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Nella battaglia elettorale in riva al Trasimeno il Pd scommette sui giovani leoni per non andare al tappetto

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Nella battaglia elettorale in riva al Trasimeno il Pd scommette sui giovani leoni per non andare al tappetto

Pinocchio
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I candidati alle primarie Pd di Castiglione del Lago Meloni, Spadoni e Burico

PERUGIA – Oh Lago Trasimeno non ci tradire anche tu! L’invocazione dal tono epico ormai in casa democrat va sempre di più somigliando a un esercizio tra l’autocoscienza e la pratica divinatoria. E d’altronde, da diverse settimane nelle stanzette della segreteria regionale di via Bonazzi a Perugia, circola la seguente analisi fatta a fil di voce da diversi dirigenti: “Foligno siamo in partita, forse anche a Orvieto se non litighiamo ma se al Lago Trasimeno non facciamo argine siamo davvero messi male. Anche perché a Perugia le cose non sembrano andare per il verso giusto…”. Ecco che allora quei sette comuni intorno al Lago diventano improvvisamente una linea Maginot contro lo sfondamento delle truppe di centrodestra e argine alle paure che si fanno sempre più avanti in maniera minacciosa. Il segretario regionale Bocci in queste settimane è andato in giro per circoli e riunioni con una missione: lenire e ricucire, sedare e lenire. I tempi della guerra per bande sono finiti: le bande sono diminuite di numeri e anche la messe di voti non è più quella di un tempo. E allora quei sette Comuni al voto diventano oro che luccica: Castiglione del Lago, Magione, Tuoro, Città della Pieve, Panicale, Paciano e Lisciano Niccone. Se si rimediano sberle anche qui, meglio alzarsi dal tavolo e lasciar perdere. Dopo lo sfregio rimediato alle Politiche di marzo tutti nel Pd sembrano camminare sopra un manto di chiodi: acrobazie e speranze, giri di parole e timori. Bocci e la presidente Marini si sentono e vedono minimo una volta a settimana per fare il punto della situazione, il responsabile Organizzazione Giulietti ha ricominciato ad attaccarsi al telefono per capire e rassicurare, smussare e incoraggiare. “O ci salviamo tutti o andiamo tutti a fondo e l’Umbria ci ricorderà come i capitani del naufragio elettorale”, si è lasciato sfuggire giorni fa lo stesso Giulietti parlando con un candidato a sindaco. Il quadro è questo e ora nel particolare vediamo che succede nei rispettivi accampamenti.

Castiglione Nella perla di Castiglione del Lago Giampiero Bocci avrebbe evitato molto volentieri le primarie a Castiglione del Lago tra Matteo Burico, Alessio Meloni e Mariella Spadoni: ma non c’è stato verso perché la guerra decennale interna non ha dato spazi di manovra. Ora, senza dirlo, in molti auspicano la vittoria del giovane Burico e di chiudere per sempre un capitolo. Il ragazzo d’altronde ha dato subito prova di saperci fare tenendo a bada il sindaco uscente Sergio Batino che non lo ama e stipulando con quello di “Progetto democratico” che per anni hanno fatto la guerra proprio a Batino. Ruggini e vecchi rancori. Per far stare tutti buoni alla fine anche chi perderà le primarie sarà candidato come a dire “non fatevi troppo male”. Il centrodestra da queste parti deve scegliere tra Francesca Traica di Fratelli d’Italia e il leghista Paolo Terrosi e non sembra facile.

Magione Il sindaco uscente Giacomo Chiodini è uno di quei giovani leoni (con il collega Betti di Marsciano, Pasquali di Passignano e Burico) su cui tutti puntano per il futuro. Ma ora bisogna vincere ed è per questo che qui il centrodestra pur di stare in partita è disposto a mettersi insieme alle truppe grilline e candidare a sindaco Michele Carrozza. Chiodini ostenta tranquillità e cerca di sedare piccole beghe interne alla coalizione. Si vedrà che numero esce.

Tuoro e Piegaro Dalle parti di Tuoro l’uscente Patricia Cerimonia e dovrebbe vedersela o con Elena Miniarono o Thomas Fabilli. La partita è aperta al di là delle rassicurazione e degli auspici. A Piegaro il sindaco uscente Roberto Ferricelli se la vedrà con Augusto Peltristo: anche qui non poca incertezza sull’esito finale della disputa.

Città della Pieve Il sindaco uscente Fausto Scricciolo non ha ancora detto una parola chiara sulla sua ricandidatura ma il bis sembra nei fatti anche se all’interno non mancano gli oppositori. Il centrodestra per il momento non ha dato segni di vita e questo non aiuta la presa di un fortino elettorale di colore rosso considerato fino a poco tempo inespugnabile.

Panicale e Lisciano A Panicale e Liscano Niccone il centrosinistra torna a puntare sui sindaci uscenti Giuliano Cherubini e Gianluca Moscioni mentre il centrodestra deve ancora capire sul quali cavalli puntare.

Centrodestra  Ma un punto di riflessione lo merita anche il centrodestra. E’ chiaro che essendo stato per molti anni in consiglio comunale e in Giunta a Passignano l’attuale senatore della Lega, Luca Briziarelli avrà l’ultima parola su molte candidature a sindaco che verranno effettuate dal centrodestra nel comprensorio. Ma il problema, ormai davanti agli occhi tutti con l’arrivo dell’onorevole Saltamartini spedita a Terni da Matteo Salvini, è che nella Lega di questi tempi si fa fatica a capire chi comanda. Tra gli onorevoli Marchetti, Caparvi, Tesei e lo stesso Brizziarelli corre buon sangue solo in apparenza. Ma sotto il pelo dell’acqua sono sgambetti e botte da orbi. Fisiologico come in ogni partito? Può darsi ma in alcuni casi si esagera. Tanto che i vari sponsor del sindaco di Montefalco e senatore Donatella Tesei dovrebbero essere molto più cauti nel dire in giro che la signora è già di fatto candidata alla presidenza della Regione. Nel centrodestra, Lega inclusa, si sono subito messi a rullare i tamburi di guerra. E forza Italia? Basta avere come bandiera il sindaco di Perugia Andrea Romizi e poi lasciare mano libera agli alleati su tutto il territorio. E Fratelli d’Italia? si accontenta di fare l’ospite o invece farà sentire la sua voce? Interrogativi di non poco conto. Dalla partita elettorale in riva al Lago in tanti si aspettano risposte. E da vedere di quale genere.

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