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Nasce in Umbria Legacoopsociali, l’associazione regionale di imprese sociali e cooperative

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Nasce in Umbria Legacoopsociali, l’associazione regionale di imprese sociali e cooperative

Redazione economia
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Un momento dell'incontro
Un momento dell'incontro
PERUGIA – E’ nata in Umbria Legacoopsociali, l’organizzazione delle imprese sociali e cooperative che fa capo a Legacoop. Il battesimo della nuova realtà associativa è coinciso con la seconda assemblea delle cooperative sociali umbre dal titolo ‘Costruire futuro’. Presenti i cooperatori e gli imprenditori sociali dell’Umbria insieme al presidente di Legacoop Umbria Dino Ricci, al presidente di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma, al presidente del centro studi Euricse Carlo Borzaga e alla presidente di Legacoopsociali Nazionale Eleonora Vanni. La carica di presidente del nuovo organismo verrà ricoperta da Andrea Bernardoni, già responsabile della cooperazione sociale di Legacoop Umbria, ed i due vice presidenti saranno Alessandra Garavani, presidente della cooperativa sociale Il Poliedro, e Sandro Corsi, presidente della cooperativa sociale Acta.
Servizi  “Durante la prima ondata della pandemia – si legge nella nota di Legacoop – le cooperative sociali sono state in prima linea nel fronteggiare l’emergenza, mostrando flessibilità e resilienza. In molti casi sono intervenute prima degli attori pubblici. Hanno saputo riorganizzare i servizi ed hanno ideato nuove attività per affrontare i bisogni generati dalla pandemia. Hanno utilizzato la tecnologia per ripensare i servizi ed hanno ideato nuovi prodotti digitali rivolti a bambini, ragazzi, persone disabili ed anziani. Ora continuano a operare con serietà e professionalità dovendo però affrontare grandi difficoltà economiche dovute sia a problemi strutturali che a problematiche legate all’emergenza da Covid-19. Per questa ragione, con l’obiettivo di rimuovere questi problemi, nei prossimi mesi Legacoopsociali Umbria lavorerà per: superare la logica del massimo ribasso negli appalti pubblici ancora molto diffusa in Umbria; far adeguare alla Regione Umbria le rette dei servizi accreditati ferme al 2005; sostenere l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate utilizzando lo strumento delle gare di appalti e delle concessioni riservate previsto dal Codice degli appalti; dare piana applicazione in Umbria al principio della sussidiarietà sancito dall’articolo 118 della Costituzione”.
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