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Operazione Spada, le bastonate della politica: Di Girolamo nel mirino di Sinistra Italiana

Terni Politica

Operazione Spada, le bastonate della politica: Di Girolamo nel mirino di Sinistra Italiana

Andrea Giuli
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TERNI – L’Operazione Spada condotta da polizia e GdF e che ha portato a 16 indagati tra assessori e dirigenti comunali e dirigenti del mondo cooperativo è esplosa come una granata nel piccolo mondo antico della politica ternana. E non solo.

Fiaccolata pentastellata Le fiaccole dei Cinque Stelle ‘sbrilluccicano’ nell’androne buio e affollato di palazzo Spada, dove i cinque consiglieri comunali del movimento grillino (De Luca, Paculli, Trenta, Pococacio e Braghiroli), con il senatore umbro, Lucidi, io capigruppo in Regione, Liberati e tanti militanti e simpatizzanti hanno dato vita, sabato sera, alla cosiddetta fiaccolata della legalità, in riferimento all’inchiesta della magistratura ternana sul presunto intreccio, a base di appalti e affidamenti, tra Comune e cooperative sociali. I politici pentastellati hanno rivendicato orgogliosamente parte della primogenitura rispetto all’origine della stessa inchiesta: “Per mesi e mesi – si è detto – abbiamo chiesto atti e chiarimenti e dalla Giunta ci hanno risposto che se avevamo qualcosa da contestare ci potevamo rivolgere alla magistratura. Ecco, lo abbiamo fatto”. Consiglieri e parlamentari hanno poi calcato la mano sul “lavoro riservato a Terni soprattutto agli amici, spesso sfruttati e malpagati”, sul “garantismo odierno del Pd, ma giustizialista con Berlusconi”, sugli “appalti spesso aggirati con plurimi affidamenti sotto soglia”. Per concludere con l’annuncio di una formale richiesta al Minstero dell’Economia affinché si avvii una ispezione straordinaria presso le cooperative coinvolte nell’inchiesta. image

Trappolino (Pd) “Trovo davvero singolare – scrive il segretario provinciale del Pe ternano, Emanuele Trappolino – che coloro che si ergono a paladini
della Costituzione non facciano che disattenderne sistematicamente i
principi. Mi riferisco allo sciacallaggio politico dei Cinquestelle dell’Umbria e di Terni che non perdono occasione in queste ore per strumentalizzare le vicende giudiziarie della città con dichiarazioni e atteggiamenti che offendono il loro
stesso ruolo istituzionale. Vorrei ricordare ai rappresentanti del M5S che sta scritto in Costituzione che gli indagati non sono colpevoli fino a giudizio definitivo e che allo stesso modo non si possono costruire processi sommari difronte a fatti tutti da dimostrare ed è sempre la Costituzione a riconoscere la funzione sociale della cooperazione. Preoccupano la strumentalizzazione sistematica messa in atto in queste ore insieme ai continui tentativi di delegittimare le istituzioni, oltre che realtà economiche che fino a questo momento hanno contribuito, con il loro impegno, alla crescita e allo sviluppo della città. Un atteggiamento che dimostra scarso senso del proprio ruolo istituzionale”.

Sinistra Italiana “Ancora non sono chiari – si legge in un lungo comunicato di Sinistra Italiana di Terni – i confini, né gli effettivi contenuti dell’inchiesta condotta in grande stile a Terni. Quello che invece è evidente è la gravità della situazione e l’allarme che tutto ciò sta suscitando nella cittadinanza. Confidiamo nella capacità della magistratura di svolgere al più presto tutti gli atti per fare piena luce nella vicenda che, se confermata, è una pagina bruttissima della vita politica cittadina che non può essere minimizzata. Le responsabilità individuali, se ci sono, dovranno essere accertate, ma vale la presunzione di innocenza delle persone coinvolte. Se dunque non è corretto emettere verdetti , la politica alcune risposte le deve dare subito. Noi crediamo che il sindaco ha la responsabilità di mettere in chiaro la vicenda e dire, senza minimizzare, anzitutto su cosa l’inchiesta verte, su quali atti si sta indagando, cosa contengono le carte dell’amministrazione. Ma non basta. Sappiamo bene che queste situazioni fanno perdere ancor di più ai cittadini la fiducia nelle istituzioni. Per questo si devono mettere in campo tutti i meccanismi necessari per rendere di vetro la gestione del Comune. Ce ne sono molti, come adottare strumenti che rendano chiari le regole rispetto ai fornitori, la rotazione dei dirigenti, e molto altro, per assicurare la massima trasparenza nella gestione delle risorse e per rendere chiara la separazione tra la cosa pubblica e gli interessi privati. Un governo aperto e predisposto all’ascolto dei cittadini, a tenere in considerazioni i loro bisogni e la loro voce, è il primo antidoto alla corruzione. Da mesi sottoineiamo come questa amministrazione sia rinchiusa in sé stessa, refrattaria ad aprirsi, in evidente difficoltà. Ci sono partite molto importanti da gestire: pre-dissesto finanziario, l’area di crisi complessa, gestione di importanti fondi europei, le scelte sulle farmacie comunali e Asm. Come farà ad avere la credibilità per affrontare queste questioni? Siamo anche preoccupati per i lavoratori coinvolti, che rischiano di essere le prime vittime. Sta nelle mani del sindaco, se è in grado, di intervenire rispetto a un sentimento diffuso di sfiducia e prendere i provvedimenti necessari per cambiare ed invertire la rotta. Ci colpisce il clima che avvertiamo in città. Dietro un giustizialismo da condannare si evidenzia una critica diffusa ad un modo di condurre la politica cittadina che non sembra più essere al passo con i tempi. La sinistra, il mondo cooperativo, l’imprenditoria locale devono misurarsi con nuove sfide e devono comprendere che tutto quanto fatto finora, in buona fede, viene vissuto da una parte crescente di cittadini come si trattasse di un sospetto collateralismo. Su questo modello ci si dovrà interrogare”.

Cecconi (FDI) “I particolari delle ipotesi di reato contestate nell’Operazione Spada – scrive il capogruppo comunale di FDI, Cecconi – confortano l’umile serietà alla quale abbiamo da sempre improntato il nostro lavoro in consiglio comunale, interpretando il ruolo di forza d’opposizione con il massimo scrupolo: nel monitoraggio costante dell’operato della giunta, nella censura dettagliata delle irregolarità, nella formulazione di proposte alternative. È il caso, certamente, della faccenda mense scolastiche: un caso che consideriamo un paradigma di malgoverno e favoritismi. Abbiamo diffidato l’amministrazione dal ricorso al solito trucchetto delle proroghe che di fatto trasforma un affidamento in un’assegnazione a vita, sempre a garanzia degli stessi. Constatare oggi che queste eccezioni facciano esattamente il paio con le azioni della magistratura non ci inorgoglisce.  L’augurio è che il lavoro della magistratura valga a risparmiare alla nostra città di dover continuare a pagare il dazio della corruzione anche per gli anni a venire”.

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Andrea Giuli
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