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Nasce Unione Civica, i frondisti della maggioranza di Di Girolamo: delusi dal sindaco

Politica

Nasce Unione Civica, i frondisti della maggioranza di Di Girolamo: delusi dal sindaco

Andrea Giuli
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TERNI – Subito una raccolta firme per una proposta di deliberazione popolare che impegni il governo a riconoscere l’Ast sito di interesse strategico nazionale (già nei giorni scorsi i gazebo sono arrivati in piazza), poi sabato gli stati generali, in un incontro pubblico al Garden, a partire dalle 17. L’Unione Civica per Terni si è presentata oggi a stampa e città.
Alla presentazione, presso la sede di viale Brin, hanno preso parte i rappresentanti delle quattro liste civiche che si sono unite (Terni Oltre, Terni Dinamica, Progetto Terni e Il Giacinto), Giovanni Ceccotti, Gianluca Petigliani, Massimo D’Antonio e Leo Venturi. Un progetto trasversale, perché, ribadiscono i promotori, “ciascuno di noi mantiene le proprie idee politiche a livello nazionale e regionale. Qui ci interessiamo di Terni e dei ternani, ed è questo cià che ci unisce”.
L’Unione Civica parte infatti dallo scontento delle quattro liste che avevano contribuito a fare eleggere Di Girolamo: “Le nostre proposte, che avevamo presentato a Di Girolamo erano per dare uno slancio a questa città e invece questa amministrazione si sta muovendo nel senso opposto – spiega Petigliani- le risposte che ci sono state date sono insufficienti, questa città deve ripartire perché ha grandi potenzialità, ma questa amministrazione non risponde ai cittadini, ma soltanto al partito”.

Da qui l’idea di un movimento che vada al di là degli schieramenti: non a caso l’Unione Civica sta guardando anche dall’altra parte del muro, cioè alle civiche che si erano presentate all’opposizione dell’attuale amministrazione. “La nostra è una sfida difficile – dice Leo Venturi – perchè mette insieme storie e sensibilità diverse, ma crediamo che questa sia la strada giusta, perchè soltanto mettendosi insieme si difende il territorio: una città frazionata è una città più debole e noi proviamo a riunire tutti coloro che sin qui si sono soltanto lamentati di quello che non va bene invitandoli a spendersi in prima persona per fare qualcosa insieme a noi”. L’occasione è buona anche per rispondere alle fresche indiscrezioni di stampa in merito alla prossima entrata nella giunta comunale di un paio di esponenti dell’Unione civica, smentendole di sana pianta. Intanto però i due consiglieri comunali di Progetto Terni, Mascio e Bencivenga non hanno aderito al nascente movimento.

Massimo D’Antonio affonda il colpo: “Serve una spallata decisiva, bisogna scrollarsi di dosso 45 anni di regionalismo che hanno sottratto a Terni idee, speranze e risorse. Serve un cambio di missione che valorizzi le nostre risorse: dobbiamo rinegoziare con la regione su tutto, per difendere quello che è nostro Ast, sanità, idroelettrico, università sono i primi esempi di risposte non date, ma i temi sono tantissimi”. La prima proposta è già sul tavolino: ”Mettiamo insieme più comuni e sfruttiamo le risorse previste per le realtà che si uniscono”.
Ancora Venturi: “Terni ha un peso insignificante a livello politico e nell’ambito della regione e questo sta provocando nella gente la crescita di un sentimento di rassegnazione – spiega – A questo corrisponde una percentuale sempre più alta di giovani che decidono di lasciare la città. Noi vogliamo che venga ridata dignità a questa città”. E sull’Ast, tema caldo del momento: “Noi siamo per una diversificazione dell’economia cittadina, ma ci rendiamo conto che per adesso questa non c’è: ecco perchè ci battiamo perchè l’Ast venga definito sito strategico di interesse nazionale. Perchè senza questa gamba, sulla quale si regge la nostra economia in questo momento, la città muore. Ci dicono che siamo campanilisti? Si, lo siamo, ma è perché vogliamo una città che allarghi gli orizzonti, che valorizzi le sue risorse: se muore Terni, ne risentirà anche l’Umbria”.

L’organigramma sarà definito nei dettagli a settembre, ma l’Unione Civica è già al operativa: “Avremo dei gruppi di lavoro che già da adesso produrranno dei progetti su vari temi – ha spiegato Giovanni Ceccotti- e intendiamo lavorare su azioni che possano avere un ritorno immediato, perchè questa città non può più attendere. L’università è un primo esempio: se Perugia non vuole più investire su Terni, ci sono altri atenei che magari potrebbero essere interessati. Basta sottomissioni da parte dei governanti: se Perugia ci soffoca, su tutti i piani economici, cominciamo a guardare a Rieti, Viterbo, Roma”. Poi ha usato un paragone calcistico: “Avevamo sostenuto il sindaco perché ci aveva promesso una squadra per lottare per lo scudetto e invece siamo in zona retrocessione. Allora i giocatori vanno cambiati, ma soprattutto va cambiato l’allenatore”. Ancora più netto D’Antonio: “Scegliere chi sostenere alle ultime amministrative per noi è stato un pò come scegliere il meno peggio. Il nostro appoggio è finito quando abbiamo visto che in Giunta sono state messe tutte persone non in linea con la nostra idea di cambiamento della città”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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