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Perugia, nuova disciplina delle società pubbliche: un convegno a Villa Umbra

La nuova disciplina delle società pubbliche, ed il relativo testo unico, saranno gli argomenti al centro di un convegno organizzato, per lunedì 24 ottobre alle ore 9, dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica

PERUGIA – La nuova disciplina delle società pubbliche, ed il relativo testo unico, saranno gli argomenti al centro di un convegno organizzato, per lunedì 24 ottobre alle ore 9, dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica. L’apertura dei lavori della giornata, presieduta da Antonio Bartolini, assessore alle Riforme, Innovazione e agenda digitale della Regione Umbria, sarà tenuta da Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola.
La relazione introduttiva di Giulio Napolitano, avvocato, professore ordinario di diritto amministrativo nell’Università degli Studi di Roma Tre, dipartimento di giurisprudenza, illustrerà i problemi gius-economici della società pubbliche e ragioni di una disciplina speciale. Seguiranno gli interventi di Giorgio Vercillo, avvocato, dottore di ricerca presso l’Università di Perugia, Antonio Giuseppone, procuratore regionale della Corte dei conti per l’Umbria e Roberto Camporesi, dottore commercialista, revisore legale, consulente di società d public utilities ed enti pubblici. I docenti approfondiranno le molteplici novità del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, in particolare saranno analizzati i profili istituzionali; responsabilità e ruolo della Corte dei Conti e profili operativi.
Il seminario – fanno sapere dalla scuola – è rivolto a dirigenti ed amministratori degli enti pubblici e delle società partecipate.

La riforma Il “Nuovo Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica” rappresenta, nel panorama normativo nazionale, il primo tentativo di disciplina organica del fenomeno societario pubblico, dopo che gli interventi normativi succedutisi nel tempo sono stati, troppo spesso, il frutto di decisioni contingenti, scaturite da situazioni emergenziali, non sorrette da una visione unitaria e sistemica. Tutto ciò ha comportato l’emergere di alcuni elementi degenerativi, quali l’abuso delle società partecipate. L’aumento e la diversificazione dell’utilizzo e nell’utilizzo dello strumento societario, senza solide basi normative di riferimento, quasi al di fuori, quindi, di ogni possibile controllo, non poteva non spingere il legislatore ad intervenire in modo significativo in questo settore. È questo lo scopo del TUSP che prende in considerazione sia le tipologie di società pubblica (che deve essere o una s.r.l. o una s.p.a.), il tipo di servizio, le modalità del controllo sulle società c.d. in house (ora disciplinato anche nella forma del controllo congiunto di più amministrazioni, all’art. 2, recependo la direttiva appalti comunitaria 2014/24/UE) e affronta l’analisi delle motivazioni che spingono la pubblica amministrazione a esplicitare, in modo preciso ed esaustivo, le ragioni per le quali intenda costituire o mantenere una partecipazione societaria. Tale onere comporta una maggior responsabilità per l’ente, posto che le delibere debbano essere inviate alla Corte dei Conti. Significative anche le disposizioni di cui all’art. 11, che fissa la regola dell’amministratore unico con precise determinazioni riguardanti il compenso e la convertibilità dell’incarico, così come quelle di cui all’art. 20 che, letto in uno con l’art. 24, riprende un tema già più volte preso di mira dal legislatore, ovvero quello della consistente riduzione e del miglior utilizzo delle tante società partecipate che risultino essere “scatole vuote” o semplicemente di dimensioni troppo contenute per giustificarne l’esistenza e i relativi costi. La revisione degli statuti delle società, imposto dal testo unico, offre l’occasione per riferirne la mission delle società con alcune novità molto importanti. La giornata intende pertanto offrire un momento di approfondimento e di analisi di queste ed altre complesse tematiche che la nuova normativa ha introdotto, nel più ampio quadro della Delega al Governo in tema di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.

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