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Norcia, Landini: “Se non si ricostruisce subito c’è il rischio spopolamento”

Cronaca e Attualità Foligno Spoleto

Norcia, Landini: “Se non si ricostruisce subito c’è il rischio spopolamento”

Redazione
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Landini a Norcia
NORCIA – “Se non sveltiscono le procedure per ricostruire aumenta il rischio spopolamento”. Le parole sono del segretario generale della Cgil Maurizio Landini che, sabato, insieme alla vice Gianna Fracassi è stato a Norcia e a Spoleto nell’ambito degli incontri che il sindacato sta organizzando nei luoghi del sisma. Landini ha parlato di un terremoto che ha dato “una bella ‘botta’” all’occupazione del territorio e “se non riparte la ricostruzione non è pensabile nemmeno crearla. Parte della gente già se ne è andata e se non sveltiscono le procedure per ricostruire aumenta il rischio spopolamento”. Secondo il segretario poi, a proposito dei lavori fatti c’è una contraddizione quando si dice che sono più quelli dei privati che del pubblico, pur essendoci le risorse finanziarie. Questo succede perché i decreti attuativi non ci sono ancora e perché le procedure non sono state ancora snellite”. Preoccupazione c’è anche per i precari che lavorano negli uffici tecnici della ricostruzione: “Se i contratti non vengono rinnovati – ha detto Landini sul punto – si rischia di perdere delle competenze acquisite”.

 

Territori Nel corso degli ultimi tre giorni il tour della Cgil ha toccato anche Marche, Abruzzo e Lazio. “Credo che prima di tutto in questi territori – ha detto – ci sia bisogno di ricostruire speranza, perché quello che abbiamo avvertito in tre giorni di viaggio nelle zone del cratere è il rischio concreto che la rassegnazione prevalga”. Sabato a incontrare il segretario (all’interno della Camera del Lavoro costruita dopo il sisma e divenuta in breve tempo luogo di aggregazione e incontro) è stato anche il comitato Rinascita Norcia, secondo il quale “la vera grande opera, la ricostruzione, cioè il cantiere più grande d’Europa, è bloccata”. “Ci sentiamo cittadini di serie c – hanno detto i rappresentanti del comitato a Landini – perché non abbiamo più servizi e la ricostruzione dell’ospedale, come delle scuole è ancora ferma al palo. Così siamo costretti a pagare una tassa aggiuntiva, dovendoci spostare per qualsiasi cosa a Spoleto, oppure a Foligno o addirittura a Perugia”.

Spopolamento In un comunicato si parla di “scuole in condizioni precarie e museo della Castellina inutilizzato. Il centro assistenza anziani senza futuro. La viabilità ancora precaria. Le attività economiche chiudono – spiega il comitato – o sono in grave difficoltà, con conseguente contrazione di innumerevoli posti di lavoro. Le chiese i beni culturali i cimiteri, ancora in balia degli agenti atmosferici. Difficoltà nel garantire la sicurezza per carenza di organici. I centri di aggregazione inutilizzabili. Queste sono solo alcune delle tante situazioni che ancora non trovano né attenzione e né soluzione. Le promesse non mantenute – prosegue il comitato – e le inefficienze di chi invece dovrebbe risolvere i problemi, non sono più tollerabili. A quasi tre anni dal sisma, ci aspetta lo stesso destino dell’Aquila? Siamo stati dimenticati e abbandonati dalle istituzioni”.

Richieste La richiesta rivolta alla Cgil è dunque quella di riaccendere i riflettori sulle popolazioni terremotate. “Ed è proprio quello intendiamo fare – ha detto Landini – lo abbiamo detto anche ai sindaci che abbiamo incontrato in questi giorni, compreso il sindaco di Norcia: la Cgil è pronta a farsi portavoce delle istanze di questi territori nei confronti del governo, chiedendo subito l’apertura di un confronto che restituisca voce alle popolazioni colpite. E se necessario – ha aggiunto il segretario Cgil – siamo anche pronti ad organizzare una mobilitazione, a Roma, che coinvolga tutti i cittadini terremotati per chiedere provvedimenti che possano accelerare la ricostruzione”.

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