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Orvieto, cavalli importati illegalmente: gli venivano limati anche i denti

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Orvieto, cavalli importati illegalmente: gli venivano limati anche i denti

Redazione
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I cavalli importati illegalmente
I cavalli importati illegalmente

ORVIETO – Sei cavalli maltrattati e importati illegalmente e probabilmente destinati alla macellazione clandestina. Sono quattro i denunciati ad opera della polizia stradale di Orvieto, che ha portato a termine l’operazione nell’ambito di controlli sul territorio. Martedì intorno a mezzogiorno vicino al centro commerciale Porta di Orvieto, una pattuglia di polizia giudiziaria in abiti civili della polizia stradale ha notato due cavalli tenuti alla briglia da due uomini. I due sono stati controllati e hanno fornito spiegazioni poco verosimili. Poi gli agenti hanno scoperto che insieme ai due c’erano altri due uomini a poca distanza, un autocarro Daily a bordo del quale vi erano altri quattro cavalli.

Controlli A quel punto sono scattati i controlli anche con la Asl, tramite il lavoro del dottor Samuele Tognarini e del dottor Paolo Cerasari: i sei cavalli erano sprovvisti di documenti propri e sanitari ed inoltre tre di essi, pur avendo il chip, avevano documentazione falsa, che attestava cioè la provenienza italiana quando in realtà provenivano da Ungheria e Romania. Gli animali inoltre erano in sofferenza, in quanto feriti e contusi perché trasportati a bordo di veicolo non idoneo. Sono stati sequestrati e affidati alle cure dei veterinari e per la custodia ad un maneggio di Orvieto.

Provvedimenti I quattro uomini, tutti pluripregiudicati per reati specifici, uno di essi appena uscito dal carcere, sono stati denunciati, per ora per maltrattamenti di animali e importazione clandestina. Sono in corso ulteriori indagini per stabilirne la provenienza, se illecita. Agli stessi animali erano stati addirittura limati i denti per farli apparire più giovani in quanto, probabilmente, destinati alla macellazione clandestina. Parallelamente alla questione di rilevanza penale, sono state contestate violazioni amministrative con sanzioni per circa 20mila euro totali. Gli animali sono stati posti anche in quarantena, vista la non certezza della loro provenienza. I quattro denunciati, tutti laziali, avevano un età compresa tra 25 e 35 anni.

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