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Orvieto, scoppia la protesta dei poliziotti: “Ora pronti ad occupare”

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Orvieto, scoppia la protesta dei poliziotti: “Ora pronti ad occupare”

Redazione
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Una guardia carceraria
ORVIETO – “Volevamo occupare il carcere di Orvieto fino a un incontro col direttore Paolo Basco, ma contattato telefonicamente ha minacciato di chiamare i carabinieri e a quel punto abbiamo interrotto l’assemblea sindacale”. A raccontarlo è direttamente il segretario regionale del Sappe Fabrizio Bonino che a convocato un’assemblea nella sala mensa cui, mercoledì pomeriggio, hanno partecipato “venti poliziotti della penitenziaria”.

 

Le criticità All’ordine del giorno una serie di criticità denunciate dal sindacato, dalla “drastica modifica dell’organizzazione dei turni di lavoro imposta unilateralmente fino alla mancata retribuzione degli straordinari dell’anno 2018”, passando per “il conseguente abbassamento dei livelli minimi di sicurezza in servizio, soprattutto nei turni serali e notturni E assenza totale di relazione sindacale col nuovo direttore Basco, che – è l’accusa il Sappe – a due mesi dal suo insediamento non ha ancora incontrato gli agenti”. Analogo problema viene denunciato anche “col comandante del reparto e coi suoi vice che non hanno mosso un dito per ostacolare l’organizzazione imposta dal neo direttore”. Di fronte allo “stato di agitazione legato alla serie di problematiche, l’assemblea dei poliziotti iscritti al Sappe all’unanimità – si legge in una nota – ha chiesto un incontro urgente con Basco e il provveditore di Umbria e Marche, in attesa del quale la stessa assemblea ha manifestato l’intenzione restare a oltranza all’interno del carcere di Orvieto”.

Nuove proteste Quindi la telefonata al direttore e il conseguente passo indietro degli agenti di fronte a quella che Bonino e il Sappe definiscono “indecorosa e deplorevole minaccia di chiamare i carabinieri in caso di occupazione dell’istituto”. A quel punto gli agenti in stato di agitazione sempre “all’unanimità hanno deciso di interrompere la riunione per evitare ulteriori inasprimenti e l’eventualità – si legge in una nota – di subire l’umiliazione di essere invitati ad uscire dal proprio istituto da un’altra forza dell’ordine”. Sempre Bonino parla di “insanabile frattura tra il personale e la dirigenza, chiusa in un ingiustificabile autoritarismo a dispetto dei diritti dei lavoratori”. Da qui l’imminente “convocazione di una nuova assemblea per definire forme di protesta più incisive che – conclude Bonino – potrebbero essere adottate a oltranza fino all’intervento delle autorità superiori, auspicabilmente con l’avvicendamento della dirigenza orvietana”.

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