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Norcia, i terremotati scrivono al Governo: “Bene il ponte di Genova, ma ora sistemate le nostre strade”

Cronaca e Attualità Foligno Spoleto

Norcia, i terremotati scrivono al Governo: “Bene il ponte di Genova, ma ora sistemate le nostre strade”

Redazione
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NORCIA – “Il 3 agosto 2020 è stato inaugurato il nuovo Ponte di Genova. Un’opera di cui dobbiamo essere orgogliosi come italiani per la rapidità e la qualità con cui è stata realizzata. Per noi terremotati purtroppo è un motivo di rabbia e preoccupazione pensando alla situazione di stallo di tutte le opere pubbliche che interessano Norcia e l’intera zona”

Comitato Il comitato rinascita Norcia non la manda a dire ed in una lunga lettera al Commissario per la ricostruzione Legnini, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Regione, e ai Comuni degli epicentri sismici del 2016. segnala la situazione di stallo ed una serie di criticità anche viarie nelle zone di montagna.Si tratta di interventi in parte già finanziati e autorizzati negli anni passati e che potrebbero essere un volano di ripresa economica per la Valnerina

“Si parla di chiudere -scrivono – nuovamente il tratto della S.S. 685 Tre Valli Umbre tra Norcia e Arquata del Tronto per fare i lavori di messa in sicurezza di alcune opere infrastrutturali e tecnologiche che inspiegabilmente non sono state fatte in contemporanea durante gli anni di chiusura post sisma, mentre si eseguivano i lavori di riparazione della galleria S. Benedetto. Sta’ di fatto che dopo quattro anni dal sisma abbiamo, su questo tratto di strada, semafori e sensi unici alternati di marcia”

Non ci sono alternative. Il Comitato sottolinea come in questi quattro anni non si sia operato per trovare soluzioni a questa strada: “Per esempio, si poteva pensare all’allargamento del tratto bivio di S. Scolastica- galleria San Benedetto, o la variante all’attraversamento dell’abitato di Serravalle di Norcia, tratti stradali dove non è consentito il transito simultaneo di due mezzi
pesanti, opere già dotate di progetti condivisi con il Parco Nazionale e l’Anas. Stiamo parlando di una strada che obbligatoriamente debbono attraversare i pulman dei pellegrini per recarsi nella terra di San Benedetto e Santa Rita cioè del secondo Santuario Devozionale d’Italia. Oppure della variante in galleria di alcuni tratti di strada tra Biselli e la galleria di Triponzo, opera progettata e finanziata dopo il terremoto del 1997 che causò seri danni e isolò la nostra zona per due mesi. Opera mai realizzata, preferendo, come in questo dopo sisma, di fare interventi tampone che non risolvono definitivamente questo secolare problema”

Galleria. E proseguono: “La soluzione in galleria oltre a dare finalmente una soluzione definitiva al problema delle frane in caso di sisma, sarebbe una soluzione anche per il completamento della pista ciclabile sull’ex ferrovia SpoletoNorcia che il quel tratto potrebbe utilizzare l’attuale sede stradale invece di spendere soldi per ricostruire la serie di ponti sul fiume corno, smantellati nel 1968 al momento della chiusura della ferrovia”

Occasione persa. Il Comitato segnala come “Il dramma del sisma poteva essere l’occasione per modernizzare il nostro sistema viario” e cita le situazioni criticche come il completamento della SS 685 Tre Valli nell’intero tratto che va dalla SS.4 Salaria alla E 45, superando i numerosi tratti pericolosi, come le gallerie non a norma europea. “Purtroppo nel recente Decreto Semplificazione, tra le opere in programma c’è solo la modernizzazione della S.S.4 Salaria, una decisione che ci rende felici, ma che allo stesso tempo ci preoccupa perché esclude dagli interventi la modernizzazione delle altre strade”.

Provinciali. Il comitato si sofferma poi sulla situazione delle strade provinciali, in particolare su una: “La S.P. 476 che collega da una parte Norcia a Preci e Visso, strada importante in caso di emergenza, quando si ripete la chiusura la SS.685 Tre Valli, ma anche perché porta all’abbazia di Sant’ Eutizio. Una strada che però ha un punto critico ogni volta che c’è un terremoto, l’attraversamento della frazione di Piedivalle. E’ dal sisma del 1997 che c’è un progetto di variante ma non viene mai realizzato”.

 

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