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Omofobia, firmato il protocollo in Regione ed è subito polemica politica. Il centrodestra attacca: “Scelta a favore del gender”

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Omofobia, firmato il protocollo in Regione ed è subito polemica politica. Il centrodestra attacca: “Scelta a favore del gender”

Redazione
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La firma del Protocollo

PERUGIA – È stato sottoscritto giovedì mattinata, a Palazzo Donini, il protocollo d’intesa sulla legge regionale contro l’omo-transfobia che segna l’avvio del gruppo di lavoro di attuazione della legge contro “le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”, coordinato dalla Regione Umbria. Firmato il protocollo, esplode subito la polemica politica.

Firmatari Il protocollo è stato sottoscritto, oltre che dalla presidente Marini per la Regione Umbria, dai rappresentanti di Università per stranieri di Perugia; Garante Infanzia e Adolescenza; Comune di Città di Castello, capofila Zona sociale 1; Comune di Marsciano, capofila Zona sociale 4; Unione dei Comuni del Trasimeno, Zona sociale 5; Comune di Gubbio, capofila Zona sociale 7; Comune di Foligno, capofila Zona sociale 8; Comune di Narni, capofila Zona sociale 11; Comune di Orvieto, capofila Zona sociale 12; Azienda Sanitaria locale 1; Azienda Sanitaria locale 2; Aziende Ospedaliere di Perugia e di Terni; Anci Umbria; Amnesty International Italia; Associazione Omphalos; Associazione Famiglie Arcobaleno; Associazione A.ge.d.o. Terni; Associazione Esedomani Terni; Associazione Basta il Cuore.

Assenti Assenti i due prefetti, i sindaci di Perugia e Terni e il rettore dell’Università degli studi di Perugia. Mancavano anche i Comuni di Spoleto e Norcia, capofila delle zone sociali 9 e 6.

Rispetto “In Umbria – ha dichiarato la presidente – vogliamo essere pionieri di una cultura dell’inclusione, della solidarietà, del rispetto della dignità umana, della tutela della persona, della lotta contro ogni forma di discriminazione omofobica, razzista. Favorendo dunque in primo luogo la privacy, la tutela del proprio orientamento sessuale, della propria identità. La Regione Umbria, dunque, insieme a tutti i Comuni che hanno aderito al protocollo, alle aziende sanitarie, all’Università per gli stranieri, e con le tante associazioni che hanno sottoscritto questo atto, si farà promotrice di azioni, iniziative e progetti volti alla promozione del rispetto della persona. La firma di questo protocollo – ha aggiunto Marini – rappresenta un passo in avanti per l’attuazione della legge regionale per il contrasto della violenza e delle discriminazioni omofobiche. Una legge che, voglio ricordare, ha superato ogni tipo di valutazione di costituzionalità, e che non è stata eccepita né dal Governo né dalla Corte Costituzionale. Grazie a questo atto, dunque, la regione e tutti i soggetti firmatari contribuiranno a mettere in campo quelle azioni necessarie alla prevenzione delle violenze e delle discriminazioni, in modo particolare verso le giovani generazioni che spesso vede il realizzarsi di fenomeni di bullismo che spesso è di carattere sessista ed omofonico”. La presidente Marini ha tenuto poi a sottolineare “l’inesistenza nell’ordinamento legislativo di alcuna “diffida” alla sottoscrizione di un protocollo attuativo di una legge regionale”.

Anci  Francesco De Rebotti, presidente dell’Anci e sindaco di Narni, ha definito il protocollo “una battaglia di civiltà, che contiene azioni utili e necessarie per il contrasto degli aspetti degenerativi che hanno a che fare con i diritti e la dignità della persona. Dobbiamo tutti, ciascuno nei propri ambiti di competenza, mettere in atto quelle politiche e quelle azioni che ci consentano di essere portatori sani di principi che contrastino ogni forma di bullismo, omofobia e discriminazioni di ogni genere». Per Maria Pia Serlupini, Garante per dell’infanzia e dell’adolescenza, il protocollo sottoscritto oggi «non solo è in linea con i principi sia della legge regionale che degli stessi principi sanciti dalla Costituzione italiana, ma anche e soprattutto con quelli contenuti nella Convenzione dell’Onu del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Tutti noi – ha aggiunto Serlupini – abbiamo il dovere di garantire il diritto di ciascun bambino o adolescente a non essere discriminato, né essere oggetto di bullismo, prevaricazione, sulla base dell’orientamento sessuale, religioso, di appartenenza etnica e quanto altro”.

Associazioni Le associazioni Lgbti umbre presenti alla firma del protocollo – Agedo Terni, ESeDomani Terni, Famiglie Arcobaleno Umbria e Omphalos – esprimono soddisfazione  “L’impegno che le istituzioni si prendono con la firma di questo protocollo è estremamente importante – commentano i rappresentanti delle associazioni – dopo l’approvazione della legge questo è un primo passo fondamentale per iniziare a ragionare sulle azioni pratiche da mettere in campo. Il protocollo è ampio e include tanti ambiti dove la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere è ormai urgente: dai servizi pubblici alla sanità, dall’ambiente scolastico alla formazione professionale. Dopo il lungo percorso di approvazione della legge regionale, con la firma di questo protocollo entriamo finalmente nelle azioni concrete che ci auspichiamo producano cambiamento e miglioramento della qualità della vita nella nostra regione. Dispiace constatare che non tutti ritengono la battaglia contro le discriminazioni omo-transfobiche degna di impegno al pari di tutte le altre discriminazioni, dimostrazione lampante della necessità di questa legge e di questo protocollo. In particolare l’assenza dei Prefetti e dei Sindaci dei comuni capoluogo, Perugia e Terni, dimostra l’involuzione culturale che esprimono i partiti politici al potere in questi due importanti comuni”.

La Lega  La Lega fa subito all’attacco: “Omphalos e Regione rendano visibile e consultabile ai cittadini umbri il protocollo a favore del gender e le firme di chi lo avrebbe sottoscritto Regione ed Omphalos si attengano alla realtà – affermano in una nota – e non gridino al successo perché è evidente che la Legge e le istituzioni politiche di rilievo non intendono permettere la propaganda mascherata delle teorie gender sui bambini. Come Lega continueremo a dare battagli contro quello che per noi e’ un affronto alla legge e al buon senso e chiediamo a tutti i nostri sindaci o amministratori dei comuni umbri di prendere le distanze ufficiali da un atto che, di fatto, non è altro che l’ennesima concessione fatta da un Pd ormai alla deriva, alla solita lobby amica”.

Zaffini “Un comportamento singolare che divide anziché unire su un tema che attiene alle discriminazioni. Da parte della presidente Catiuscia Marini c’è stata un’ostinatezza chiaramente strumentale nonostante le gravi assenze dichiarate sin dai primi giorni da parte di entrambe le Prefetture, dei Comuni capoluogo di Perugia e Terni, di altri importanti come Spoleto e Norcia e dell’Università degli Studi di Perugia. La governatrice ha perseverato nel pretendere la firma dai soggetti peraltro da lei dipendenti come possono essere, ad esempio, le Usl, facendo tutto questo non certo con l’intento di evitare eventuali futuri comportamenti discriminatori. A tutto ciò si aggiungano le missive dei Comuni che su tali argomenti non accettano di essere rappresentati dai capofila delle zone sociali. Tutto questo dà l’idea del quadro che evolve in viste delle prossime elezioni regionali”. Lo ha detto il senatore Franco Zaffini di Fratelli d’Italia.

Finalità Il Protocollo di Intesa si pone come finalità principale la messa in pratica dei principi e la realizzazione degli obiettivi contenuti nella legge regionale “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere” in particolare attraverso l’adozione di misure rivolte a promuovere la cultura della legalità e il rispetto e la valorizzazione delle differenze; promuovere la protezione, l’accoglienza, il sostegno psicologico e il soccorso alle vittime di atti di discriminazione e violenza determinati in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, attivando anche specifici Centri di ascolto, mediante l’utilizzo di personale adeguatamente qualificato; promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione; promuovere ricerche, studi ed approfondimenti sui temi in questione; favorire la collaborazione tra le Istituzioni e con i soggetti espressione della società civile per prevenire e contrastare fenomeni di discriminazione e violenza, superare la frammentarietà degli interventi acquisendo una cultura comune ed un linguaggio ed una metodologia di intervento condivisi; promuovere una formazione adeguata ed integrata rivolta al personale della scuola, agli studenti ed alle famiglie, agli operatori e alle operatrici dei servizi sociali e sanitari e delle forze dell’ordine; sostenere e valorizzare le capacità di autoaffermazione e sicurezza di sé delle persone e degli studenti, favorendo l’accrescimento delle competenze pedagogiche delle famiglie e della società regionale sui modi di contrastare i fenomeni di discriminazione e violenza determinate in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, di bullismo e di cyber-bullismo omo-transfobici.

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