CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Operazione Spada: chiesti due anni per l’ex sindaco Di Girolamo e Bucari, pesanti richieste per altri passati dirigenti ed amministratori

Cronaca e Attualità Terni

Operazione Spada: chiesti due anni per l’ex sindaco Di Girolamo e Bucari, pesanti richieste per altri passati dirigenti ed amministratori

Redazione politica
Condividi

Il sindaco Leopoldo Di Girolamo

TERNI– Pesanti richieste formulate nel pomeriggio di mercoledì dal pm di Terni Matthias Viggiano per ex dirigenti ed amministratori delle passate Giunte coinvolti nella Operazione Spada, che smantellò il sistema di affari nel mondo della cooperazione ternana ed è stato la causa che ha condotto alle dimissioni dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo. Per il quale – dopo aver scontato una passata condanna ai domiciliari –  sono stati chiesti due anni ed un mese. Stessa pena per l’ex assessore Stefano Bucari (pure lui fu condannato ai domiciliari, 800 mila euro di multa a testa). Condanna più pesante chiesta per l’ex dirigente comunale Renato Pierdonati (2 anni e 4 mesi più 1000 euro di multa).

Richieste importanti anche per gli altri ex amministratori e dirigenti coinvolti:   un anno di reclusione per Carlo Andreucci della coop Alis (900 euro), otto mesi di reclusione per gli ex assessori Luigi Bencivenga, Roberto Fabrini e Daniela Tedeschi (250 euro ciascuno), sette mesi per gli ex assessori Francesco Andreani, Renato Bartolini, Emilio Giacchetti, Simone Guerra, Francesca Malafoglia, Marco Malatesta, Libero Paci, Sandro Piermatti e Silvano Ricci (oltre a 200 euro di multa ciascuno), sei mesi per gli ex assessori Giorgio Armillei, Cristhia Falchetti Ballerani, il funzionario Federico Nannurelli e il dirigente Luciano Sdogati (150 euro a testa, 100 per Sdogati). Per tutti l’ipotesi è quella di di ‘turbata libertà degli incanti’ legata gli appalti comunali per la manutenzione del verde pubblico, per la gestione dei servizi cimiteriali e dei servizi turistici presso la Cascata delle Marmore.

Il Comune si è costituito parte civile ed ha chiesto un risarcimento di 200 mila euro, di cui 100 mila euro per il danno che la vicenda avrebbe causato all’immagine dell’ente e della città.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere