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Omicidio Raggi, sentenza per la causa allo Stato: tutto rinviato al 2018

Cronaca e Attualità Terni

Omicidio Raggi, sentenza per la causa allo Stato: tutto rinviato al 2018

Redazione
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L'arresto di Amine Aassaoul

TERNI – Ancora una beffa per la famiglia di David Raggi, il giovane ternano ucciso nel marzo 2015 da un marocchino ubriaco che lo ha sgozzato con una bottiglia. L’udienza per il risarcimento chiesto dalla famiglia allo stato è stata rinviata. E non di poco. La prossima infatti si terrà nientemeno che il 6 febbraio 2018. Lo ha deciso stamattina il tribunale di Perugia, nella prima udienza sulla vicenda.

La vicenda. La famiglia Raggi ha citato giudizio il ministero dell’Interno, quello della Giustizia e la presidenza del Consiglio (per circa 2 milioni di euro complessivi). Il Viminale per la mancata espulsione di Aassaoul, il ministero della Giustizia per la mancata applicazione di un cumulo di pene del marocchino. La presidenza del Consiglio invece, per la mancata attuazione della direttiva comunitaria 80/2004 che prevede l’istituzione di un fondo di garanzia per le vittime di reati gravi, commessi da persone prive di reddito, come appunto il marocchino o che non possono liquidare le provvisionali a cui sono stati condannati: 400 mila euro nel caso della famiglia Raggi.

E lo scontro è aperto perchè lo stato si era già espresso su uno dei tanti filoni tirati in ballo dalla famiglia, quello relativo al cosiddetto equo indennizzo, a cui secondo la recente normativa, la famiglia di Raggi non avrebbe diritto poichè il giovane guadagnava troppo.

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