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Terni, operazione Spada: le Coop allo scoperto. Parla l’ex assessore Armillei

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Terni, operazione Spada: le Coop allo scoperto. Parla l’ex assessore Armillei

Andrea Giuli
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Da sinistra: Notari, Cimadoro, Corsi e Sabatini

TERNI – Il giorno dopo il blitz in Comune e nelle cooperative degli uomini della Squadra mobile e della GdF di Terni, i vertici (indagati) di alcune cooperative coinvolte nell’inchiesta sugli appalti pubblici, si presentano alla stampa in un palazzo del centro storico e senza i loro avvocati. Non è una conferenza di attacco, ma un appuntamento – hanno detto Sandro Corsi di Actl, Antonio Sabatini di Ultraservizi, Stefano Notari di Alis e Nicola Cimadoro di Solco – soprattutto per rassicurare i tanti dipendenti delle cooperative stesse che hanno riempito la sala del PalaSì di Terni.

Battute al veleno di Corsi Ha aperto l’incontro Corsi che non ha resisi stritolar affermate che “noi ribadiamo la convinzione che la magistratura non agisca per imput politici, come alcuni dicono in città in queste ore, ma che operi in piena indipendenza e non vogliamo credere a complottismi politici”. Dopodiché, lo storico presidente della coop sociale più grande della zona ha detto che di essere tranquillo come tutti i suoi collegi e consapevole di aver operato nella correttezza: “Rifarei tutto ciò che ho fatto nella mia attività lavorativa, abbiamo creato realtà importanti e agito insieme alle altre cooperative del comprensorio. Se abbiamo tenuto fuori qualcuno è perché abbiamo ritenuto nel nostro diritto farlo, giudicandolo non idoneo al nostro modus operandi. Chi dice che queste cooperative prendono tutto dice una sciocchezza. Noi abbiamo vinto e perso appalti in città, il 90% del fatturato derivante dalle gare vinte va reinvestito e voglio ricordare che tutte queste coop mai hanno chiesto gli interessi sul debito che il Vomune ha maturato verso di essi. È un modo di collaborare con le istituzioni, le cui stanze è normale che vengano frequentate. Abbiamo comunque piena fiducia nel l’operato della magistratura che fa bene a controllare chi lavora con la pubblica amministrazione. Noi siamo sereni e tranquilli, orgogliosi della nostra storia e di ciò che abbiamo realizzato. Certo, quanto accaduto non è un pranzo di gala, ci è dispiaciuto, ma da domani continuiamo con impegno e fatica a far proseguire le nostre aziende e a mantenere i posti di lavoro”. Infine, Corsi ‘surfa’ su un altra spigolatura polemica: “Ho letto di una  fondamentale interrogazione parlamentare di una deputata pentastellato che chiede una legge per rendere incompatibile incarichi dirigenziali nelle cooperative con incarichi politici e partitici nella stessa persona. Ebbene, io rivendico il modo diritto costituzionale di lavorare e di svolgere un impegno politico alla luce del sole. Non vedo il problema”.

Notari e Sabatini A Corsi fa eco Stefano Notari: “Avere i militari dentro casa per ore non è stato piacevole, ma sono stati molto garbati. Noi abbiamo sempre affrontato le gare insieme alle altre cooperative. La Cascata delle Marmore ha raggiunto risultati notevoli e frutta 850 mila euro annui alle casse del Comune, a noi va una parte assai piccola. Da domani saremo al nostro posto di lavoro”. Sabatini della Ultraservizi: “Naturalmente rifarei tutto, ma vi rendete conto sulla manutenzione del verde di cui mi occupo di quali cifre parliamo? Circa 400 mila euro e a lavorare siamo 40-50 persone, molte de.le quali soggetti con disagi. Noi siamo operativi ogni giorni e per chi fa questo mestiere è normale frequentare le stanze dell’amministrazione pubblica”.

Giorgio Armillei

Giorgio Armillei

Si fa vivo l’ex assessore Armillei E, dopo settimane di silenzio, colui che fu assessore comunale alla Cultura fino ad un mese fa, Giorgio Armillei, fa sentire la propria voce sulla vicenda: “La giustizia spettacolo non crea futuro. Ancora una “micidiale sinergia” – come usa dire Piero Tony, un magistrato che ha scritto pagine cristalline sulla gogna giudiziaria – tra spettacolarizzazione delle indagini e sommaria proclamazione di giudizi. Una sinergia della quale non possiamo certo imputare i professionisti dei media che fanno il loro mestiere. Qui ancora una volta viene in discussione l’equilibrio tra i poteri pubblici e l’effettività delle garanzie dei cittadini. Due principi sui quali si fondano le istituzioni liberali nate per tutelare in primo luogo i diritti individuali della persona. Il primo impone che nessun potere abbia troppo potere. Non ci sono poteri naturalmente corrotti e poteri naturalmente incorrotti: ci sono invece rimedi moderati e controllati contro il possibile abuso dei poteri, di tutti i poteri. L’equilibrio tra i poteri è l’architrave della moderazione. Purtroppo nessun uomo è un angelo, neppure tra chi dirige ed effettua le indagini.
Il secondo principio impone che l’onere che si impone ai cittadini oggetto di attività investigativa sia ragionevole e proporzionato, sotto ogni punto di vista. Ad esempio in relazione alle modalità di svolgimento delle indagini, soprattutto sotto gli aspetti più facilmente mediatizzabili, e nel ricorso a strumenti investigativi particolarmente intrusivi. Ovviamente, anche quando si tratta di pubblici funzionari che se hanno il dovere di servire esclusivamente l’interesse pubblico non per questo perdono i loro diritti.  Il contesto ambientale di questa città sembra disporre in modo difettoso di questi due principi: sia quello dell’equilibrio, sia quello della ragionevolezza e proporzionalità. E questo sembra tanto più vero in queste ultime ore. Terni ha bisogno di altro: il suo futuro se lo deve scegliere nel dialogo comunicativo e nel discorso pubblico, nel confronto e nel conflitto”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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