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Nel Pd si attende Roma e si cammina a fanali spenti tra malumori e commissioni

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Nel Pd si attende Roma e si cammina a fanali spenti tra malumori e commissioni

Pinocchio
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Zingaretti e Verini
Zingaretti e Verini

PERUGIA – Segnali di vita dal Pd umbro? Pochi e non molto incoraggianti e allora come succede sempre in questi casi si ributta la palla delle decisioni nel campo dei vertici nazionali. Il Pd umbro si riunisce a Terni e poi a Perugia nel giro di una manciata di giorni e la musica è sempre la stessa: non molto i presenti, anche perché gli inviti non vengono estesi a tutti in qualche caso nemmeno ai consiglieri regionali, e con la sensazione che l’unica scelta da fare è attendere l’auspicata ripartenza o rifondazione che ha annunciato il segretario nazionale Zingaretti. Dopo di che partirà anche il congresso regionale: alla fine aprile sarà il mese decisivo. Il deputato ed ex  commissario regionale Walter Verini fa capire che sulla scelta del nuovo segretario regionale la sua parola intende dirla magari in asse con il responsabile nazionale dell’Organizzazione Stefano Vaccari e altri pronti ad aggregarsi. l’ex candidato a sindaco di Spoleto end altri ruoli Camilla Laureti sembra essere la persona gusta per questo raggruppamento. Il resto del partito tace o mugugna: sabato nella sede regionale di via Bonazzi i sindaci  Matteo Burico e Giacomo Chiodini ma anche Massimiliano Prosciutti hanno fatto intendere con toni diversi che così non funziona.

Truppe giovani La giovane Letizia Michelini ha rincarato la dose. Da queste parti si cerca un candidato e ora non sembra più esserci tra i papabili il solo nome del capogruppo in Regione Tommaso Bori tra i papabili. “Dobbiamo evitare di ritrovarci in un congresso in cui tutti appoggiano un solo candidato, meglio dividersi nella chiarezza”, sibilano da queste parti mentre proprio Veini ripete per l’ennesima volta che il mantra del “restiamo uniti e non litighiamo”. Poca roba. Nel frattempo Verini ha chiesto al responsabile nazionale Stefano Vaccari di prorogare i termini che si è chiuso il 31 dicembre scorso con risultati deludenti. La richiesta è stata accordata e quindi il termine è stato spostato al 31 gennaio prossimo: la previsione di qualcuno è che alla fine non si supereranno i due mila inscritti. Roba da fare un congresso tra pochi intimi.

Anna scrive Nel frattempo il viceministra Anna Ascani che del gruppo dei giovani è una delle bandiere si manifesta per il momento solo su Facebook: “Il Partito democratico ha sicuramente bisogno di ritrovare slancio e capacità aggregante. Ma questo non ha a che vedere col nome o col simbolo: sarebbe troppo semplice se si potesse risolvere il problema in questo modo. Il punto è invece la visione della società e la nostra capacità di raccontarla incontrando quel che nella società, al di fuori del nostro partito, si muove a cerca rappresentanza. Se è questa l’idea di Zingaretti non posso che salutare con favore l’opzione di un congresso che sia una chiamata a raccolta del popolo democratico, un mettersi in ascolto per rinnovare profondamente noi stessi. Ma l’idea dello scioglimento del partito – della casa dei riformisti italiani, che ha appena dimostrato di poter resistere allo scossone provocato da due scissioni guidate da due ex segretari – paventata da Repubblica e in parte smentita oggi dallo stesso Zingaretti, mi parrebbe un tentativo di cambiare tutto perché nulla cambi. Sarebbe un errore e, di certo, un’occasione sprecata”. Nel frattempo, in Umbria, l’unica cosa che si capisce è che il Pd guida a fanali spenti e non si capisce bene dove vada.

Commissione L’ultima trovata è quella della commissione ad hoc per individuare il candidato che scenderà in pista l’8 marzo per il collegio senatoriale Umbria 2 lasciato vacante dalle dimissioni di Donatella Tesei. Anche questa una trovata della cerchia veriniana. Ne faranno parte: i segretari comunali dei sei comuni con più di 15 mila abitanti del collegio, poi il commissario provinciale Gianluca Rossi, i consiglieri regionali Donatella Porzi e Fabio Paparelli e Paolo Baiardini dell’organismo regionale. Si cammina fanali spenti in attesa che qualcuno o qualcosa accenda la luce.

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