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Perugia, omicidio Polizzi: gli atti del ricorso di Menenti trasmessi da Firenze alla Cassazione

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Perugia, omicidio Polizzi: gli atti del ricorso di Menenti trasmessi da Firenze alla Cassazione

Redazione
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La protesta davanti alla Cassazione dei genitori e degli amici di Alessandro Polizzi
La protesta davanti alla Cassazione dei genitori e degli amici di Alessandro Polizzi
PERUGIA – Dovrebbero arrivare martedì alla cancelleria della Corte di Cassazione le carte del ricorso presentato da Riccardo Menenti, condannato all’ergastolo in appello per l’omicidio di Alessandro Polizzi e scarcerato il 10 gennaio per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare. Nelle ultime ore la Suprema Corte aveva diffuso una nota precisando di non aver potuto fissare l’udienza del processo a causa del mancato invio del fascicolo da parte della Corte di Appello di Firenze. Ora si apprende che il fascicolo è stato trasmesso dalla Corte di appello e viene previsto che domani sia nella disponibilità della Suprema Corte. La scarcerazione di Menenti ha provocato la dura reazione dei familiari di Polizzi, che venerdì scorso a Roma, davanti alla Corte di Cassazione, hanno protestando, esponendo le foto di Alessandro con il volto tumefatto. Sulla vicenda, inoltre, è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha disposto un’ispezione sulla scarcerazione per decorrenza dei termini, dopo che la mamma della vittima gli aveva scritto una mail.

Le date Il processo di primo grado per l’uccisione di Polizzi risale al 14 maggio 2014 mentre la sentenza della Corte d’Assise riporta la data del 27 aprile 2015. A Riccardo l’ergastolo, mentre a Valerio 27 anni per concorso nell’omicidio di Alessandro e il tentato di Julia Tosti. L’appello del 30 giugno del 2016 ha confermato ergastolo per Riccardo, mentre la pena per Valerio è scesa da 27 a 18 anni. Ma la Cassazione il 24 gennaio del 2018 ha annullato la sentenza d’appello di Perugia rinviando il fascicolo a Firenze per l’appello bis: il 19 giugno del 2019 i giudici hanno confermato l’ergastolo a Riccardo con isolamento diurno e 16 anni al figlio. Per Valerio i termini di custodia sono scaduti pochi giorni prima della sentenza ed è quindi fuori dal carcere. Per entrambi, da parte dei legali c’è il ricorso, in Cassazione. In attesa della sentenza definitiva, sono scaduti anche i termini per Riccardo. Adesso sono entrambi in libertà.

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