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Nel Pd ternano nasce una nuova ‘corrente’, molti ex Pci e qualche prima crepa

Politica

Nel Pd ternano nasce una nuova ‘corrente’, molti ex Pci e qualche prima crepa

Andrea Giuli
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L'ingresso della sede del Pd di Terni

TERNI – Per carità, non chiamatelo gruppo di pressione, corrente, conventicola, lobby di potere. Piuttosto, laboratorio di idee. Anche se, in tutta franchezza, ad una corrente politica ci assomiglia tanto, magari per preparare un prossima, importante candidatura alla poltrona di primo cittadino di Terni; magari, per presidiare una generica area di sinistra, ormai malconcia nel partitone renziano.

La neo “corrente” Sta di fatto, che una serie di dirigenti e amministratori (attuali ed ex) del Pd ternano – la grandissima parte tutti orfani del Pci-Pds) hanno costituito un “circolo”; sì, insomma, un gruppo di discussione politica. Peccato che sia tutto interno al Pd. E i nomi dei firmatari non sono certo trascurabili: Sonia Berrettini, ​ Francesco Boria, Stefano Bucari, Sergio Catanzani, Stefania Cherubini, Francesco Cimino, Sandro Corradi, Sandro Corsi, Andrea Delli Guanti, Emilio Giacchetti, Giancarlo Giovannetti, Mattia Nannurelli, Francesca Olivieri, Maria Grazia Proietti, Gianluca Rossi, Sergio Sbarzella, Pierluigi Spinelli.

Il manifesto “Siamo un insieme di donne e uomini che – recita il ‘manifestino’ dei 17 (porterà male?) –  nel campo della sinistra riformista, ha deciso di avviare un percorso aperto e in continua evoluzione, al fine di promuovere ed approfondire una discussione politico-culturale in grado di incidere sulla realtà della nostra città. Nessuna retorica del cambiamento, ma un agire ancorato ad un pensiero che si fa promotore di una partecipazione libera e diffusa di tante persone. Molti di noi hanno scelto un impegno attivo nel Partito Democratico, alcuni, per esso, ricoprono incarichi istituzionali, tutti abbiamo riposto in esso aspettative non sempre pienamente corrisposte e vogliamo contribuire ad irrobustirne la spinta politica, culturale ed etica che è stata posta a suo fondamento, a superare conservatorismi, a innovarsi e aprirsi realmente alle persone e alle idee di cui sono portatrici. Una cultura di governo che si sperimenta ogni giorno in ambito nazionale e in tante realtà regionali e urbane, non può limitarsi ad una gestione delle “emergenze” amministrative e delle compatibilità esistenti, ma deve fare un grande sforzo innovativo per trasformarle, compiere scelte coerenti con una visione del futuro delle nostre città, utili ai cittadini e in grado di dare alle nostre comunità un respiro strategico, di crescita, di sostenibilità, di maggiore inclusività, risolvendo le gravi diseguaglianze che un mondo in continuo cambiamento ci consegna. La crisi della credibilità della politica può trovare una risposta democratica solo mettendo al centro della scena pubblica le persone, offrendo loro una reale opportunità di partecipazione in grado di indirizzare scelte e decisioni. Abbiamo mosso i primi passi di questo percorso con l’obiettivo di arricchirlo fin da subito di idee, proposte e contributi di tutti coloro che vorranno dare sostanza a questo spazio in movimento, attualmente non organizzato, per dare l’abbrivio ad una azione in grado di entrare dentro il disagio di una città. Vogliamo essere un laboratorio di idee e proposte utili a Terni e all’Umbria, in un’ottica che aiuti a liberare energie, aprirsi all’impegno di tanti e a praticare una buona politica”.

Mal di pancia Bene, uno spazio di discussione e’ sempre importante. Ma, inevitabilmente, ad ogni azione corrisponde una reazione. È così, per esempio, tra le firme eccellenti che ci si sarebbe potuto aspettare sotto un manifesto del genere e con siffatti ‘compagni’ di viaggio, ce n’è una la cui assenza onestamente stride un bel po’: quella dell’ex segretario regionale Cgil, nonché assessore nella prima Giunta Di Girolamo, Sandro Piermatti che, non a caso, proprio ieri è stato pizzicato in un a dir poco vivace ‘scambio di opinioni’ con uno dei firmatari del documento in oggetto. Non casuali ascoltatori avrebbero sentito parlare di “voti a sinistra”, candidature a sindaco (quella di Gianluca Rossi?) e di rapporti con la governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini. A proposito, proprio Sandro Piermatti viene dato oggi molto vicino alla stessa Marini. Una vicinanza, pare, accentuata anche dalla situazione lavorativa di Piermatti il quale, da ex dipendente della disciolta Comunità Montana, dovrebbe essere distaccato o ‘comandato’ da ottobre prossimo in un determinato ufficio regionale: probabilmente presso la segreteria della presidente Marini, con lo stesso livello e la stessa retribuzione. Maldicenze? Riposizionamenti? Primi accenni di una deflagrazione interna al Pd umbro e ternano, fra cene e cenette?

Piermatti annota Sarà, ma è lo stesso Piermatti che, con la verace franchezza che lo contraddistingue, verga poco fa su FB il seguente ‘avviso ai naviganti’: “Si è formata una nuova associazione…o sotto corrente nel Pd che si definisce sinistra riformista….non ne sappiamo nulla noi del coordinamento della sinistra riformista di Terni….forse sono ex giovani turchi profughi in cerca di ricollocazione….parliamone…..noi siamo per l’accoglienza”. Velenoso, neh?

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Andrea Giuli
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