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Neonato trovato morto, l’autopsia conferma: era vivo quando è stato abbandonato nel sacchetto

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Neonato trovato morto, l’autopsia conferma: era vivo quando è stato abbandonato nel sacchetto

Redazione
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Il luogo dove è stato ritrovato il corpo del piccolo (foto Ansa)

TERNI– Una scoperta terribile quella di stasera attorno alle 20.  Un neonato è stato trovato morto all’interno di un sacchetto di plastica rinvenuto nel parcheggio di un noto hard discount in zona Borgo Rivo, vicino ad una siepe. Sul posto è intervenuta la polizia con la squadra volante, la squadra mobile e la polizia scientifica. Il neonato era nudo all’interno della busta, partorito da poche ore hanno stabilito i primi accertamenti medico-legali eseguiti sul posto. Non è chiaro se fosse vivo quando è venuto alla luce e perché eventualmente sia morto. Tutti particolari che gli inquirenti accerteranno nelle prossime ore. La zona del ritrovamento è stata delimitata dalla polizia scientifica che ha repertato vari oggetti ora al vaglio degli investigatori. Sono state sentite diverse persone ed è praticamente sicuro che la polizia abbia esaminato le immagini delle telecamere che si trovano nella zona, così come verifiche sono state svolte negli ospedali della zona per capire se qualche donna si sia recata al pronto soccorso con sintomi che lascino pensare a un parto. Al vaglio ovviamente le immagini di sicurezza. Il piccolo era avvolto anche in uno straccio. Gli investigatori hanno iniziato a vagliare l’elenco delle donne partorienti al nosocomio di Terni e acquisito le immagini delle telecamere nella zona del supermercato.

Giovane Le indagini sembrano aver dato esito positivo: la madre sarebbe una donna ternana di 27 anni in gravi difficoltà economiche, che è già stata interrogata diverse ore in Questura. A lei, a quanto sembra, dli inquirenti  sarebbero arrivati  attraverso uno scontrino ritrovato dalla polizia di Stato. Il bimbo sarebbe stato lasciato lì qualche giorno prima.

Accusa In base a quanto si apprende la ventisettenne, già madre di una bambina di 2 anni, ha riferito di aver partorito da sola nel bagno della sua abitazione giovedì mattina, tra le 8 e le 9, per poi abbandonare il piccolo, intorno alle 11, dopo esser giunta nel supermercato per fare spesa insieme al compagno. Quest’ultimo sarebbe al momento estraneo alla vicenda, all’oscuro anche della gravidanza, ma sono in corso ulteriori accertamenti. Il neonato – è emerso ancora dall’interrogatorio – sarebbe stato ancora vivo al momento in cui è stato lasciato nel parcheggio. La giovane è in stato di fermo, con l’accusa di infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale.

Interrogatorio Durante il lungo interrogatorio di sabato pomeriggio, davanti al sostituto procuratore Barbara Mazzullo, avrebbe ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver agito per questioni economiche in quanto, già mamma di una bimba di due anni, non sarebbe stata in grado di mantenere un secondo figlio insieme al suo compagno. La ventisettenne – assistita dall’ avvocato Alessio Pressi – avrebbe partorito da sola, nel bagno della sua abitazione, tra le 8 e le 9 di ieri mattina. Sempre da sola avrebbe tagliato, nel bidet, il cordone ombelicale. Due ore più tardi, intorno alle 11 – sempre stando al suo racconto, di cui alcune parti sono ancora da chiarire – si sarebbe poi recata insieme al compagno al supermercato per fare spesa e in quell’ occasione avrebbe abbandonato il bimbo, ancora vivo, dentro una busta lasciata nell’ aiuola che costeggia il parcheggio. Nei confronti dell’ uomo – che sarebbe stato anche all’ oscuro della gravidanza, così come la famiglia della giovane – non sarebbero stati presi al momento provvedimenti, ma sono in corso ulteriori accertamenti da parte degli investigatori per capire il suo ruolo. Ulteriori elementi si attendono anche dall’ autopsia sul corpicino del piccolo, che si terrà domani mattina presso l’ Istituto di Medicina legale del Santa Maria di Terni.

Autopsia L’autopsia eseguita sabato mattina dal professor Mauro Bacci all’istituto di Medicina legale del Santa Maria, conferma: al momento dell’abbandono, il piccolo era vivo. L’ipotesi è che il piccolo appena venuto al mondo sia deceduto per soffocamento. A coordinare le indagini della polizia è il sostituto Barbara Mazzullo. Ancora da definire la data della udienza di convalida dell’arresto.

Sgomento Sul luogo del ritrovamento del corpicino, intanto, c’ è sgomento e commozione non solo tra i clienti e dipendenti del supermercato, oggi tornato alla sua normale attività. Una bimba ha lasciato un fiore bianco, lo stesso ha fatto poco dopo una donna che lavora nello stesso supermercato. “È una tragedia frutto della disperazione e dell’ ignoranza”, ha commentato il papà della piccola con la voce rotta dall’ emozione. “È una cosa da brivido, notizie simili nel 2018 non si possono sentire”, i commenti di altre persone.

Ospedale: si può partorire in anonimato. In relazione al fatto, la dottoressa Maria Antonietta Bianco, capo ostetrica dell’ospedale Santa Maria di Terni ricorda che  “la legge italiana garantisce il diritto della donna di partorire in anonimato, consentendo alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è venuto alla luce (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) affinché sia assicurata l’assistenza e la tutela giuridica sia della madre sia del bambino” “Siamo naturalmente molto addolorati sia per la mamma, probabilmente lasciata sola nella disperazione, – commenta la dottoressa Bianco – sia per il neonato, che poteva salvarsi e vivere in una famiglia. Purtroppo ancora troppe donne non sanno che in ogni punto nascita italiano è possibile partorire in anonimato perché la legge tutela sia loro sia i propri figli. Rispetto alla nostra esperienza le donne che hanno fatto questa scelta sono pervenute al nostro ospedale talvolta seguite dai servizi sociali ed altre volte spontaneamente. L’ultimo caso lo abbiamo avuto nel 2016”.

Normativa In Italia oltre alla possibilità di lasciare i neonati eventualmente non nati in ospedale nelle culle termiche (in Umbria sono presenti all’ospedale di Città di Castello e al residence Chianelli presso l’ospedale di Perugia), la normativa vigente garantisce la tutela dell’anonimato della partoriente in ogni ospedale del territorio nazionale. “In particolare – spiega la dottoressa Bianco – l’ultimo DPR 396/2000 Art. 20 comma 3 (dichiarazione di nascita) prevede che la mamma può non riconoscere il proprio figlio e lasciarlo in ospedale affinché siano assicurate l’assistenza e la tutela giuridica ad entrambi. La procedura che si attiva è la seguente: al momento della redazione dell’attestato di nascita l’ostetrica scrive ‘donna che non consente di essere nominata’ e si attivano tutte le procedure attraverso la direzione sanitaria che, a sua volta, segnalerà l’evento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni affinché si possa aprire il procedimento di adottabilità”. Al neonato viene così garantito il diritto di vivere, crescere ed essere educato, mentre il nome della madre resterà sempre segreto nel rispetto della sua volontà.

 

 

 

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