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Norcia, sequestrati i parcheggi di Castelluccio: ora tocca a Procura e Corte dei conti

Cronaca e Attualità

Norcia, sequestrati i parcheggi di Castelluccio: ora tocca a Procura e Corte dei conti

Redazione
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La fioritura nella piana di Castelluccio

FOLIGNO – La polemica è servita: sono stati sequestrati i parcheggi per auto e camper di Castelluccio di Norcia. Il provvedimento è stato disposto dal commissario gli usi civici di Lazio, Umbria e Toscana di fronte al quale è in corso un procedimento avviato a seguito delle richiesta di informazioni formulata l’anno scorso da parte delle associazioni ambientaliste Mountain Wilderness e Gruppo d’intervento giuridico in relazione al provvedimento con cui il sindaco Nicola Alemanno ha istituito le aree di sosta. L’ordinanza di sequestro interessa i terreni a usi civici individuati come parcheggi tanto nel Pian Grande e nel Pian Perduto del Castelluccio, i sigilli sono stati apposti dagli uomini della Forestale.

Il magistrato speciale ha anche trasmesso tutti gli atti alla procura della Repubblica di Spoleto e a quella regionale della Corte dei Conti al fine di vagliare sia eventuali ipotesi di reato di tipo ambientale che l’eventuale danno erariale. In aula si tornerà il prossimo 10 ottobre per una nuova udienza del procedimento di fronte al commissario chiamato a decidere dagli ambientalisti sulla legittimità dei parcheggi e delle aree di sosta camper.

Gli ambientalisti Inutile dire che Mountain Wilderness e Gruppo d’intervento giuridico esprimono «soddisfazione per la recente decisione del commissario, auspicando con forza il necessario sforzo congiunto da parte di tutte le amministrazioni pubbliche competenti per evitare la perdita di naturalità dello straordinario patrimonio ambientale rappresentato dai Piani di Castelluccio, che provvisoriamente si potrebbero raggiungere istituendo parcheggi temporanei ai punti di accesso serviti con bus navetta». Esulta anche il consigliere regionale del M5s, Andrea Liberati: «L’irregolarità amministrativa di Regione e Parco nazionale ci sembra molto grave, così come opinabili sono le motivazioni addotte dall’ordinanza del sindaco che rincorre il problema, ma oggi è arrivata la sentenza del commissario che rimette i puntini sulle ‘i’, ripristinando la legalità e con essa il rispetto ambientale dovuto alle aree naturali».