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Nel Pd parte l’opera di mimetizzazione in vista delle Regionali, ma Ascani prende la rincorsa e apre il fuoco: scattano subito i riposizionamenti

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Nel Pd parte l’opera di mimetizzazione in vista delle Regionali, ma Ascani prende la rincorsa e apre il fuoco: scattano subito i riposizionamenti

Pinocchio
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Anna Ascani
Anna Ascani

PERUGIA – Parole d’ordine: mimetizzare e sorvolare. Sorvolare e mimetizzare. In altri tempi e per molto meno si sarebbero convocate direzioni regionali, assemblee regionali, congressi regionali ordinari e straordinari a raffica mentre oggi nulla di nulla. Un paio di stentati comunicatini. Come in un condominio in cui ognuno fischietta mentre scossone dopo scossone sta venendo giù tutto. Benvenuti nel Pd umbro dopo le sberle elettorali rimediate a Foligno, Orvieto e Marsciano: per tenere fuori dal computo della disfatta Bastia Umbra. Sberle dolorose che di fatto mettono in dubbio la stessa esistenza politica del partito.

Minuetti Commenti? Tanti silenzi con il consigliere regionale Giacomo Leonelli che timidamente parla di rinnovamento alla ventesima riga, mentre il commissario regionale Walter Verini fa uno slalom a base di lirismo degno di un poeta simbolista. “Amaro il risultato di Foligno – afferma Verini in una nota – dove una bella e ampia coalizione non solo politica ma anche civica e sociale, con un candidato di grande valore come Luciano Pizzoni, con tante energie fresche coinvolte, ha sfiorato il 45%. È un patrimonio su cui investire. Non ci sono macerie, ma condizioni da cui ripartire”. Come a dire: mimetizzare e sorvolare, mimetizzare e sorvolare colleghi. Ma è tutto un muoversi scomposto con la corsa a un posticino in vista delle elezioni regionali. D’altronde la decapitazione della linea di comando Marini-Bocci via inchiesta giudiziaria sembra autorizzare al si salvi chi può. E dunque il tam tam interno al gruppo veriniano batte e ribatte: il confronto interno equivale alla rissa, il congresso regionale ora è tardi e sulle liste per le Regionali decideremo tutti insieme. Come e dove? Nessuno per ora lo ha capito. Siamo alla formula “dell’ascolto della società regionale in tutte le sue componenti”. Tutto e niente.

Fuoco Ma soprattutto nessuno ha capito chi decide sulla scelta dei candidati al consiglio regionale e del candidato alla presidenza. Leonelli propone con sprezzo del pericolo le primarie ma Verini fa sapere che non se ne parla: intanto la simpatica Camilla Laureti viene spinta avanti con il beneplacito di Zingaretti e nel silenzio generale di tutto il partito. Silenzio più che perplesso. E poi spallucce dei pochi sindaci rimasti e dei pochi dirigenti ancora interessati a quello che una volta si definiva il quadro complessivo. L’idea del commissario regionale sembra essere quella di non ricandidare quelli al secondo mandato e via libera agli altri. Ma il passaggio è strettissimo.

Fuori dal coro Fuori dal coro, a sorpresa ma neanche tanto, si piazza Anna Ascani che con una intervista a La Nazione manda un paio di avvertimenti e ceffoni mica male. Le dimissioni di Marini? Gestita male da Verini. I candidati al consiglio regionale? Nessuno dell’attuale gruppo consiliare. Il rinnovamento? Necessario e passo indietro di chi ha avuto un ruolo nel passato recente e remoto. Picchia duro Ascani e per il futuro chiama in causa i sindaci Betti, Burico e Chiodini. Insomma, Ascani gioca la carta del rinnovamento generazionale da lavoraci a partirci da ora e da mettere in pratica un minuto dopo le elezioni regionali. Per ora mimetizzare e sorvolare ma neanche troppo. Lo scontro o resa dei conti è questione di tempo e sul campo restano tanti ma tanti veleni e conti in sospeso.

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