinfocolata nei giorni scorsi dall’assessore regionale Barberini, che nel corso di un incontro a Molino Silla ha spiegato che esiste un tetto di spese da rispettare, risalente al 2004: “regola anacronistica e penalizzante, ma alla quale le aziende devono attenersi e al momento margini di incremento del costo non ce ne sono”, sottolineando come un riconteggio potrebbe comunque liberare qualche altra risorsa. Dura la replica di Giorgio Lucci della Cgil: “Se gli infermieri sono insufficienti, su questo tutti concordano, dove sono stati spesi i soldi?”. Dal Maso risponde a sua volta: “Ci sono alcune criticità, abbiamo firmato un accordo che intendiamo rispettare, ma dobbiamo anche rispettare le normative nazionali e regionali e fare efficienza. Vedremo quello che si può fare”.

Ferie, primari  e riorganizzazione Dal Maso, il direttore sanitario Fratini e quello amministrativo Brugnetta si sono concentrati sul tema caldo delle ferie: “Come ogni anno nel periodo estivo – ha spiegato Dal Maso – da fine giugno ci sarà una riduzione fisiologica dell’attività chirurgica programmata che non tocca quindi la chirurgia d’urgenza, la chirurgia maggiore e quella oncologica, di conseguenza avremo una riduzione di letti dedicati alla week surgery. Sono stati inoltre accorpati i reparti di Ostetricia e Ginecologia, precisando che l’accorpamento salvaguarda tanto gli standard assistenziali quanto la distinzione logistica tra le camere delle pazienti ginecologiche e quelle delle pazienti ostetriche, che manterranno anche il servizio di rooming in con il neonato in camera accanto alla madre. Questo ci consentirà di ridistribuire il personale nei vari dipartimenti e di garantire la fruizione delle ferie estive in ottemperanza alle disposizioni contrattuali e al piano ferie programmato,in un periodo difficile come questo, che da febbraio scorso conta 23 cessazioni a vario titolo di personale infermieristico e in cui non è ancora definito l’incremento da tutti auspicato dell’organico delle professioni sanitarie, in particolare delle posizioni infermieristiche che governano il cuore delle attività assistenziali e che risultano fondamentali nell’ambito dei nuovi modelli organizzativi che stiamo andando ad applicare”. Dal Maso ha poi spiegato che la situazione dei primari è in via di definizione: sono già stati individuati i nuovi direttori delle strutture complesse di Radiologia, dottor Giovanni Passalacqua, Pediatria, dottor Francesco Crescenzi, Nefrologia, dottor Riccardo Fagugli (già in servizio), Oculistica, dottor Enrico Poddi (in servizio dal 1 luglio); si è conclusa la procedura per il Laboratorio analisi, sono in corso di espletamento le procedure per la Clinica Uro-ginecologica e la Medicina interna e sono programmati i concorsi per la direzione delle strutture di Anestesia e Rianimazione, Chirurgia Maxillo-facciale, Farmacia ospedaliera e quella di Endocrinologia.

Sul fronte delle assunzioni spiega: “Nei primi 5 mesi dell’anno sono stati attivati complessivamente 137 contratti individuali di lavoro (tra assunzioni, conferme e proroghe) per varie qualifiche, tra cui 24 medici, 79 infermieri, 5 ostetriche, 11 operatori socio sanitari ma anche farmacisti, tecnici di laboratorio e altre figure professionali”.

Leggi anche: Ospedale di Terni, la protesta del personale.

Crescono i ricoveri. “Rispetto al 2016 l’Azienda Ospedaliera  Santa Maria di Terni – ha spiegato il  direttore generale Maurizio  Dal Maso  – nei primi 5 mesi dell’anno ha registrato un aumento dei ricoveri e del volume delle attività (+ 1,5%), in particolare delle attività specialistiche a maggiore complessità (+1,17%), come la neurochirurgia e la chirurgia robotica addominale e urologica, e un miglioramento degli indici di performance e degli indicatori in base ai quali cui vengono valutate le aziende ospedaliere, che la vedono tra le prime in Italia subito dopo l’Humanitas  e il San Raffaele in termini di attrattività.  A scendere, fortunatamente, sono solo i tempi di pagamento che arrivano a 28  giorni”.

Informatizzazione e organizzazione. L’altro tema caldo, a cui la direzione generale tiene molto è quello della riorganizzazione aziendale e l’ammodernamento dei reparti e delle attrezzature e l’occasione è stata buona anche per fare il punto su questo: “La riorganizzazione delle sale operatorie, grazie anche al sistema di gestione centralizzato delle liste ci ha consentito di programmare meglio gli interventi chirurgici che sono aumentati del 3,3%. Inoltre gran parte dei reparti sono ormai informatizzati – ha sottolineato il direttore sanitario Sandro Fratini – consentendo una maggiore integrazione tra le attività di degenza e di diagnostica, la costruzione di una cartella digitale in cui confluiscono tutte le informazioni cliniche e l’utilizzo del sistema di riconoscimento del paziente per la somministrazione della terapia. Dal punto di vista organizzativo è stato completato lo spostamento della Medicina Interna al quinto piano, dove – ha aggiunto il direttore sanitario – è stato creato il polo delle Specialità mediche, mentre al  piano terra sta procedendo la  definizione di una nuovaMedicina d’urgenza,  con forte capacità di filtro e alta integrazione con il Pronto Soccorso, come è ormai di prassi negli Ospedali più moderni.  Ultimati alcuni lavori, i reparti di Pediatria e Neonatologia si sposteranno al terzo piano andando a completare il polo Materno-infantile”.

Investimenti. Brugnetta ha spiegato che il processo avviato nel 2013 è al 47%, con oltre 28 milioni di euro spesi per 27 interventi strutturali conclusi: “Nel 2017 gli interventi saranno per 8,6 milioni, ai quali se ne aggiungeranno altri 13 in due anni”. Torna pienamente operativa la dialisi, con 14 posti letto e a breve, grazie alla Fondazione Carit sarà completata oncologia, mentre slittano al 2018 lo spostamento al piano -2 di diagnostica per immagini e radiologia e l’avvio dei lavori per la nuova medicina nucleare. “L’investimento per le attrezzature acquisite e in corso di acquisizione per il 2017 – ha spiegato -ammonta a 3,6 milioni di euro. Quest’anno, consegnato il nuovo litotritore, donato dalla Fondazione Carit per l’ambulatorio urologico, si sta procedendo al rinnovo di altre tecnologie in particolare per il blocco operatorio, con particolare riferimento alle tecniche endoscopiche e mininvasive, come la colonna videolaparoscopica 3D, ma anche il tavolo mammotone per il Centro Salute Donna e altre attrezzature per Neurochirurgia, Chirurgia della mano, Cardiochirurgia, Cardiologia e Oculistica. Intanto, si è chiusa anche la gara di affidamento per la realizzazione della sala ibrida (attrezzature e lavori per l’installazione e l’adeguamento dei locali accessori per un valore di 1 milione 220 mila euro), una sala multidisciplinare ipertecnologica, che si prevede sarà attiva entro il 2018, consentendo all’ospedale di stare al passo con le procedure interventistiche più innovative che stanno rivoluzionando la medicina”.

Nuove sfide. Dal Maso ha colto poi l’occasione per rispondere indirettamente alla protesta del personale andata in scena nei giorni scorsi: “I risultati dopo circa un anno dall’insediamento della attuale direzione- dice – e dimostrano che si può fare in breve tempo più Qualità e più Efficacia/efficienza cambiando il modello di erogazione dei servizi rivolti agli utenti. Più  in generale nei prossimi anni tutti gli  ospedali in Italia, quindi anche l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, vivranno inevitabilmente di progetti  di cambiamento organizzativo che li porterà ad operare in una logica nuova, anzi antica,  ovvero quella di fare  “more  from  less  for more”.  La classe medica e tutti i professionisti  sanitari sapranno gestire questo diverso e innovativo approccio culturale? Sapranno accettare la sfida professionale che ne deriverà e lo sapranno  fare con competenza e con capacità di integrazione interdisciplinare? “Questa è la  grande scommessa che non possiamo perdere nell’interesse dei pazienti – commenta il direttore generale Dal Maso – e questa è anche la rotta che le direzioni aziendali  portate all’innovazione,  come la nostra, dovranno seguire proponendo un coinvolgimento attivo di tutti i portatori di interesse”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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