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Maxi operazione antibracconaggio in Umbria, indagate undici persone

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Maxi operazione antibracconaggio in Umbria, indagate undici persone

Redazione
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SPOLETO – Ha permesso di stroncare quello che è ritenuto un traffico illegale di uccelli selvatici, anche protetti, destinati al mercato degli animali da richiamo per cacciatori l’operazione denominata ‘Lord of the rings’ condotta dai carabinieri forestali coordinati dalla procura di Spoleto. Undici gli indagati ai quali sono stati contestati i reati di frode in commercio, ricettazione, maltrattamento di animali, l’uso abusivo di sigilli e la caccia di uccelli con mezzi non consentiti. Gli investigatori hanno ricordato che la fauna selvatica è qualificata come “patrimonio indisponibile dello Stato”.

Indagine L’ indagine ha portato alla luce una pratica che, riferiscono i carabinieri forestali, tramite la cattura illegale di uccelli in natura e l’illecita apposizione di anelli identificativi risultati contraffatti o inidonei, prevedeva la successiva commercializzazione come esemplari da richiamo per l’attività venatoria ad ignari cacciatori convinti di acquistare legittimamente esemplari da allevamento. L’ operazione è stata condotta dalla sezione operativa antibracconaggio e reati a danno degli animali (Soarda) del reparto operativo del raggruppamento carabinieri Cites avviata con la collaborazione delle stazioni di Campello sul Clitunno e Cerreto di Spoleto. Le indagini erano state avviate a settembre in seguito a un controllo presso un allevamento umbro di richiami vivi ad uso venatorio.

Perquisizioni Il traffico scoperto – riferiscono ancora gli investigatori – interessava diverse regioni italiane e veniva alimentato anche da esemplari provenienti illecitamente da altri Paesi europei. Eseguite diverse perquisizioni che hanno impegnato i carabinieri forestali di Campello sul Clitunno, Cerreto di Spoleto, Norcia, Sant’ Anatolia di Narco, Scheggia, Napoli, Caserta, Forlì-Cesena, Vicenza, Belluno, Treviso, Trieste e Gorizia, oltre a quelli del reparto operativo Cites di Roma, specializzato nel contrasto al bracconaggio. Sono stati così rinvenuti circa 800 anelli inamovibili, nonché attrezzatura necessaria per manometterli e inserirli all’ avifauna selvatica. Sequestrati circa 2 mila uccelli vivi, circa la metà privi di anello, liberati immediatamente dai militari. Altri, più di 500, sono stati ritrovati morti, probabilmente destinati al consumo umano. Sequestrati anche gli strumenti che venivano utilizzati per le catture: 241 reti da uccellagione, dieci richiami elettromagnetici, nonché diverse confezioni di testosterone, utilizzato per migliorare le prestazioni canore degli uccelli.

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