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Operazione Spada, tutti assolti gli imputati: fra loro l’ex sindaco di Terni Di Girolamo

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Operazione Spada, tutti assolti gli imputati: fra loro l’ex sindaco di Terni Di Girolamo

Redazione
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Leopoldo Di Girolamo

TERNI. Il fatto non sussiste. Con queste motivazioni il giudice del Tribunale di Terni Biancamaria Bertan ha assolto in primo grado tutti e 20 gli imputati nell’ambito della cosiddetta Operazione Spada, l’indagine che ha smantellato il sistema delle cooperative cittadine e che aveva visto coinvolto l’ex sindaco Leopoldo di Girolamo ed alcuni componenti della sua giunta: il medico ed ex primo cittadino e l’ex assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari avevano scontato anche un periodo agli arresti domiciliari nel 2017.

Richeste.. L’accusa aveva chiesto due anni e un mese di reclusione ciascuno per Di Girolamo e Bucari. Per gli altri le richieste erano di 2 anni e 4 mesi per per l’ex dirigente di palazzo Spada, Renato Pierdonati. Un anno per Carlo Andreucci, della cooperativa Alis, mentre per gli altri 16 imputati, erano state chieste pene fra 6 e gli otto mesi: si tratta degli ex assessori Francesca Malafoglia, Emilio Giacchetti, Libero Paci, Luigi Bencivenga, Roberto Fabrini, Sandro Piermatti, Silvano Ricci, Renato Bartolini, Marco Malatesta, Daniela Tedeschi, Simone Guerra, Giorgio Armillei, Francesco Andreani e Cristhia Falchetti Ballerani, del dirigente Luciano Sdogati  e del funzionario Federico Nannurelli

L’accusa. L’accusa era quella – a vario titolo – di turbata libertà degli incanti in relazione agli appalti alle coop sociali per il verde pubblico, i cimiteri comunali e la gestione della Cascata delle Marmore emersa il 17 novembre 2016 dopo una raffica di perquisizioni. Secondo l’accusa la divisione in lotti decisa dalla Giunta aveva lo scopo di favorire le cooperative sociali eludendo l’appalto europeo.

I venti imputati erano accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti in relazione agli appalti alle coop sociali per il verde pubblico, i cimiteri comunali e la gestione della Cascata delle Marmore. Il Comune, parte civile nel processo, ha chiesto 200 mila euro come risarcimento per il danno d’immagine e patrimoniale.  Ma il Giudice ha optato per l’assoluzione piena ed è ovvio che questa situazione avrà risvolti politici, visto che di fatto è da questa indagine che ha preso le mosse il cambiamento di amministrazione in città, con le dimissioni del sindaco Di Girolamo, l’arrivo del commissario e poi il ritorno del centro destra a Palazzo Spada dopo 30 anni.

Il Pd “Oggi è una bella giornata – dichiarano i consiglieri  del Pd Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis- per tutti i cittadini ternani che credono nella giustizia. L’assoluzione perché il fatto non sussiste per tutti gli amministratori della precedente legislatura e di tutti i tecnici coinvolti non è una vittoria politica, non è una medaglia per le fazioni in campo, è una bella notizia per chi crede che il confronto politico vada combattuto su altri fronti. Oggi viene restituito l’onore a uomini e donne perbene che in questi tre anni hanno subito accuse che non hanno trovato alcun riscontro, che soprattutto hanno subito la pena accessoria del discredito personale, dei facili giudizi e sentenze di chi ha lavorato per imbarbarire i rapporti personali, di chi ha seminato odio, di chi ha criminalizzato gli avversari politici”.

In Regione “Un elemento di chiarezza, che apre una nuova pagina per la storia politica della città di Terni e conferma quello
su cui non avevamo dubbi: la correttezza dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e degli amministratori coinvolti nel processo Spada”. Così il gruppo del Partito democratico in merito alla sentenza del Tribunale di Terni, che ha assolto “perché il fatto non sussiste” i 19 imputati coinvolti. “Si tratta – proseguono i consiglieri del Pd – di un esito del quale eravamo certi, che restituisce dignità alla storia politica di Di Girolamo e degli ex amministratori, sempre mossi dalla volontà di fare il bene di Terni e dei ternani”.

Orlando “Si chiude una vicenda ampiamente strumentalizzata dalle destre – scrive in una nota il vicesegretario nazionale del Pd Andrea Orlando – e si afferma la correttezza e l’onorabilità di un amministratore capace e profondamente legato alla sua città. Speriamo che questo esito possa in parte risarcirlo di una vicenda che era iniziata con l’adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Anche questo episodio deve far riflettere sulla congruità di tali provvedimenti, tanto più quando in gioco c’è il prestigio di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica”.

Verini  “La sentenza – spiega in una nota il deputato e commissario del Pd Walter Verini – è una bella notizia, che conferma quanto sapevamo e affermammo all’epoca dell’inchiesta, degli arresti e delle drammatiche conseguenze per il Comune e la comunità ternana: che non solo per il Pd ma per tutti, Di Girolamo e gli amministratori che aveva scelto erano persone perbene; che avevamo fiducia nel loro operato e nella loro capacità di dimostrare piena correttezza difendendosi a testa alta nel processo. La sentenza restituisce anche formalmente quell’onore e quella stima che non erano mai venuti meno anche se certamente non ripaga di tante amarezze e tanti dolori sopportati anche a causa di immotivate spettacolarizzazioni dell’inchiesta e di campagne politiche e giornalistiche i cui autori oggi dovrebbero molto riflettere. Certo se non ci fosse stato tutto questo anche la storia politica della città sarebbe stata diversa e anche questo è elemento di amarezza riflessione».

Nevi Sulla vicenda interviene anche Raffaele Nevi, deputato di Forza Italia. “Mi sono deciso ad esprimere un pensiero sul processo Spada dal momento che da qualche ora leggo molti commenti e prese di posizione di grande soddisfazione per l’assoluzione di Leopoldo Di Girolamo, Stefano Bucari e di altri imputati che sono stati assolti in primo grado (il garantismo ci impone di aspettare eventuali altri grado di giudizio) nel processo Spada. Sembrerà incredibile ma me ne rallegro anche io per almeno tre motivi: non godo mai delle altrui disgrazie, forse anche loro hanno capito, al contrario di quello che hanno sostenuto per anni, che la magistratura può sbagliare e può anche fare danni e quindi un sano garantismo è la migliore ricetta da mettere in campo sempre e non solo quando si è coinvolti, la città ne esce sicuramente meglio di come era stata descritta. A chi però gioisce e dice che questa assoluzione dimostrerebbe che hanno amministrato bene la città mi verrebbe da chiedere se stiano sognando”.

Gentiletti. Alessandro Gentiletti, di Senso Civico: “Congratulazioni al sindaco emerito Leopoldo Di Girolamo e a tutti gli altri prosciolti dal tribunale penale di Terni. È una notizia che tutti dovrebbero accogliere positivamente, a prescindere dall’appartenenza politica. Nella democrazia è fondamentale che il piano giudiziario non sia mai confuso con quello politico e che i rispettivi giudizi siano sempre tenuti separati.  Al dott. Di Girolamo il ringraziamento anche per l’equilibrio e il rispetto di tutte le istituzioni che ha sempre saputo dimostrare e che ancora una volta oggi conferma con le sue parole.  Gli errori politici del passato chiedono di non essere ripetuti ma risolti.  Per questo è fondamentale che tutti ci mobilitiamo, superando le differenze e guardando avanti verso il futuro, con coraggio e fiducia, insieme a tantissimi giovani che non si sono mai rassegnati”.

 

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