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Operazione Spada a Terni: 16 indagati tra assessori, dirigenti comunali e vertici cooperative. Nel mirino gli appalti dalla Cascata al verde pubblico

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Operazione Spada a Terni: 16 indagati tra assessori, dirigenti comunali e vertici cooperative. Nel mirino gli appalti dalla Cascata al verde pubblico

Redazione
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TERNI – Importante, spettacolare operazione congiunta della Guardia di finanza (nucleo di polizia tributaria) e della Polizia di Stato, scattata stamane intorno alle 8 a palazzo Spada e presso gli uffici comunali di Corso del Popolo, il cosiddetto Pentagono.

Al blitz  – che prende il nome, non a caso, di Operazione Spada – hanno partecipato per quasi l’intera giornata di giovedì decine di agenti e militari (circa 150, e l’apparizione di un elicottero volteggiante sopra il palazzo) che hanno passato al setaccio gli uffici del terzo, quarto e quinto piano del palazzo comunale, archivi e computer a caccia dei documenti relativi a diversi appalti pubblici e affidamenti in molteplici settori dell’amministrazione. Sono scattate anche decine di perquisizioni (una trentina) negli uffici e persino nelle abitazioni private di qualche dirigente cooperativo. Risultano indagate 16 persone tra cui due attuali assessori, alcuni dirigenti e funzionari comunali, i vertici di varie, note cooperative ternane, grandi e piccole. Per diversi indagati, l’ipotesi della procura di Terni è associazione a delinquere finalizzata alla turbativa degli incanti.

Dalle prime indiscrezioni, l’indagine riguarderebbe appalti, affidamenti e gare inerenti la gestione del verde pubblico e dei servizi attinenti la Cascata delle Marmore, le mense scolastiche, il sistema antincendio del centro museale Caos, il passaggio del contact center dall’ex Centro multimediale a Ternireti e la gestione della pubblica illuminazione, nonché dei cimiteri. L’indagine, seguita personalmente dal procuratore capo di Terni, dottor Liguori, in collaborazione con il pm Iannella (e il coordinamento del capo della Squadra mobile di Terni, Alfredo Luzi) sarebbe partita da un dettagliato esposto presentato in Procura da una cooperativa o da soggetti rimasti esclusi da bandi di gara e assegnazione di lavori pubblici a vario titolo.

Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime ore e giorni. Tra gli indagati (nel senso di destinatari di informazioni di garanzia) ci sono gli assessori comunali Stefano Bucari (Lavori pubblici) e Vittorio Piacenti (Bilancio) e una serie di dirigenti delle varie strutture comunali coinvolte nell’indagine, tra cui Renato Pierdonati, nonché funzionari di palazzo Spada come Federico Nannurelli e Paolo Neri. Tra gli indagati in ambito della cooperazione anche Sandro Corsi (Actl), Stefano Notari (Alis), Carlo Andreucci (Alis), Luca Ascani (Gea), Antonio Sabatini (Ultraservizi), Gianluca Tomassi (La Torre), Nicola Cimadoro (cooperativa Solco), Alessandro Marinucci (Asso), nonché il commercialista Goffredo Maria Copparoni di TerniReti. Da ciò che trapela risulta che questa conclusa stamane sia solamente la chiusura di una prima fase di indagini, cominciata circa un anno fa, e che nelle prossime ore o giorni potrebbero esserci sviluppi ulteriori. Risultano, infatti, agli atti decine e decine di intercettazioni. Non sono scattate, al momento, misure cautelari. Tra gli indagati, per un paio di loro c’è anche l’accusa di falso ideologico. Altre due persone del mondo della cooperazione, infine, sarebbero state raggiunte da informazioni di garanzia, senza però aver subito perquisizioni.

Ora, per gli inquirenti, si apre una fase di ‘intelligence’ e di riscontri incrociati della enorme mole di documentazione acquisita negli uffici comunali e delle aziende coinvolte. Gli step giudiziari successivi potrebbero determinare l’uscita dall’inchiesta di persone che oggi risultano indagate, la correzione di tiro per altri, come, invece, il coinvolgimento di altri soggetti.

Reazioni Il sindaco Di Girolamo ostenta tranquillità: “Noi continuiamo nel lavoro impostato per la predisposizione del piano di riequilibrio da una parte ma anche per le iniziative di sviluppo della città, dall’Area di crisi complessa ad Agenda urbana, su cui proseguiamo con la stessa intensità e impegno. Sul fronte politico? Attendiamo, siamo ancora nella fase di acquisizione documentale”.

Dito puntato Duro invece il commento che arriva dal M5S: “L’intervento della magistratura a fronte di situazioni di palese criticità è un atto di normalità a cui forse non eravamo più abituati ma che per noi era inevitabile. Abbiamo presentato decine di interrogazioni, di atti formali, decine di richieste di accesso e ci siamo scontrati con muri di gomma che sembravano insormontabili. Atti e segnalazioni inerenti agli argomenti su cui sembrerebbe concentrarsi l’indagine. Nelle prossime ore consegneremo ulteriori documenti e informazioni in merito. Il timone del predissesto, manovra che dovrebbe, secondo il Pd, risanare il bilancio del Comune potrebbe essere gestita da persone coinvolte nell’indagine. Come può chi deve pensare a salvare se stesso tirare fuori dal fango questa città? C’è una verità che ormai non può più essere negata: il buco del Comune ha riempito le casse delle aziende amiche attraverso una sistematica pianificazione degli appalti volti non a tutelare gli interessi del cittadino ma quelli del partito. Questione morale – continuano la nota – che non abbiamo mai smesso di denunciare. Avevamo promesso che avremmo aperto tutti i cassetti e lo stiamo facendo. L’ingresso del M5S a Palazzo Spada ha trascinato un Comune – conclude la nota – immerso nella penombra alla luce sole. Non ci arrenderemo di fronte alla decadenza dentro cui ci hanno portato. Terni deve rialzare la testa, è ora di restituire dignità alle istituzioni e di liberare le forze migliori, ricordando che le competenze non hanno tessere di partito. Noi siamo pronti”.

Gli azzurri In relazione a quanto accaduto in città questa mattina, Forza Italia, attraverso una nota a firma del il coordinatore provinciale di Sergio Bruschini, del coordinatore comunale Stefano Fatale, del coordinatore provinciale dei giovani Daniele Marcelli, del capogruppo in consiglio comunale Francesco Maria Ferranti, del capogruppo alla assemblea legislativa dell’Umbria Raffaele Nevi, dichiara: “pur mantenendo il nostro atteggiamento garantista che da sempre ci contraddistingue, quello che è successo questa mattina al Comune di Terni non può passare come cerca di farlo passare il sindaco. Come un fatto normale. Ci sono accuse pesantissime e le “ombre” che da questa mattina si sono addensate su Palazzo Spada dovrebbero essere subito allontanate da chi ha a cuore la Città. Ciò si può fare solo attraverso l’allontanamento dei coinvolti (a cominciare dai due assessori) dai ruoli di responsabilità che occupano. Tutto ciò non perché li riteniamo colpevoli ma perché pensiamo che le Istituzioni debbano essere salvaguardate. Infine auspichiamo che la magistratura faccia presto e bene il suo compito e si accertino i fatti”.

Cauto il Pd “Aspettiamo con serenità gli sviluppi e gli esiti delle indagini che stanno coinvolgendo amministratori e tecnici del Comune di Terni insieme ai vertici di alcune cooperative” ha detto il responsabile Enti locali del Partito democratico Andrea Pensi. “Rispettiamo il lavoro degli inquirenti – ha aggiunto – saremo fermi nel condannare eventuali responsabilità qualora vengano accertate e siamo fiduciosi del fatto che gli organi istituzionali a guida Pd sapranno collaborare in maniera del tutto corretta e trasparente con chi porta avanti le indagini”. “Siamo allo stesso modo rispettosi dei principi costituzionali che garantiscono i soggetti indagati. È per questo che riteniamo disdicevole l’atteggiamento degli esponenti locali del Movimento Cinque Stelle che dimostrano ancora una volta una doppia morale: ogni cittadino è innocente fino alla condanna definitiva solo se è un M5S; per gli altri valgono atteggiamenti forcaioli che nulla hanno a che vedere con il decoro istituzionale o con la martellante campagna referendaria di sedicenti difensori della Costituzione”. Domani, intanto, il segretario regionale Pd Giacomo Leonelli sarà a Terni per un confronto con il sindaco e con il segretario cittadino del Partito democratico.

Attacco “Se confermate le accuse – scrive il capogruppo in Regione della Lega Nord, Fiorini – saremmo di fronte ad un fatto gravissimo. Il sindaco di Terni Di Girolamo non può nascondersi dietro le solite frasi di circostanza, ma deve assumersi la responsabilità politica dell’operato della sua Giunta e rassegnare immediatamente le dimissioni”. Per il capogruppo comunale di FdI, Cecconi “Noi non sappiamo, naturalmente, quali potranno essere gli sviluppi di questa maxi-inchiesta: non sappiamo il tipo di responsabilità che verranno accertate a carico di quanti sono stati raggiunti da avvisi di garanzia, non sappiamo quali illeciti penali verranno addebitati a chi. Quello che però sappiamo con assoluta certezza è che – responsabilità penale o no – sussiste a carico di questa classe dirigente, anche al di là degli attuali indagati, una responsabilità politica gravissima che non potrebbe essere cancellata da nessun tribunale, nemmeno nel caso di una eventuale (e, a quanto pare, alquanto improbabile) archiviazione finale”.

 

 

(Servizio in aggiornamento)

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