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Nocera, nella casa di riposo ‘autogestita’, gli anziani battono il Covid, ma non la Asl: arriva lo sfratto

Cronaca e Attualità

Nocera, nella casa di riposo ‘autogestita’, gli anziani battono il Covid, ma non la Asl: arriva lo sfratto

Redazione
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NOCERA UMBRA – Lo sfratto, in piena pandemia. La burocrazia contro il buonsenso. Le spese che aumentano perchè lo dice un regolamento, nonostante dall’altra parte lo stato spenda zero. La casa di riposo ‘autogestita’ da una comunità di anziani di Nocera Umbra, attraverso una associazione, dovrà chiudere, perchè i locali sono della Asl, che ha deciso di venderli o affittarli. I 14 ospiti della casa, tutti anziani fra i 77 ed i 95 anni, saranno smistati in altre case di riposo della regione oppure portati in una struttura a fianco, sempre della Asl, già fatiscente, che però è destinata ad anziani autosufficienti e quindi deve sottostare a regole che faranno lievitare i costi e abbassare la qualità del servizio.

“Le Iene”, il programma di Italia Uno, si era occupato della struttura a Febbraio, lunedì è tornato sul posto, dopo che la Asl ha inviato formalmente la lettera di sfratto. Fra le motivazioni, ci sarebbe il sovraffollamento: in casa sarebbero infatti 14 invece  che 10.

La vicenda.  I nonni abitano in uno dei quattro padiglioni di una struttura dell’Usl, qui ognuno vive in una stanzetta. Hanno le loro badanti che li aiutano nelle varie incombenze e a preparare da mangiare. A gestire la struttura, da quando il Comune ha deciso di abbandonarla per i troppi costi,  è un’associazione di cittadini. Il mantenimento di questa struttura costava 316000 euro: 200000 a carico del Comune e il restante suddiviso tra gli ospiti, ora al costo di 140.000 ne ospita 14.Tutti soldi degli anziani, che con quelli pagano anche le badanti che li assistono e la cuoca. A capo dell’associazione, il marito di una delle residenti. Non tutti, fra l’altro, hanno bisogno di assistenza. “Nessuno è nemmeno venuto a vedere modello qui”, spiega l’associazione.

Registrati Non solo. In questi giorni di pandemia da Coronavirus, nella residenza non si sono registrati casi di contagio: i tamponi hanno dato esito negativo, proprio perchè l’esiguo numero di ospiti consente un controllo migliore. Ma questo, evidentemente, non basta. Nonostante il costo zero per la Asl e la completa autogestione – che ha persino migliorato la struttura: gli anziani hanno rifatto a loro spese l’impianto di riscaldamento- la Asl ha inviato loro lo sfratto: “In quella struttura non possono stare – ha spiegato il commissario Massimo De Fino – andassero in un albergo o in una struttura privata, quella è una struttura privata della Asl, che verrà alienata o affittata. Se vorranno, potranno tornarci dopo, ma adesso devono andarsene”.

In strutture protette, o in quella casa della Asl a fianco, dove però avrebbero operatori che cambiano e costi che si alzeranno: “Dovrebbero essere già andati via”, risponde De Fino- E quando gli si fa notare che la loro gestione, che ha migliorato la struttura è un modello, De Fino risponde: ” Per me il modello da seguire è quello previsto dalla normativa”. Il servizio è consultabile a questo link dove trovate anche una petizione per chiedere che non vengano spostati.

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