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Nella fase 2 funerali con termoscanner, comunione senza contatti e sanificazioni

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Nella fase 2 funerali con termoscanner, comunione senza contatti e sanificazioni

Redazione
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Un cimitero di Perugia
Un cimitero di Perugia

PERUGIA – Misurazione della temperatura corporea. Cambia la distribuzione dell’ostia. E sanificazioni a raffica. Queste alcune delle misure definite dalla Conferenza episcopale italiana, con una nota completamente firmata dal segretario generale Stefano Russo e inviata a tutti i parroci di Italia in vista della fase 2. Da lunedì 4 maggio, infatti, i sacerdoti potranno tornare a celebrare i funerali, possibilmente all’aperto, e rigorosamente con non più di 15 partecipanti, che dovranno rispettare il distanziamento sociale di un metro, così come previsto dal dpcm firmato domenica scorsa dal presidente Giuseppe Conte. In particolare, per la misurazione della temperatura dovrà essere un addetto alla sicurezza a procedere all’esame con un termometro digitale o con un termo scanner. Il controllo sarà necessario per il funerale celebrato sia all’aperto che in chiesa, così da bloccare chi ha una temperature superiore a 37,5 gradi.

Cambia l’eucarestia Come detto cambia la distribuzione dell’eucarestia: non saranno infatti i fedeli a raggiungere il celebrante, ma il contrario, con il parroco che, oltre a dover avere le mani pulite, è chiamato a indossare la mascherina a protezione di naso e bocca. Durante la comunione, questa la procedura, il parroco raggiungerà i fedeli, collocati in maniera tale da rispettare il distanziamento sociale, per distribuire l’eucarestia, porgendola nelle mani dei fedeli senza venirne a contatto.

Sanificazioni Sollecitata anche la sanificazione, con le chiese che devono essere igienizzate regolarmente, mediante pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica, mentre al termine di ogni celebrazione occorre favorire il ricambio dell’aria, fermo restando che se le chiese hanno spazi contigui all’aperto i parroci sono invitati a prendere in considerazione la possibilità di celebrare le esequie all’aperto, mentre in assenza, il segretario generale della Cei, indica le aree cimiteriali come alternativa. Ai sacerdoti viene anche  raccomandato di indicare l’obbligo di rimanere a casa in caso di temperatura corporea oltre i 37,5 gradi o di altri sintomi influenzali e pure di non accedere alla chiesa e di non partecipare alle celebrazioni esequiali se sono presenti sintomi di influenza o in caso di contatto con persone positive al Covid-19 nei giorni precedenti.

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