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Operazione Spada, Liberati (M5S) ora lancia il sasso: indiscrezioni pesanti dai fascicoli

TERNI – Eh sì. Nella cloaca, pardon, nella Conca, circolano fogli (non qualunque, pare), indiscrezioni autorevoli, su risvolti e sviluppi più o meno clamorosi della cosiddetta ‘Operazione Spada’, scattata, ad opera di polizia e GdF, nei palazzi comunali e nelle sedi di alcune cooperative ternane il 17 novembre scorso e che ha portato ad essere indagate 16 persone (tra assessori e dirigenti comunali, vertici di aziende e cooperative, professionisti) per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. In queste settimane sono state ascoltate – pare – altre persone, alcuni indagati avrebbero fatto richiesta di essere ascoltati in Procura e il Tribunale del Riesame ha bocciato la richiesta di alcuni legali degli indagati di dissequestro del materiale prelevato dagli inquirenti, peraltro in parte già restituito.

Voci, indiscrezioni Circolano voci, fughe di notizie, fogli ‘bollati’ che prefigurerebbero nuovi coinvolgimenti. E non solo. Chiacchiere? Sull’argomento insistono particolarmente i rappresentanti del M5S i cui consiglieri comunali ternani, nei giorni scorsi, avevano formalmente chiesto al sindaco se fosse indagato o meno, ricevendone adeguata e negativa risposta dal diretto interessato. Il clima si fa pesante. In parte inevitabile per una inchiesta che scuote i massimi palazzi della politica in una ‘tranquilla’ città di provincia. Ecco, dunque, che, assai sibillina e allusiva, giunge nel pomeriggio del 7 dicembre, una nota del consigliere regionale pentastellato, Andrea Liberati e del consigliere comunale ternano a Cinque Stelle, Thomas De Luca.

Liberati e De Luca alludono “Girano indiscrezioni molto pesanti – scrivono Liberati e De Luca – dai fascicoli dell’ “Operazione Spada”, ormai in parte o in tutto noti agli avvocati e, pertanto, ampiamente in circolo in diversi ambienti. Chi ha potuto riscontrare tali atti, sostiene come non sia più rinviabile anche in Umbria una corale presa di coscienza rispetto al pericoloso quanto esteso binomio di affari e politica, invero certificato diffusamente nell’intera regione. E’ proprio quel che, a prescindere dall’azione della Magistratura, al di là delle inchieste medesime, il Movimento 5 Stelle in Regione e Comune ha ribadito sin qui più volte in molteplici sedute assembleari, sulla stampa, nelle piazze, tra la gente.
In ottobre ricordammo come, a Terni, fosse stato appaltato ad aziende finanziatrici del partito tutto l’appaltabile: evidenza empirica di una gigantesca anomalia che si trascina da diversi lustri. Quando spiacevoli evidenze amministrative sono certificate da indiscrezioni ben peggiori, è doverosamente venuto il momento di cedere il passo. Proseguire con insostenibili zavorre non sarebbe d’altra parte possibile, né dignitoso, sia per il primo cittadino che per la comunità e le sue istituzioni”.

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Andrea Giuli
Redattore

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