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Perugia, non risponde ad un sms: “succhiati” 40 euro di credito

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Perugia, non risponde ad un sms: “succhiati” 40 euro di credito

Redazione
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PERUGIA – Navigare in mare e in rete è facilissimo, ma occhio ai costi. Un perugino, ad esempio, si è trovato a pagare molto di più la connessione dati nel corso della traversata verso la Sardegna che il biglietto del traghetto.

Il servizio “TIM In Nave” prevede una tariffazione per telefonate, sms e traffico dati a 2 euro al minuto (con scatto alla risposta di 50 centesimi per le chiamate fatte e senza scatto per quelle ricevute); sms verso tutti secondo quanto previsto dal proprio piano tariffario nazionale; connessione internet a 1,80 cent/kb. Utilizzando la promo TIM In Nave in roaming (con gli operatori marittimi Onwaves, MCP o On Marine), invece, le chiamate effettuate costano 3,02 euro al minuto, senza scatto alla risposta; quelle ricevute a 1,92 euro al minuto, con scatto di 16,13 centesimi; sms verso tutti a 89,74 cent; traffico Internet a 2,02 cent/kb. Un servizio utile per chi vuole sempre essere connesso, ma poco chiaro, nei confronti del consumatore, per quanto riguarda l’attivazione: non c’è bisogno di alcuna procedura, basta lasciare accesa la connessione dati del proprio cellulare e anche in mare aperto si scarica la posta, si aggiornano i social network. Insomma si consumano giga e minuti. Chi non è interessato all’uso dei servizi di telefonia, quindi, deve disattivare la connessione dati ed evitare di usare chiamate e sms. Il servizio si disattiva quando si lascia la nave.

Per ovviare alle tante proteste per l’attivazione senza avvertimento, è stato introdotto l’invio di sms con il quale si avverte l’utente che si deve connettere al sito Tim e disattivare il servizio. Anche così, però, non va bene. La contestazione arriva dall’avvocato Maria Santucci, presidente di Konsumer Umbria, che assiste un perugino che si è visto scalare i credito del cellulare di 40 euro per due mail. Da qui l’intenzione di rivolgersi all’Agcom: «In data 5 agosto, sulla tratta Olbia-Civitavecchia (Traghetto Bithia), Tim@sea ha indebitamente prelevato dall’utenza intestata al mio Assistito la somma pari ad 40 euro, in maniera automatica senza che nessun consenso sia stato mai prestato al cambiamento di fornitore da TIM a TIM@sea (TIM in nave). In particolare, ricevendo il Sig. xxxx automaticamente la posta elettronica in modalità push, all’arrivo di n. 2 mail è stata addebitata la predetta cifra (€ 40,00) per un servizio mai autorizzato e di cui lo stesso ignorava addirittura l’esistenza». Un argomento non nuovo per l’Agcom che in più occasioni ha avviato un procedimento per accertare le responsabilità dei gestori nell’attivazione di servizi non richiesti.

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