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Ore 3.36: cinque anni fa il sisma che devastò il Centro Italia. Ricostruzione partita, ma è allarme tecnici

Dopo anni di stasi, la spinta del commissario Legnini e il decreto semplificazioni hanno sbloccato molto. Ma ora tutto può di nuovo fermarsi ed i cittadini protestano ancora.

NORCIA- Ore 3.36 del 24 agosto 2016. Una scossa violentissima, magnitudo 6.0. La terra trema per 142 interminabili secondi, devastando i paesi di Accumoli (Rieti), Amatrice (Rieti), Arquata del Tronto e la frazione di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno). Dopo meno di un’ora, alle 4.33, un’altra scossa di magnitudo 5.3 farà tremare Norcia. Per la città di San Benedetto i danni più  grossi arriveranno con il secondo ciclo di scosse, quelle del 30 ottobre, ma intanto la devastazione è già forte, soprattutto nelle frazioni di Castelluccio e San Pellegrino.

Il bilancio è tremendo: 298 morti, oltre 4.600 gli sfollati. Da allora, le popolazioni colpite non si danno pace.

La protesta Una ricostruzione a tre diverse velocità, che in Umbria è partita in ritardo e soltanto adesso, a cinque anni di distanza, comincia a dare i suoi frutti. I famosi lenzuoli bianchi, quelli che a Norcia da allora scandiscono la protesta dei terremotati, sono stati rimossi di forza dal sindaco Alemanno e il comitato nato a seguito del sisma continua a far sentire la sua voce, tutte le volte con lo stesso triste refrain: “Ogni anno vengono qui i rappresentanti delle istituzioni a portare tante parole e pochi fatti. Quante ne abbiamo sentite in cinque anni”

La rabbia della gente a Norcia monta ancora forte, perchè proprio quei lenzuoli sono stati rimossi, in quanto, secondo il comune “a distanza di oltre due anni la protesta può ritenersi conclusa”. Come se fosse l’amministrazione e non la gente a scandire i tempi e fotografare cosa succede.

La ricostruzione. Va detto, per onestà di cronaca, che sia pur con enorme ritardo, i lavori di ricostruzione stanno partendo. L’Ufficio speciale ricostruzione della regione ha diramato una lunga nota nella quale riassume la sitauzione. Il decreto semplificazione, nato sulla spinta delle ultime visite del commissario Legnini, ha recepito il problema principale, quello della necessità di leggi speciali per situazioni speciali, in deroga a quelle esistenti, che permettono di superare alcuni vincoli burocratici.

Sono 119 gli interventi che hanno avviato le procedure di ricostruzione per 155 milioni di euro, con altri 60 interventi  (per 62 milioni circa). Il piano chiese e beni culturali ha visto partiti 41 dei 134 interventi previsti, per un totale di circa 13 milioni di euro. A fine Marzo sono partiti gli altri 93, per 59 milioni complessivi. La Cattedrale di San Benedetto ha già visto affidata la progettazione, per il resto per il resto il via arriverà a mano a mano che giungerà la comunicazione delle strutture da parte delle curie interessate.

La ricostruzione privata procede più spedita. Dall’avvio della ricostruzione sono stati ultimati 5000 interventi su edifici, con 12000 unità residenziali completate, e in corso i lavori in altri 5000 cantieri, per 13000 ulteriori abitazioni. Nell’ultimo anno sono state presentate un terzo delle richieste di contributo complessive.

Ordinanze speciali Di recente sono state emanate anche ordinanze speciali per Norcia, Castelluccio, Cascia e Preci.

A Norcia il progetto riguarda il Polo scolastico e il Polo sportivo, il ripristino dell’edificio “La Castellina” in piazza San Benedetto, della caserma dei Carabinieri, del palazzo comunale, delle mura urbiche, dell’ospedale. Il tutto per un importo di 52,6 milioni di euro. Nella frazione di Castelluccio lo stanziamento è di 9.8 milioni per la ricostruzione pubblica e unitaria dell’intero nucleo cittadino  in due fasi.  A Cascia si  prevede la ricostruzione di due scuole e dell’ospedale, nonché la sistemazione e riqualificazione della viabilità. Lo stanziamento è di 21,4 milioni di euro. Infine a Preci l’interessamento è per la chiesa di Sant’Eutizio, di enorme valore monumentale, profondamente devastata. Viene finanziato con 10 milioni di euro, la metà dei quali aggiuntivi rispetto agli stanziamenti precedenti.

Altri provvedimenti. Sono stati avviati il Pacchetto Sisma del PNRR, con 1,780 miliardi, ed il Contratto Istituzionale di Sviluppo, varato dal Ministro della Coesione Territoriale, che finanzia i primi progetti con 160 milioni di euro, la cui programmazione è affidata alla Cabina di Coordinamento, guidata dal Commissario Straordinario.

Cosa manca. Si va avanti al ritmo di 25 cantieri al giorno, che è abbastanza, ma non basta. Si potrebbe andare più veloce. Lo ha spiegato il commissario Legnini: “Mancano imprese e tecnici per far sì che la ricostruzione prosegua spedita. Su 23000 professionisti iscritti nell’elenco speciale  soltanto 7000 hanno ricevuto almeno un incarico. Mentre le imprese che lavorano, con almeno un cantiere aperto, sono 2659. Serve una capacità attuativa maggiore”.

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