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Droga nelle scuole e spacciatori-studenti, arresti ed indagati

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Droga nelle scuole e spacciatori-studenti, arresti ed indagati

Andrea Giuli
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TERNI/ORVIETO – Operazione Albornoz. I carabinieri del nucleo operativo di Orvieto hanno setacciato, da settembre 2016 allo scorso febbraio, soprattutto la zona di Orvieto Scalo, le vie del centro di Orvieto e i luoghi di aggregazione giovanile, con un lavoro di indagine ampio che ha coinvolto circa 40 uomini di varie Compagnie: Orvieto, Montefiascone, Viterbo e Perugia. Una operazione che ha visto l’ausilio delle unità cinofile di Roma e che è stata portata a compimento nelle prime ore di mercoledì 22 marzo. Oltre 600 gli episodi di spaccio rilevati durante i mesi dell’indagine, condotta con 120 pedinamenti e 300 ore di osservazione

Arresti e indagati Sono stati arrestati stamani, ai domiciliari, 5 giovani, del luogo e stranieri, tra i 18 e i 23 anni, mentre per un sesto – un nigeriano di Perugia 37enne – è scattato l’obbligo di dimora. Sono stati indagati, inoltre, altri 7 giovani e 4 minorenni tra i 14 e 15 anni, clienti abituali delle persone arrestate. Il tema, infatti, è quello del contrasto allo spaccio di stupefacenti, fenomeno, come ha sottolineato il comandante della Compagnia provinciale, Capasso, in espansione. L’operazione ha portato al sequestro di oltre 200 grammi di droga leggera (hashish), in dosi già pronte, ma anche di marijuana, eroina e cocaina. Per invogliare l’acquisto e il consumo delle sostanze stupefacenti, gli spacciatori offrivano in principio la droga gratuitamente.

Il procuratore Per il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori (presente alla conferenza stampa di mercoledì mattina, insieme al pm che ha coordinato le indagini, Raffaele Pesiri) “c’è ormai una vera strategia organizzata nel territorio per lo spaccio di tali sostanze. E questa volta i riflettori si sono accesi su Orvieto. E dispiace e colpisce che vari episodi si siano svolti davanti alle scuole medie e, addirittura, che uno dei ragazzi coinvolti, tra gli organizzatori dello spaccio, frequentasse la stessa scuola. È un fenomeno preoccupante, anche dovuto a qualche distrazione genitoriale. C’è qualcosa che non va. Sono stati sequestrati cellulari, cifre monetarie importanti, bilancini di precisione”.

Il pm L’indagine, ha sottolineato Pesiri, “è stata svolta con un efficace mix tra indagine tradizionale indagine svolta con una serie di strumentazioni, ma non c’è alcun reato associativo contestato, bensì detenzione per spaccio in concorso”.

Il comandate della stazione di Orvieto ha precisato “che si tratta di ragazzi estremamente smaliziati, pur così giovani, che sapevano in alcuni casi di essere sotto controllo”. Gli spacciatori e i consumatori, infatti, usavano tra loro linguaggi in codice e nascondevano la roba in maniera originale e inedita.

(Servizio in aggiornamento)

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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